
MARINA DI GROSSETO – Non una commemorazione, ma una festa. Una giornata piena di vento, mare, amicizia e sorrisi per celebrare quello che sarebbe stato il cinquantesimo compleanno di Sandro Bigozzi, scomparso lo scorso anno in seguito a un tragico incidente con il paracadute.
Domenica 7 giugno Marina di Grosseto si è trasformata in un grande abbraccio collettivo grazie all’iniziativa organizzata dagli amici e dalla famiglia, che hanno scelto di ricordare Sandro nel modo che più gli assomigliava: all’aria aperta, tra le sue passioni e circondato dalle persone che gli hanno voluto bene.
L’idea è nata da Paolo Tini, professore associato e direttore della Radioterapia dell’ospedale Le Scotte di Siena, ma soprattutto amico e compagno di avventure di Sandro. Ad ospitare la giornata è stato il Kite’s Angels di Lorenzo Leoni, amico di una vita di Bigozzi. Fondamentale anche il contributo di Umberto Calisti che ha coinvolto la grande comunità dei kiters italiani.
Il risultato è stato una partecipazione che ha superato ogni aspettativa. Decine di amici sono arrivati da tutta Italia, alcuni anche da città lontane come Pavia e Modena, per prendere parte a una giornata speciale.
Uno dei momenti più suggestivi è stato quello delle uscite in kite, con tutti i partecipanti vestiti con una camicia bianca, il dress code scelto per l’occasione. In contemporanea, sopra il mare di Marina di Grosseto, si è svolto anche un lancio di paracadutisti con fumogeni colorati, in omaggio alle passioni che hanno accompagnato Sandro per tutta la vita.
Presenti anche la moglie Francesca Fallani e le figlie Clara e Gemma, al centro di una giornata che ha saputo unire emozione e serenità.
«L’idea era nata mesi fa, quando Sandro era ancora con noi: una grande festa per i suoi 50 anni, piena di amici, famiglia, mare, vento e risate. La vita, però, ha deciso diversamente» racconta Francesca.
«E allora mi sono chiesta cosa fare. Rinunciare? Oppure trasformare quel giorno in qualcosa che avesse ancora il suo sorriso dentro? Ho scelto la seconda strada».
Per tutta la giornata si sono alternati abbracci, racconti e ricordi. Dopo le attività in mare e nel cielo, la festa è proseguita con la torta di compleanno e un momento conviviale che ha riunito amici, familiari e compagni di avventure.
«Tra i momenti più emozionanti ci sono stati il lancio dei paracadutisti con i fumogeni colorati nel cielo sopra il mare, le uscite in kite con la camicia bianca, la torta dei 50 anni e i tantissimi racconti che hanno riportato Sandro tra noi attraverso i ricordi di chi gli ha voluto bene. È stata una giornata che non parlava di assenza, ma di presenza».
Un significato particolare lo ha avuto per le due figlie della coppia.
«L’obiettivo più importante, però, erano Clara e Gemma. Voglio che le nostre bambine possano conservare un ricordo luminoso del loro babbo. Non una giornata di tristezza, ma una giornata di amore. Voglio che guardandosi indietro, tra molti anni, possano dire: “Per i 50 anni del babbo c’erano tutti. E tutti gli volevano bene”».
Per Francesca, la risposta è arrivata proprio dalla partecipazione di tante persone.
«Credo che questo sia successo. In questi mesi ho imparato che il dolore non si supera cancellando ciò che è stato. Si attraversa continuando a costruire significato. E quando tante persone scelgono di esserci, di condividere un ricordo, di tendere una mano, succede qualcosa di straordinario: la mancanza non diventa più piccola, ma l’amore diventa più grande».
Nelle sue parole emerge anche il senso più profondo dell’iniziativa.
«Guardandomi intorno, ho pensato che ognuno di noi avrebbe piacere di essere celebrato in un modo così grande. Non per vanità, ma perché il vero patrimonio che lasciamo non sono le cose che possediamo: sono le persone che abbiamo amato, le amicizie che abbiamo costruito, i sorrisi che abbiamo regalato e le vite che abbiamo toccato».
Un’eredità che continua a vivere anche attraverso il motto che Sandro ripeteva spesso: «Nulla è impossibile».
«Per lui non era uno slogan. Era un modo di vivere. Era il coraggio di inseguire i sogni, di partire per un’avventura, di buttarsi nel vento, di credere nelle persone e nella vita. E forse il modo più bello per onorarlo non è guardare indietro con nostalgia, ma portare avanti quel messaggio ogni giorno».
E proprio questo è stato il senso della giornata del 7 giugno: un compleanno trasformato in una grande festa dell’amicizia e dell’amore, capace di riunire persone provenienti da tutta Italia nel nome di chi ha lasciato un segno profondo nelle loro vite.
«L’amore continua a generare amore, anche dopo la perdita. E quando una persona ha vissuto davvero, il suo ricordo non resta fermo nel passato: continua a camminare accanto a chi resta. Per Clara e Gemma, questo sarà per sempre il regalo più grande».

