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Economia

Zone economiche speciali per salvare i negozi di vicinato: «In Maremma chiusi 400 esercizi in dieci anni»

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Zone economiche speciali per salvare i negozi di vicinato: «In Maremma chiusi 400 esercizi in dieci anni»
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GROSSETO – Istituire aree Zes, ossia zone economiche speciali di prossimità, per tutelare insediamenti economici e negozi di vicinato in quei piccoli borghi o quartieri svantaggiati dove le piccole attività commerciali faticano di più a stare aperte. Confesercenti ha lanciato una raccolta di firme nazionale per giungere a una proposta di legge di iniziativa popolare che preveda una serie di misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. Servono 50mila firme e anche Confesercenti Grosseto sta facendo la propria parte per contrastare la desertificazione. L’istituzione delle Zone economiche speciali di prossimità dovrebbe prevedere misure fiscali e semplificazioni, sostegno alle imprese locali e un monitoraggio nazionale a cui si aggiunge un fondo dedicato.

Il quadro nazionale

I numeri sono impietosi: in Italia ci sono 140mila negozi chiusi e in dieci anni per ogni negozio che apre tre chiudono. Quattro milioni e mezzo di italiani vivono in comuni dove non c’è più un negozio alimentare. Venticinque miliardi di euro persi in dieci anni dalla rete commerciale di prossimità a favore dei grandi gruppi dell’e-commerce.

Biondi: «In Maremma chiusi 400 esercizi nell’entroterra»

«La legge propone di individuare zone economiche speciali dove prevedere norme di agevolazione fiscale, di semplificazione burocratica per gli esercizi di vicinato, per permettere di resistere — spiega Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti —. Oggi sono quasi 1.500 i piccoli comuni con l’assenza di qualsiasi esercizio necessario per la vita dei residenti: sta diventando un problema non solo economico ma anche sociale».

La Maremma non fa eccezione. «A parte la costa vediamo i nostri esercizi di vicinato con forti difficoltà nell’entroterra — prosegue Biondi —. Sono circa 400 gli esercizi chiusi negli ultimi dieci anni nel nostro entroterra. Ci sono comunità piccole dove gli esercizi di vicinato spariscono, la grande distribuzione si insedia nei grandi perimetri urbani e l’e-commerce non può sostituire quelle necessità quotidiane». Il problema riguarda anche i centri storici: «La legge prevede l’individuazione di zone economiche speciali anche nei perimetri urbani, quindi quartieri o centri storici che hanno oggettive difficoltà a resistere alla concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce. Dove non ci sono negozi aperti anche la sicurezza percepita diventa un problema».

Biondi ha inoltre annunciato che Confesercenti contatterà tutti i sindaci della provincia per una raccolta di consenso, ricordando che «le statistiche ci dicono che in Italia i cittadini di un comune su otto non hanno un esercizio di prossimità nel proprio quartiere o paese, ma se andassimo a vedere le singole frazioni, il rapporto fra residenti ed esercizi commerciali di base sarebbe ancor più deficitario».

Mei: «Quando alziamo la saracinesca spendiamo già 100-150 euro al giorno»

«Questo è un passaggio molto interessante nel mio mandato — afferma Massimiliano Mei, presidente provinciale di Confesercenti —. A livello nazionale si parla spesso di sostegno ai piccoli centri e arriva concretamente una proposta di legge importante: per istituire zone particolari in cui ci saranno deroghe sui pagamenti e semplificazioni per chi vuole aprire in centri con poche centinaia di abitanti. Quando alziamo la saracinesca ogni esercente sa bene di dover già spendere circa 100-150 euro al giorno: in un paese piccolo sostenersi è ancora più difficile. Eppure garantiamo un servizio alle persone anziane che non possono muoversi e non hanno la patente».

Mei ricorda che firmare è semplice e può essere fatto anche online con lo Spid attraverso il link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009

Pieraccini: «A Castel del Piano una valanga di energia positiva»

Anche la sindaca di Castel del Piano Cinzia Pieraccini, delegata a presiedere la conferenza stampa di Confesercenti dal presidente della provincia Francesca Limatola, ha portato la propria testimonianza: «Dobbiamo rimettere al centro la possibilità di far stare insieme le due cose: commercio di vicinato e online, visto che il fenomeno non è arrestabile». La sindaca ha raccontato come negli ultimi tre-quattro mesi nel suo comune si sia verificata una serie di nuove aperture: «Dalla seconda è stata una specie di valanga di energia positiva, un provare a mettersi in campo. Io per la montagna cercherò di essere presente e sostenere questa campagna».

Come firmare

Si potrà firmare anche di persona, nei luoghi di raccolta che saranno organizzati da Confesercenti Grosseto nelle prossime settimane e mesi. All’incontro hanno partecipato anche, in collegamento, le sindache di Civitella Paganico e Scansano Alessandra Biondi e Bice Ginesi, il sindaco di Cinigiano Luciano Monaci e Mariangela Gucci, assessore alle attività produttive di Massa Marittima.

Redazione
22 Giugno 2026 alle 14:29
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