
GROSSETO – I lavori sul ponte Mussolini, lungo la strada provinciale di Spadino, hanno compiuto un anno. «Il cantiere fu aperto a giugno del 2025, dopo la chiusura delle scuole proprio per non creare disagio a chi, quotidianamente, percorreva la strada per portare i figli a scuola» ricorda un lettore. «Poi le scuole sono riaperte, e i ragazzi a scuola ci sono andati per un anno intero».
Non è la prima volta che i lettori chiedono notizie del cantiere di Spadino. Le opere vanno avanti da un po’, e non termineranno probabilmente prima di settembre.
Ma cosa è successo tanto da stravolgere le tempistiche (e i costi) rispetto a quanto era stato preventivato in fase di progettazione?
«I lavori – fanno sapere gli uffici della Provincia – dovevano essere fatti da sopra, con un senso unico alternato. Sarebbero andati avanti qualche mese, con un costo di circa 800mila euro. Il senso unico alternato è il modo collaudato e universalmente utilizzato per cambiare le barriere, smantellando quelle in essere e sostituendole con quelle nuove».
Senonché, durante la riunione in Prefettura il Cov (coordinamento operativo per la viabilità), su istanza del Comune di Grosseto, ha avanzato la richiesta di non fare il senso unico alternato.
«Questo – prosegue la Provincia -, ha comportato che parte dei lavori si facessero in golena, e quindi dal di sotto del ponte (quando sembra che nessuno stia lavorando è perché gli operai sono sotto), e parte sopra con un mini cantiere da un metro, con personale e attrezzatura ridotti, anche nelle dimensioni dei mezzi utilizzabili, e molto lavoro manuale». Una situazione che ha comportato anche molte interruzioni in concomitanza di eventi meteorologici non favorevoli.
Di conseguenza tempistiche e costi sono lievitati. «I lavori dovevano costare 880mila euro e se ne dovranno aggiungere circa 500, per un totale di un milione e 400 mila euro, e le tempistiche sono quasi triplicate, con i lavori che si chiuderanno a settembre».