
GROSSETO – Grano venduto sotto i costi di produzione, filiere in difficoltà, siccità strutturale e fauna selvatica fuori controllo. È questo il quadro emerso dal Consiglio direttivo di Cia Grosseto, aperto dall’analisi politica del presidente Edoardo Donato e accompagnato dalla presentazione dei dati della direttrice Sabrina Rossi.
Grano, il prezzo non copre i costi: allarme per le aziende maremmane
Il passaggio più preoccupante del Consiglio ha riguardato la campagna cerealicola. Produrre grano costa sempre di più, ma il prezzo riconosciuto agli agricoltori resta insufficiente e, in molti casi, non copre nemmeno le spese di produzione.
«Lavorare in perdita non può diventare la normalità — ha sottolineato Donato —. Se il grano italiano non viene tutelato e valorizzato, molte aziende, anche in Maremma, saranno costrette a fare scelte definitive. Eppure parliamo di una coltura strategica per il territorio, per l’economia agricola e per la sicurezza alimentare del Paese. Servono controlli più efficaci alle dogane, maggiore attenzione all’origine del prodotto e politiche vere di valorizzazione del grano italiano. Il rischio è perdere competitività, abbandonare terreni e compromettere il futuro di intere aree agricole maremmane».
Olio, vino e altre produzioni: tutto il comparto sotto pressione
La crisi dei cereali non è un caso isolato. Anche l’olivicoltura soffre per il mancato riconoscimento del valore del prodotto italiano, con la necessità di rafforzare promozione, tracciabilità e valorizzazione delle Dop. Il vino è alle prese con il calo dei consumi a livello nazionale e internazionale, l’aumento delle scorte e una pressione crescente sui prezzi, in una fase che impone una riflessione seria sulla tenuta del comparto.
Acqua, il nodo strutturale: serve una strategia sugli invasi
Con l’estate è tornato centrale il tema idrico. Cia Grosseto ha riconosciuto gli sforzi del Consorzio di bonifica, ma ha ribadito che non bastano: la Maremma convive da tempo con la risalita del cuneo salino lungo i fiumi e con l’impossibilità di trattenere acqua dolce nei periodi di disponibilità.
«Torniamo a dire che servono invasi a monte e una strategia complessiva sulla risorsa idrica — ha spiegato Donato —. Dobbiamo poter accumulare acqua durante l’autunno e l’inverno, quando arrivano piogge intense, per poi distribuirla nei mesi più siccitosi. Senza infrastrutture adeguate l’agricoltura resterà esposta a una fragilità sempre più forte».
Fauna selvatica: danni alle colture e rischio peste suina
Altro tema caldo è quello della fauna selvatica, nel pieno del dibattito nazionale sulla riforma della legge 157/1992 e del confronto regionale sui piani di gestione. Cia Grosseto ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio reale tra tutela della fauna e tutela dell’attività agricola: in molte zone le aziende subiscono danni alle colture, difficoltà nella gestione dei terreni e rischi sanitari, con la peste suina africana che resta una preoccupazione concreta.
Pac europea: difendere il budget agricolo
Nel corso del Consiglio è stato affrontato anche il futuro della Politica agricola comune. Per Cia Grosseto la priorità è difendere il budget europeo destinato al settore primario: ridurre le risorse della Pac in una fase così delicata significherebbe lasciare sole le imprese proprio mentre sono chiamate a produrre cibo, presidiare il territorio e affrontare il cambiamento climatico.
Approvato il bilancio: l’organizzazione è solida
A chiusura della riunione, il Consiglio direttivo ha approvato il bilancio di Cia Grosseto, confermando la solidità dell’organizzazione e la capacità di offrire servizi qualificati a soci, imprese agricole e cittadini.
«Il nostro compito è continuare a rappresentare le aziende con chiarezza e responsabilità — ha concluso il presidente —. Ma oggi serve anche una risposta politica forte. I problemi dell’agricoltura non possono essere affrontati solo quando diventano emergenze. Servono programmazione, risorse, infrastrutture e una visione capace di rimettere davvero il settore agricolo al centro».