
RISPESCIA – C’è un’Italia che continua a produrre qualità, prendendosi cura dei territori. Un’Italia che sceglie di misurarsi ogni giorno con gli effetti della crisi climatica, con la scarsità d’acqua, con eventi meteorologici sempre più estremi e con un mercato globale che impone ritmi e logiche spesso incompatibili con la sostenibilità. È l’Italia del vino biologico e biodinamico, protagonista della XXXIV Rassegna degustazione nazionale dei vini biologici e biodinamici promossa da Legambiente realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, corso di laurea in viticoltura ed enologia, e con La nuova ecologia.
Un appuntamento che da oltre trent’anni racconta l’evoluzione di un settore che oggi non rappresenta più una nicchia per appassionati, ma una delle risposte più concrete alle sfide ambientali che attraversano l’agricoltura italiana. Dietro ogni bottiglia selezionata non c’è soltanto una storia di qualità enologica, ma un modello produttivo che punta sulla fertilità del suolo, sulla biodiversità, sulla riduzione degli input chimici e sulla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di circa 300 vini provenienti da 18 regioni italiane, a conferma della vitalità e della diffusione di un comparto che continua a crescere e a innovare. Tra questi, la commissione di degustazione ha selezionato 50 etichette, espressione di territori, vitigni e tradizioni differenti. A distinguersi per numero di etichette selezionate è stata la Toscana, con 11 vini premiati provenienti dalle province di Grosseto, Siena, Livorno, Pisa, Massa-Carrara e Lucca. Seguono l’Emilia-Romagna con 6 riconoscimenti e il Piemonte con 4. Calabria, Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia, Trentino e Veneto si attestano a quota 3 selezioni ciascuna, mentre Friuli Venezia Giulia e Lazio conquistano due riconoscimenti. Completano il quadro Abruzzo, Liguria, Marche e Umbria con una selezione per regione. Una distribuzione che conferma la capacità del biologico di radicarsi in contesti territoriali molto diversi, dal Nord al Sud del Paese, valorizzando produzioni legate alle specificità ambientali e culturali di ogni territorio.
Dai grandi classici ai vitigni autoctoni, dai vini delle isole alle produzioni ottenute in contesti particolarmente complessi, la rassegna restituisce la fotografia di una viticoltura che investe nell’innovazione ecologica senza rinunciare alla propria identità territoriale e culturale.
Tra i vini selezionati figurano spumanti, bianchi d’annata e di annate precedenti, rosati, rossi giovani e affinati, vini dolci, produzioni ottenute da vitigni autoctoni e rari, oltre a numerose targhe speciali dedicate alla sostenibilità, alla responsabilità sociale, all’agricoltura eroica, alle giovani generazioni e al ruolo delle donne nel settore vitivinicolo.
Un mosaico che attraversa l’intero Paese e che dimostra come il biologico sia oggi uno dei laboratori più avanzati dell’agricoltura italiana.
La presentazione dei vini selezionati, avvenuta in occasione di una cena-evento tenutasi a Rispescia, nella location in cui ogni anno va in scena Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, è stata preceduta dal convegno “Dalla terra una risposta alla crisi climatica: il ruolo di agroecologia e biologico”, promosso da Legambiente nell’ambito della XXXIV Rassegna Degustazione Nazionale dei Vini Biologici e Biodinamici. Moderato dal direttore de La Nuova Ecologia Francesco Loiacono e introdotto da Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, l’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe Ferroni, presidente della Commissione della Rassegna, della senatrice Simona Petrucci, del deputato Marco Simiani, dell’assessore al turismo della Regione Toscana Leonardo Marras, del presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, dell’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, del presidente nazionale di UNCEM Marco Bussone, della presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini, del presidente di Santa Chiara Lab Angelo Riccaboni, del presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e di Maurizio Sonno di Banca Tema. Spazio anche alle buone pratiche con gli interventi di Maurizio Gritta, presidente di Iris Società Agricola Cooperativa, Andrea Rigoni, amministratore delegato e presidente di Rigoni di Asiago, e Nicola Mele, fondatore della Vigna Agrivoltaica di Comunità. A concludere i lavori è stato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.
«La viticoltura biologica rappresenta uno dei settori più avanzati dell’agricoltura italiana sul fronte della sostenibilità ambientale. L’Italia è leader in Europa per l’agricoltura biologica, con oltre il 20% della superficie agricola utilizzata (SAU) coltivata secondo il metodo biologico e circa 2,5 milioni di ettari interessati. Un settore che, con la viticoltura in prima linea, sta diventando sempre più un apripista per l’intero comparto agroalimentare, contribuendo a rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali. In un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica, investire nella qualità ecologica delle produzioni significa tutelare il territorio, la biodiversità e il futuro delle comunità rurali. La Rassegna nazionale dei vini biologici e biodinamici racconta da oltre trent’anni un’agricoltura che innova, crea valore e dimostra come la transizione ecologica possa essere un’opportunità concreta di sviluppo per il Paese», dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente».
«La viticoltura biologica rappresenta una delle esperienze più significative di adattamento alla crisi climatica e di tutela della biodiversità nel nostro Paese» aggiunge Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente. «Questa rassegna racconta aziende che hanno scelto di investire sulla qualità ambientale, sulla salute dei suoli e sulla valorizzazione dei territori. In un contesto segnato da siccità, eventi estremi e perdita di biodiversità, il biologico non è soltanto una scelta produttiva ma una visione di futuro capace di coniugare sostenibilità, competitività e identità delle comunità locali».
Significativo il riconoscimento attribuito alle produzioni che valorizzano vitigni autoctoni e varietà rare, autentico patrimonio genetico dell’agricoltura italiana. Una ricchezza che assume un valore ancora maggiore in un’epoca in cui la resilienza delle colture dipende anche dalla diversità biologica e dalla capacità di recuperare conoscenze e pratiche legate ai territori.
Accanto alla qualità enologica, la rassegna continua inoltre a premiare esperienze che dimostrano come il vino possa essere strumento di inclusione sociale, innovazione e sviluppo sostenibile. È il caso delle targhe dedicate alla responsabilità sociale, alla sostenibilità e all’agricoltura eroica, che valorizzano aziende impegnate non soltanto nella produzione, ma anche nella costruzione di modelli economici più equi e rispettosi dell’ambiente.
La XXXIV Rassegna Degustazione Nazionale dei Vini Biologici e Biodinamici conferma così il ruolo del vino biologico come uno dei simboli più concreti della transizione ecologica in agricoltura: un percorso che passa dalla qualità del prodotto, ma che riguarda soprattutto il futuro dei territori, del paesaggio e delle comunità che li abitano.
I vini selezionati alla XXXIV Rassegna Degustazione Nazionale dei Vini Biologici e Biodinamici
SPUMANTI
Spumante Chardonnay-Vespaiolo Metodo Classico Brut Nature 2021 – Fosca di G. Faresin Soc. Agr., Breganze (VI)
Brachetto d’Acqui DOCG 2025 Petali di Rosa – Az. Agr. M. Torelli, Bubbio (AT)
Canelli DOCG Moscato 2025 San Gro’d – Az. Agr. M. Torelli, Bubbio (AT)
BIANCHI
Toscana IGT Vermentino 2025 – Az. Agr. Mocali di T. Ciacci, Montalcino (SI)
Lazio IGP Malvasia Puntinata 2025 – Az. Agr. V. Lotti, Cellere (VT)
Paestum IGP Greco 2025 Calpazio – Az. Agr. San Salvatore di G. Pagano, Stio (SA)
Puglia IGP Negroamaro vinificato in bianco 2025 Maidomo – Az. Agr. Tenuta Viglione, Santeramo in Colle (BA)
Ansonica Costa dell’Argentario DOC 2025 – Antica Fattoria La Parrina Soc. Agr. Srl, Orbetello (GR)
Falanghina del Sannio DOP 2025 – Az. Agr. Terrantiqua di G. D’Aloia, Casalduni (BN)
Cirò DOC 2025 Doride – Soc. Agr. De Luca Srl, Melissa (KR)
BIANCHI DI ANNATE PRECEDENTI AL 2025
Salento IGP Frizzante 2024 Ancestrale – Amastuola Soc. Agr. Srl, Massafra (TA)
Riviera del Garda DOP Classico 2024 Preludio – L’Ulif Garda Land Soc. Agr. Srl, Polpenazze del Garda (BS)
Maremma Toscana DOC Vermentino 2024 Albarese – Cantina I Vini di Maremma Sac, Grosseto
Soave DOC 2024 Fontègo – La Cappuccina Soc. Agr., Monteforte d’Alpone (VR)
Vernaccia di San Gimignano DOCG 2024 – Salcheto Srl, San Gimignano (SI)
Trentino DOC Riesling Renano 2024 – Maso Bergamini di R. Tomasi e C., Trento
Delle Venezie DOC Pinot Grigio 2024 – La Fornase Srl Soc. Agr., Pasiano di Pordenone (PN)
Colli Bolognesi DOCG Pignoletto Classico Superiore 2024 Villa Virginia – Manaresi Pod. Bella Vista Soc. Agr., Zola Predosa (BO)
Colli di Luni DOC Vermentino 2024 Tziveta – Az. Agr. La Quinta Terra, Fosdinovo (MS)
Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2024 – Az. Agr. Vio Giobatta, Albenga (SV)
Falerio DOC Pecorino 2024 – Sgaly Az. Agr. Biologica di T. Sgalippa, Ortezzano (FM)
Castelli di Jesi DOCG Verdicchio Classico Riserva 2022 San Paolo – Barone Pizzini Soc. Agr., Maiolati Spontini (AN)
ROSATI
Cirò DOP Gaglioppo 2025 Puntalice – Senatore Vini Srl Soc. Agr., Cirò Marina (KR)
Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025 Manus Plere – Tenuta Arabona, Manoppello Scalo (PE)
ROSSI GIOVANI
Trentino DOC Lagrein 2024 Vegan – Cantina Aldeno Soc. Coop. Agr., Trento
Monreale DOC 2024 Mandranova – Alessandro di Camporeale Sca, Camporeale (PA)
Piemonte DOC Grignolino 2024 Vigin – Biodinamica Maciot Srl, Cocconato (AT)
ROSSI AFFINATI
Colline Lucchesi DOC Sangiovese 2022 Picchio Rosso – Colle di Bordocheo Srl, Capannori (LU)
Terre di Pisa DOC 2021 Il Barbiglione – Soc. Agr. Usiglian del Vescovo Srl, Palaia (PI)
Colli Bolognesi DOC Cabernet Sauvignon 2021 Le Borre – Corte d’Aibo, Valsamoggia (BO)
Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023 – Salcheto Srl Soc. Agr., Montepulciano (SI)
Montefalco DOC 2023 Ziggurat – Tenute Lunelli S.a. Srl, Bevagna (PG)
DOLCI
Recioto di Soave DOCG 2022 Arzimo – La Cappuccina Soc. Agr., Monteforte d’Alpone (VR)
TARGHE SPECIALI
Autoctoni
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Spumante Demi-Sec 2025 Magia Nera – Soc. Agr. La Piana, Castelvetro (MO)
Friuli DOC Friulano 2024 – La Fornase Srl Soc. Agr., Pasiano di Pordenone (PN)
Taburno Sannio DOP Coda di Volpe 2025 – Fattoria La Rivolta, Torrecuso (BN)
Costa Toscana IGT Ansonica 2025 Cocciuto – Az. Agr. Fontuccia, Isola del Giglio (GR)
Piemonte DOC Barbera 2023 Red Vegan – Az. Agr. Castello di Tassarolo dei Marchesi Spinola ss, Tassarolo (AL)
Selezionato tra i vini da uve di vitigni rari
Calabria IGP Pecorello 2025 – Campoverde Spa Agricola, Castrovillari (CS)
Selezionato per abbinarlo con piatti vegetariani e vegani
Trentino DOC Muller Thurgau 2025 Vegan – Cantina Aldeno Soc. Coop. Agr., Trento
Miglior blend varietale
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Spumante Brut Rosato 2025 Noi 2 – Soc. Agr. La Piana ss, Castelvetro (MO)
Miglior rapporto qualità/prezzo
Lazio IGT Rosato 2025 Alba Rosae – Istituto Tecnico Agrario Emilio Sereni, Roma
Vino Chardonnay 2025 – Corte d’Aibo, Valsamoggia (BO)
Selezionato tra i vini prodotti da cooperative e consorzi
Terre Siciliane IGT Rosso 2025 Placido Rizzotto Centopassi – Consorzio Libera Terra Mediterraneo Coop. Soc. Onlus, Corleone (PA)
Selezionato tra i vini prodotti nelle isole
Sicilia DOC Catarratto 2024 Giuvanni – Tenute Cuffaro di F. Cuffaro, Agrigento
Targa Agricoltura Eroica
Toscana IGP Vermentino 2024 Palmazio – Soc. Agr. La Piana Capraia Srls, Capraia Isola (LI)
Targa Donne in Vitivinicoltura
Puglia IGP Primitivo Rosato 2025 Rosett – Tenute Sannella Soc. Agr. Srl, San Severo (FG)
Targa al/alla migliore giovane imprenditore/imprenditrice vitivinicolo/a
Oltrepò Pavese DOCG Metodo Classico Pinot Nero Dosaggio Zero Blanc de Noir 2018 – Az. Agr. Lozza, Santa Giuletta (PV)
Targa Responsabilità Sociale
Toscana IGT Rosato 2025 Flower Power – Podere 414 di Simone Castelli, Magliano in Toscana (GR)
Targa Sostenibilità
Colli Bolognesi DOCG Pignoletto Superiore 2025 Anino – La Marmocchia Soc. Agr. s.s., Valsamoggia (BO)

