
FIRENZE – Il sindaco di Cinigiano Luciano Monaci ha partecipato, martedì scorso a Firenze, alla conferenza finale del progetto europeo Impetus, presentando il nuovo Polo dell’innovazione sociale previsto nell’ex chiesa di Borgo Santa Rita, selezionato tra le quattro proposte toscane ammesse nell’ambito dell’iniziativa. Il progetto Impetus, cofinanziato dal Programma Interreg Europe tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale, promuove l’uso temporaneo di spazi pubblici vuoti o sottoutilizzati per sperimentare nuove funzioni sociali, culturali ed economiche prima della loro trasformazione definitiva.
L’approccio consente di testare soluzioni sul campo, coinvolgere le comunità locali e accompagnare i processi di rigenerazione urbana, rispondendo in modo diretto ai bisogni del territorio. Alla conferenza, organizzata a Firenze, erano presenti Anci Toscana, Regione Toscana, Lama Impresa Sociale e una rete di partner europei che comprende la Métropole Européenne de Lille, le città di Riga e Las Palmas de Gran Canaria, Sarajevo, la Regione Mazovia e la Regione Bucarest-Ilfov. Il sindaco Monaci è intervenuto al tavolo assieme ai rappresentanti degli altri comuni toscani selezionati, ovvero Pisa, Siena e Borgo San Lorenzo. Nel suo intervento, il primo cittadino ha illustrato nel dettaglio il progetto del Polo dell’innovazione sociale nell’ex chiesa di Borgo Santa Rita, sottolineando il ruolo strategico che questa iniziativa potrà avere per l’intero territorio comunale. Nel pomeriggio ha inoltre visitato gli Hangar Creativi di Livorno, considerati un modello di riferimento per le pratiche di riattivazione di spazi dismessi o sottoutilizzati.
Il Polo dell’innovazione sociale a Borgo Santa Rita
I piccoli comuni delle aree interne si confrontano quotidianamente con una doppia marginalità: quella esterna, dovuta alla distanza dai grandi centri di servizio, e quella interna, legata a un territorio policentrico e disperso. Per rispondere a questa sfida, l’amministrazione comunale di Cinigiano, in coerenza con la piattaforma programmatica “Cinigiano 2031”, ha individuato nella frazione di Borgo Santa Rita un punto di svolta geografico e identitario. Collocato al centro dei collegamenti tra il Monte Amiata, la costa grossetana e il territorio senese, un ruolo oggi rafforzato dal rifacimento della strada regionale Cipressino, il borgo si candida a ospitare un modello innovativo di sviluppo locale.
In questo contesto, l’ex chiesa di Santa Rita viene individuata come luogo adatto a usi temporanei e attività di interesse collettivo. L’obiettivo strategico è superare l’idea di uno spazio espositivo statico o di un semplice centro culturale passivo, per creare invece una vera e propria infrastruttura territoriale di racconto e innovazione. Il progetto si fonda sulla sinergia tra due spazi complementari: da un lato l’ex chiesa, dall’altro il futuro Living Lab che troverà spazio negli immobili comunali adiacenti, già candidati a un bando ministeriale per la selezione di piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso. Il concetto, spiegano dal Comune, è che “nei laboratori si produce, si sperimenta e si forma, nell’ex chiesa si racconta, si presenta e si valorizza”. Grazie alla formula degli usi temporanei, l’edificio religioso dismesso si trasformerà in uno spazio tematico flessibile dedicato alla promozione del territorio e alla narrazione delle eccellenze locali, ospitando eventi, incontri pubblici, dibattiti e performance acustiche. Quando il polo sarà a pieno regime, il Living Lab adiacente offrirà servizi tecnologici avanzati alle imprese, laboratori audiovisivi, una sala riunioni e una foresteria. In questo modo, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica saranno messe al servizio delle micro-imprese agricole del territorio, che singolarmente non sarebbero in grado di sostenere investimenti di questo tipo.
Un’alleanza tra pubblico, privato e comunità locale
L’operazione è concepita con una chiara vocazione mista pubblica e privata. Il Comune di Cinigiano manterrà una forte regia pubblica nella fase iniziale, per garantire l’indirizzo strategico del progetto. Allo stesso tempo, il successo del Polo è pensato come il risultato di una alleanza comunitaria e produttiva. Il territorio può contare su un capitale sociale definito “straordinario”, costituito da oltre trenta associazioni, accanto a biodistretti, consorzi, attività produttive e istituti di ricerca.
L’uso temporaneo viene descritto come “lo strumento perfetto perché permette di attivare la chiesa fin da subito con interventi di manutenzione ordinaria e allestimenti leggeri”, consentendo di “lanciare i primi eventi pilota e verificare l’interesse senza attendere i tempi lunghi dei cantieri strutturali del Living Lab”. Secondo l’amministrazione, dell’investimento potranno beneficiare il sistema produttivo locale, che potrà disporre di una vetrina e di servizi di marketing condivisi, e la comunità residente, che avrà a disposizione nuovi spazi per eventi e manifestazioni. Il progetto punta inoltre ad attrarre nuovi abitanti e professionisti creativi, grazie alle dotazioni digitali inserite in un contesto considerato ad alta qualità della vita, trasformando il Polo in un presidio di “restanza” per i giovani. La proposta di uso temporaneo dell’ex chiesa di Santa Rita viene presentata non solo come un intervento di rifunzionalizzazione edilizia, ma come l’opportunità di dimostrare come un piccolo comune dell’area interna possa provare a trasformare la propria marginalità in un modello di multipolarità funzionale, dove l’identità rurale si confronta e si integra con i principi dell’innovazione sociale.