
GROSSETO. «Il problema non è la visibilità di Giacomo Cerboni, ma capire quale attività amministrativa sia stata svolta dal 16 febbraio in poi». Il consigliere comunale di Azione torna sulla vicenda delle fideiussioni concesse dal Comune a favore di società sportive e altri soggetti, replicando alle dichiarazioni diffuse dall’amministrazione comunale dopo la conferenza stampa dei giorni scorsi.
Cerboni contesta in particolare la ricostruzione secondo cui, durante la commissione consiliare di maggio, gli sarebbero state fornite tutte le informazioni disponibili in quel momento.
Per sostenere la propria posizione il consigliere ha diffuso il contenuto della registrazione della commissione, ottenuta tramite accesso agli atti, nella quale il dirigente del settore finanziario riferisce che il Comune aveva chiesto informazioni agli istituti di credito ma che non erano arrivate risposte formali, mentre esistevano soltanto segnalazioni informali relative ad alcune situazioni di difficoltà.
Secondo Cerboni, però, la documentazione acquisita successivamente racconta una realtà diversa.
«Attraverso un autonomo accesso agli atti ho ottenuto documenti che dimostrano come le risposte delle banche fossero già pervenute il 16 febbraio 2024, pochi giorni dopo la richiesta avanzata dal Comune», afferma il consigliere. Da qui la contestazione politica nei confronti dell’amministrazione.
«Mi è stato detto verbalmente che le banche non avevano risposto, mentre dagli atti emerge che le risposte esistevano già. Per questo ritengo che non sia corretto sostenere che mi siano state fornite tutte le informazioni disponibili», sostiene Cerboni.
Il consigliere precisa nuovamente di non voler concentrare l’attenzione sulle società sportive eventualmente coinvolte.
«Nessuno vuole puntare il dito contro realtà che possono attraversare momenti di difficoltà. Al contrario, credo che le istituzioni debbano aiutarle a continuare a svolgere un servizio per la città», afferma.
L’obiettivo, secondo l’esponente di Azione, è invece verificare quali iniziative siano state adottate dagli uffici e dalla giunta una volta ricevute le comunicazioni degli istituti di credito.
«La domanda è semplice: quale attività amministrativa è stata svolta da febbraio a oggi? Come intende intervenire l’amministrazione per evitare che eventuali criticità possano trasformarsi in un problema per il bilancio comunale e quindi per i cittadini?».
Cerboni evidenzia inoltre un altro elemento emerso dalla documentazione in suo possesso. Le prime verifiche effettuate dal Comune avrebbero riguardato soltanto alcune delle realtà beneficiarie delle fideiussioni, mentre ulteriori richieste di controllo risultano datate 26 e 27 maggio, quindi successive all’accesso agli atti presentato dal consigliere.
Infine l’esponente di opposizione sostiene che una conoscenza completa della situazione avrebbe potuto incidere anche sul dibattito relativo al bilancio comunale.
«Se fossi stato correttamente informato durante la discussione della variazione di bilancio avrei potuto valutare la presentazione di un emendamento per accantonare somme a garanzia di eventuali rischi futuri. Questa possibilità non mi è stata consentita», conclude.