
GAVORRANO – Il consigliere comunale Claudio Asuni, del gruppo consiliare “Noi, per Gavorrano!”, ha presentato un’interrogazione al sindaco Stefania Ulivieri per fare piena luce sulla situazione del parcheggio pubblico situato in via XXV Aprile a Bagno di Gavorrano.
L’area, utilizzata da oltre vent’anni come parcheggio pubblico e quotidianamente frequentata da residenti e cittadini, insiste sui mappali 631 e 681 del foglio catastale 82. Da verifiche effettuate sembrerebbe che tali terreni risultino ancora di proprietà privata e non siano mai stati formalmente acquisiti al patrimonio comunale.
«Parliamo di una situazione che merita chiarezza – dichiara Claudio Asuni –. Da oltre due decenni il parcheggio svolge una funzione pubblica essenziale per il quartiere, ma occorre capire quale sia il titolo giuridico che ne consente l’utilizzo e perché, se le aree sono ancora private, non si sia provveduto alla loro acquisizione da parte del Comune»
Nell’interrogazione viene inoltre evidenziato come il parcheggio necessiti di interventi di manutenzione e riqualificazione. Proprio per questo il consigliere chiede all’Amministrazione quali siano le intenzioni dell’Ente sia sul fronte della regolarizzazione patrimoniale sia su quello degli eventuali lavori di miglioramento dell’area.
Il gruppo consiliare “Noi, per Gavorrano!” ricorda inoltre che «già nell’ottobre 2018 i consiglieri Andrea Maule e Giacomo Signori avevano segnalato all’Amministrazione la necessità di affrontare alcune situazioni analoghe riguardanti opere pubbliche insistenti su aree non ancora regolarizzate sotto il profilo patrimoniale. A distanza di quasi otto anni, tuttavia, la questione del parcheggio di Via XXV Aprile sembrerebbe essere ancora aperta».
L’interrogazione depositata da Claudio Asuni chiede pertanto al sindaco e alla Giunta di chiarire se le aree siano effettivamente ancora private, quali atti siano stati adottati negli anni per regolarizzare la situazione e se l’Amministrazione intenda procedere all’acquisizione delle aree al patrimonio comunale.
«Non si tratta di una polemica – conclude Asuni – ma di una verifica doverosa nell’interesse dei cittadini. Quando un’opera è utilizzata come bene pubblico da oltre vent’anni è giusto che vi sia piena trasparenza sulla sua situazione amministrativa e sulle prospettive future di manutenzione e valorizzazione».