
GAVORRANO – Tre maestre, una classe di quinta elementare e un progetto europeo che in pochi hanno il privilegio di vivere. La scuola primaria dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino di Gavorrano è una delle poche scuole elementari in tutta Italia ad aderire al programma Erasmus+, e i genitori della classe V hanno voluto che questa storia non passasse inosservata.
Un traguardo che parte da lontano
Tutto ha avuto inizio due anni fa, quando la classe quinta ha cominciato a collaborare online con una scuola in Lituania: videochiamate, scambi di materiali didattici, lezioni condivise in lingua inglese. Un legame costruito poco a poco, un mattone alla volta, fino a diventare qualcosa di concreto e straordinario.
Nel marzo 2026 la scuola di Gavorrano ha aperto le porte agli studenti lituani, ospitandoli in classe e nella comunità. Poi, dal 23 al 30 maggio 2026, è stato il turno dei bambini italiani: zaino in spalla, destinazione Lituania, senza mamma e papà.
Per una quinta elementare, non è poco. È moltissimo.
Il coraggio di chi rende possibile l’impossibile
Dietro ogni progetto straordinario ci sono persone straordinarie. In questo caso si chiamano Valentina Castelli, Francesca Rubegni e Sara Martini: le tre insegnanti che hanno scelto di assumersi la responsabilità di portare bambini di dieci anni in un paese straniero, costruendo ogni passo con cura, dedizione e una comunicazione costante con le famiglie.
In un Paese in cui la burocrazia scolastica spesso scoraggia anche i progetti più semplici, aderire all’Erasmus in una scuola primaria richiede una dose non comune di coraggio istituzionale e personale. Significa farsi carico di adempimenti complessi, gestire la logistica internazionale, rassicurare famiglie preoccupate e, soprattutto, accompagnare bambini piccoli in un’avventura grande.
Le maestre hanno fatto tutto questo — e anche di più.
La lettera dei genitori alla dirigente
A testimonianza dell’impatto profondo di questa esperienza, i genitori della classe V hanno scritto una lettera formale alla dirigente scolastica. La riportiamo integralmente. “Buonasera Dirigente, scrivo in qualità di rappresentante della classe V della Scuola Primaria di Gavorrano per esprimere, a nome di tutti i genitori, un sentito ringraziamento alle insegnanti che hanno accompagnato i nostri figli nel Progetto Erasmus, in particolare le maestre Valentina Castelli, Francesca Rubegni e Sara Martini. Il loro impegno è andato ben oltre il ruolo dell’insegnamento: ci hanno coinvolti fin dall’inizio, ci hanno costantemente aggiornati e, soprattutto, ci hanno rassicurati, considerata la giovane età dei bambini e la distanza del viaggio affrontato senza di noi. Abbiamo visto i nostri figli con una nuova luce negli occhi: felici dell’esperienza vissuta in Lituania, entusiasti di scoprire abitudini e consuetudini diverse dalle nostre, senza mai lasciar trasparire nostalgia di casa. Sono tornati più “grandi”, autonomi e indipendenti. Con gioia ci hanno raccontato le lezioni seguite, le attività svolte, i luoghi visitati e il dialogo condiviso con i compagni lituani in lingua inglese. Come ben saprà, a pochi giorni dalla partenza un compagno di classe si è infortunato impedendogli di poter partire per la Lituania, ma i suoi genitori ci tengono particolarmente a ringraziare le maestre perché, nonostante l’impossibilità al viaggio — e si può ben capire lo stato d’animo del figlio — le insegnanti sono ugualmente riuscite a coinvolgerlo nel progetto insieme alla classe attraverso i mezzi a disposizione. Tutto questo è merito della scuola e delle maestre che li hanno guidati, offrendo loro l’opportunità di conoscere un paese straniero e di maturare una più profonda consapevolezza di essere cittadini europei. Desideriamo quindi ringraziare sinceramente la scuola e tutto il personale che si è adoperato affinché il Progetto Erasmus diventasse una realtà concreta e, soprattutto, un’esperienza indimenticabile che resterà per sempre nel cuore dei nostri figli. Cordiali saluti, I Genitori della Classe V — Scuola Primaria di Gavorrano. Cittadini europei fin da piccoli“.
C’è un dettaglio in questa storia che vale la pena sottolineare: quei bambini hanno dialogato con i coetanei lituani in lingua inglese, navigando differenze culturali, abitudini nuove, spazi sconosciuti. Sono partiti bambini e tornati, almeno un po’, più grandi.
Questo è esattamente ciò che il programma Erasmus si propone di fare — solo che di solito lo fa con gli universitari. Che accada in una quinta elementare, in uno dei tre soli istituti primari italiani che ci riescono, rende la cosa ancora più rara e preziosa.
Gavorrano può essere orgogliosa. Le sue maestre hanno dimostrato che il confine tra l’aula e il mondo può essere molto più sottile di quanto si pensi — basta avere il coraggio di attraversarlo.