
Gavorrano. Il Comune di Gavorrano rinnova il proprio impegno nella lotta al caporalato. A sottolinearlo è Massimo Borghi, assessore alla Legalità, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, nella seduta del 4 giugno, di una mozione dedicata al contrasto dello sfruttamento lavorativo.
«Il caporalato rappresenta una delle forme più odiose e più gravi di sfruttamento del lavoro – afferma Borghi – e colpisce in modo particolare, anche se non esclusivamente, lavoratori di origine straniera, costretti spesso a prestare la propria attività in condizioni analoghe alla schiavitù».
L’assessore evidenzia come il fenomeno non riguardi soltanto il mondo del lavoro, ma abbia ricadute più ampie sul tessuto sociale ed economico. «Il caporalato calpesta la dignità dei lavoratori, rischia di minare la tenuta sociale dei territori e delle comunità e altera la leale concorrenza tra le aziende».
Borghi ricorda che il sistema si basa sul reclutamento illegale di manodopera da parte di intermediari, i cosiddetti caporali, che organizzano il lavoro per conto delle aziende aggirando norme contrattuali e di sicurezza. «Possiamo definire il caporalato un vero e proprio “reato spia” – aggiunge – perché dietro questi sistemi di intermediazione illecita si celano spesso meccanismi che compromettono la sicurezza e il controllo del territorio, attraverso metodi di tipo mafioso o paramafioso e forme di criminalità che interessano il settore agroalimentare e la filiera della grande distribuzione».
Secondo l’assessore, le vittime sono spesso persone che vivono situazioni di fragilità economica. «Molti lavoratori accettano impieghi sottopagati, orari estenuanti e condizioni di vita precarie pur di ottenere un reddito. In alcuni casi sono costretti addirittura a pagare il trasporto verso i luoghi di lavoro o l’alloggio, subendo ulteriori forme di sfruttamento».
Da qui la necessità di un impegno costante delle istituzioni. «I Comuni, al pari delle Regioni, hanno il dovere di promuovere politiche di legalità e di tutela dei diritti dei lavoratori, oltre a contrastare culturalmente la penetrazione della criminalità organizzata nei territori. È fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei lavoratori e sulle problematiche legate al caporalato in agricoltura, nell’edilizia, nella logistica e in altri comparti produttivi».
Borghi richiama inoltre l’importanza della normativa nazionale. «Dobbiamo sollecitare la piena applicazione della legge 199 del 2016, un provvedimento fondamentale, rafforzandolo ulteriormente con la confisca delle aziende che utilizzano manodopera fornita dai caporali, andando oltre le sanzioni previste per le cosiddette aziende senza terra».
L’assessore rivendica infine il ruolo svolto da Gavorrano sul tema. «Il Comune di Gavorrano è stato il primo e, ad oggi, l’unico Comune della provincia di Grosseto ad affrontare pubblicamente il problema del caporalato e dell’economia illegale in un convegno tenutosi nel gennaio 2025. Un’iniziativa resa possibile grazie al lavoro importante svolto dalla Flai Cgil e dalla Prefettura di Grosseto. Un percorso che dimostra come i Comuni non siano soli nell’impegno affinché il lavoro sia sempre strumento di crescita, diritti e dignità per tutti».