
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Una battuta di pesca iniziata all’alba si è trasformata in un incontro inatteso per due amici. Sabato 20 giugno, i due si erano spinti a circa 4-5 miglia dalla costa, davanti al castello delle Rocchette (Castiglione della Pescaia) in direzione Elba, con l’obiettivo di «cimentarsi in una ardua pesca al tonno», raccontano Guido Barbieri e Ugo Maggiaioli.
«Dopo ore passate a scacciare le berte (una specie di uccelli marini), decidiamo di fare ritorno a casa, come al solito a mani vuote. Improvvisamente la canna parte senza troppa convinzione, ma procediamo al recupero lo stesso, sentendo che qualcosa è attaccato all’amo».
In un primo momento i due pescatori pensavano di aver agganciato una palamita. Ma man mano che il pesce si avvicinava alla barca, la sorpresa: una pinna netta, inconfondibile. «Era uno squalo mako» spiegano i due amici. L’animale, lungo circa un metro e mezzo, è apparso in buone condizioni.
«Dopo la foto di rito abbiamo provveduto a restituirgli la libertà un po’ emozionati per il particolare incontro» sottolineano Barbieri e Maggiaioli.
Lo squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus, è un predatore pelagico che si nutre principalmente di pesci come tonni e pesce azzurro. Vive soprattutto in acque tropicali e subtropicali, ma è presente anche nel Mar Mediterraneo, dove tuttavia è considerato raro.