
GROSSETO – Cresce, si rafforza e compie un decisivo salto di qualità la rete di “Abitare la notte“, il progetto dedicato all’assistenza, al supporto e alla vicinanza delle persone senza fissa dimora che vivono ai margini della società a Grosseto.
Questa mattina, nella Curia vescovile, è stato siglato ufficialmente l’ampliamento del protocollo d’intesa. L’atto, approvato all’unanimità, sancisce l’ingresso nella rete di tre importanti realtà del terzo settore locale: la Croce rossa italiana (comitato di Grosseto), l’associazione La Racchetta (sezione alta Maremma) e l’Ordine francescano secolare di S. Lucia – Grosseto.
Le tre nuove sigle vanno ad aggiungersi alle sei associazioni fondatrici che il 16 ottobre 2025 avevano sottoscritto il primo protocollo: Caritas diocesana (ente capofila), Isaia sociale, Cisom – ordine di Malta, Arciconfraternita della Misericordia, Associazione l’altra città e Azione cattolica italiana diocesana. La rete sale così a un totale di nove realtà aderenti, testimoniando un patto di fraternità e cooperazione sempre più corale.
Il “salto di qualità”: servizi attivi sette giorni su sette e presidio sanitario
L’ingresso dei nuovi soggetti va a consolidare un progetto che ha vissuto una fortissima crescita interna nei primi mesi del 2026, trasformando radicalmente l’offerta assistenziale rispetto all’anno precedente:
Uscite serali h24 – Il servizio, nato inizialmente per coprire i giorni dal lunedì al venerdì, è diventato operativo 7 giorni su 7 per il monitoraggio notturno della strada. Servizio colazioni – Nel corso di quest’anno è stato attivato anche il servizio di colazioni mattutine, garantito dal lunedì al venerdì. Team sanitario sul posto – La vera novità del 2026 è l’attivazione di un team sanitario composto da paramedici volontari, incaricato di effettuare screening e prevenzione medica periodica a tutela della salute dei fruitori del servizio.
I volontari presidiano attivamente tra le 16 e le 22 aree della città, inclusi i dormitori e le strutture di accoglienza comunali, incontrando una media di circa 30 persone ogni sera.
I dati: pasto notturni in aumento del 33%
I numeri presentati durante la conferenza stampa fotografano una situazione di disagio sociale ed economico in costante aumento a Grosseto:
2024 – 4.538 pasti distribuiti (dato consolidato).
2025 – 7.513 pasti complessivi (+65,5% rispetto al 2024).
Gennaio/maggio 2026 – In soli cinque mesi sono già stati erogati 4.188 pasti, sfiorando l’intero totale del 2024.
Proiezione fine 2026 – Le stime prevedono il raggiungimento di circa 10.051 pasti entro la fine dell’anno, con un ulteriore incremento del +33,7% rispetto al 2025.
I dati mensili del 2026 mostrano inoltre come la richiesta sia in costante crescita: se a gennaio la media era di circa 21,6 pasti al giorno, a maggio si è registrato il picco con una media giornaliera di circa 33,8 pasti.
La voce dei nuovi firmatari
«L’adesione ad Abitare la Notte risponde in modo naturale ai sette principi fondamentali della Croce rossa, primo tra tutti quello di umanità – afferma Marco Costanzo per Croce rossa italiana –. Portiamo in questa straordinaria rete le nostre competenze, felici di poter contribuire non solo al sostegno materiale e logistico, ma anche al presidio e all’ascolto delle vulnerabilità che popolano la nostra città nelle ore più buie. Fare squadra è l’unico modo per non lasciare indietro nessuno».
«Siamo abituati a intervenire nelle emergenze del territorio, ma la vera protezione della comunità passa anche dalla lotta all’emarginazione sociale – prosegue Michela Borsò per La Racchetta –. Entrare a far parte di questo coordinamento ci permette di mettere a disposizione le nostre braccia, i nostri mezzi e la nostra operatività per un servizio strutturato, continuativo e di prossimità. Condividiamo pienamente le linee guida del progetto e siamo pronti a fare la nostra parte al fianco delle altre associazioni».
«Attingiamo alla nostra Regola e alle nostre Costituzioni, che ci chiamano all’impegno del campo della promozione umana e della giustizia – fa eco Sonia Fastelli ministra dell’Ordine francescano –. Siamo partiti da qui, nell’itinerario di questo anno dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi. Alcuni di noi sono usciti in turno, nei giri serali, mentre altri della fraternità abitano la chiesa, a turno, per pregare per coloro che escono in strada e per le persone che avremo incontrato. Da qui è nata l’esigenza di strutturare di più la nostra collaborazione».
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche alla “rete invisibile” dei commercianti (bar, pasticcerie, pizzerie) che ogni sera donano i prodotti invenduti per la redistribuzione, e a chi si occupa della preparazione dei pasti.
Come funziona il Protocollo: le regole della rete
Il nuovo accordo formalizza regole precise per garantire una gestione sinergica e coordinata dell’allargamento. Pari dignità e diritti: Le tre nuove associazioni entrano nel progetto con gli stessi identici diritti e doveri dei fondatori. Consiglio di coordinamento: resta confermato l’organismo composto da un rappresentante per ciascuna delle 9 associazioni, con la Caritas diocesana che funge da primus inter pares. Il Consiglio si riunirà almeno ogni 60 giorni per deliberare a maggioranza sulle attività.
Il protocollo spinge sulla crescita qualitativa dei volontari, prevedendo corsi di formazione condivisi, lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche per preparare al meglio chi si relaziona con le complessità della strada.
L’analisi di don Enzo: «Superare i tavoli che separano»
Particolarmente profondo l’intervento di don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana, che ha voluto ringraziare le associazioni che “si sono fidate” di questo percorso comune: «Il potenziamento dei servizi che abbiamo avviato in questo 2026, con le uscite serali estese a sette giorni su sette, le colazioni e il presidio sanitario, ha risposto a un aumento dei bisogni e alla nostra volontà di non lasciare mai sguarnita la strada. Ma una macchina così complessa non può poggiare sulle spalle di pochi. L’ingresso ufficiale di queste tre realtà non è quindi solo un motivo di profonda gioia, ma è la risposta provvidenziale a una necessità concreta. Più che di “reti” e di “nodi”, vorrei tornare a parlare di tessuto sociale e di fili. Servono altri fili che uniscano, come una trama. Spesso ci sono tavoli che separano, come muri, chi aiuta da chi è aiutato: dobbiamo invece essere alla pari. Siccome in questa città il tessuto è rotto, dobbiamo essere dei restauratori. Il volontario fa da ponte tra un colore e l’altro, affinché si ricomponga l’unità».
La stima della povertà a Grosseto
Rispondendo alle domande dei giornalisti sull’effettivo aumento delle vulnerabilità in città, don Enzo ha espresso forte preoccupazione: «A Grosseto credo che il 50% delle persone e delle famiglie sia al limite della povertà. È un mare magnum che va da chi non ha alcun reddito di sostegno a coloro che, pure avendo un lavoro, non riescono a portare avanti la famiglia. C’è un problema politico legato al lavoro e alla casa».
Un ultimo pensiero è stato infine dedicato al mondo educativo e scolastico, e all’impatto a lungo termine che la gestione dell’emergenza Covid ha avuto sui giovani: «Ci ritroviamo con generazioni a cui manca un passaggio, isolate dal mondo esterno e dalle relazioni con i pari nei primi anni di vita. Dobbiamo riprendere l’attenzione anche su questo fronte», ha concluso il direttore della Caritas.
Lunedì 15 giugno il convegno “Oltre la strada” al polo universitario
La firma del secondo protocollo d’intesa fa da preludio a un altro importante appuntamento pubblico per la cittadinanza. Lunedì 15 giugno, alle ore 17, presso la Sala delle colonne della Fondazione polo universitario grossetano, si terrà il convegno dal titolo: “Oltre la strada: chi sono i senzatetto a Grosseto. Storie, numeri e volti di chi vive ai margini della città”.
L’evento, promosso da Caritas diocesana, Fondazione polo universitario grossetano e università degli studi di Siena, sarà l’occasione per presentare ufficialmente i dati del primo censimento e dell’indagine psicosociale sulle persone senza fissa dimora nel territorio comunale.
Il programma dell’incontro prevede: Introduzione di Gabriella Papponi Morelli (presidente del polo universitario) e di don Enzo Capitani (direttore Caritas). “Pensieri dalle serate del censimento: il mio diario emotivo” – Intervento a cura di Marika Capezzali, volontaria del progetto “Abitare la notte”. “Persone senza fissa dimora del comune di Grosseto” – Relazione tecnica a cura del prof. Fabio Ferretti, professore associato dell’Università di Siena. “Corpi nello spazio pubblico: rappresentazioni e percezioni dei senza fissa dimora” – Relazione a cura del prof. Simone Giusti, professore associato dell’università di Siena.