
GROSSETO – Vi proponiamo il discorso tenuto dal comandante provinciale dei carabinieri Sebastiano Arena il giorno della festa dell’Arma.
Oggi, per noi carabinieri, è una ricorrenza speciale: festeggiamo il 212° anniversario della fondazione dell’Arma, circondati dalla vostra affettuosa vicinanza.
Mi sia consentito rivolgere, innanzitutto, un caloroso saluto ai ragazzi delle scuole qui presenti.
Mi rivolgo poi, con deferente ossequio, il prefetto di Grosseto, Paola Berardino, autorevole punto di riferimento sotto la cui guida abbiamo consolidato un modello di sicurezza basato sul confronto costante con la società civile.
Un grato saluto va agli onorevoli Fabrizio Rossi e Marco Simiani, al presidente della Provincia e a tutti i sindaci della Maremma: la vostra presenza riprova lo straordinario legame che unisce l’Arma a ogni borgo di questa terra.
Saluto con stima il procuratore della Repubblica, Maria Navarro: a lei, e a tutti i magistrati degli uffici della Procura, va il mio più sentito ringraziamento per la guida sempre premurosa, solerte e competente che assicurate ai nostri reparti. L’Arma si affianca a voi con radicata comunione di intenti e convinto spirito di collaborazione.
Un saluto grato e fraterno – e mi permetto di citarvi per nome – va a Claudio, nostro questore, a Diego, Salvatore, Davide, Giandomenico, Roberto, Alessio e a tutti i colleghi delle forze di polizia e delle forze armate con i quali condividiamo quotidianamente la responsabilità della sicurezza pubblica e del paese.
Un abbraccio ai membri delle associazioni nazionali carabinieri e forestali, custodi del nostro voto di fedeltà tra le generazioni. Infine, un ringraziamento sentito agli esponenti della stampa e dell’informazione oggi presenti.
In questo cortile vedete schierata una rappresentanza dei carabinieri che operano nella provincia di Grosseto: è l’immagine dello Stato che raggiunge i borghi tutti, anche i più remoti, per portare sicurezza, prevenzione, solidarietà o anche solo per assicurare ascolto.
È anche l’immagine della nostra storia, iniziata nel 1814 con la nascita del Corpo dei carabinieri reali, sotto l’insegna della militarità: condizione imprescindibile che da oltre 200 anni connota il nostro modo di essere, facendo del carabiniere una peculiare, preziosa e irrinunciabile sincresi di soldato e operatore di polizia. Una vocazione, informata alla cultura dell’essere più che dell’apparire, che non è mestieranza ma ricerca identitaria nei valori del sacrificio e del servizio alla patria, nella consapevole accettazione della disciplina militare.
Il valore del nostro servizio è provato dalla schiera dei nostri caduti. Quest’anno ricorre l’85° anniversario della battaglia di Culqualber, una delle pagine più sacre della nostra storia: il 21 novembre 1941, in Etiopia, il 1° battaglione carabinieri reali e i fedeli Zaptié, ormai stremati e senza munizioni, si immolarono in un disperato corpo a corpo per difendere il caposaldo. Quel sacrificio eroico, che valse la Medaglia d’oro al valor militare alla nostra Bandiera, ha impresso per sempre su di noi il sigillo del dovere, sacralizzato dall’immagine della nostra patrona, la Virgo Fidelis.
In questa terra, il nostro commosso pensiero non può non rivolgersi anche all’appuntato scelto Alessandro Giorgioni e al vice brigadiere Antonio Santarelli, a cui recentemente l’amministrazione comunale di Pitigliano ha intitolato una strada. Ai loro familiari, su cui più di ogni altro è ricaduto il peso del nostro gravoso servizio, ci stringiamo in un abbraccio ideale di imperitura gratitudine.
Questo momento è tradizionalmente dedicato anche a tracciare un punto sulla situazione del nostro servizio. Parto da una riflessione evidente: un’efficace strategia di sicurezza non si esaurisce nella risposta repressiva, ma si alimenta quotidianamente di prevenzione, prossimità e dialogo con la cittadinanza.
In quest’ottica, negli ultimi 12 mesi le stazioni dell’Arma hanno accolto circa 45.000 persone, evidenziando che, in un’epoca segnata dall’isolamento tecnologico, i carabinieri restano interpreti e difensori della coesione sociale: cittadini tra i cittadini. I nostri reparti hanno proiettato sul territorio oltre 27.000 pattuglie, con una media di 75 servizi al giorno.
Altrettanto cruciale è stato l’impegno a favore delle cosiddette fasce deboli: più di 4.000 persone hanno beneficiato dei 207 incontri che, sotto la sollecitazione della prefetta, abbiamo promosso nei vari comuni della provincia sul tema delle truffe. Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, i nostri operatori sono entrati nelle aule per tenere 70 incontri sulla cultura della legalità, dialogando e confrontandosi con oltre 3.500 studenti.
È un legame indissolubile, quello tra l’Arma e il territorio, testimoniato anche dall’incessante richiesta di aiuto che giunge quotidianamente alle nostre centrali operative, che nell’ultimo anno hanno gestito complessivamente 24.331 chiamate sul numero di emergenza 112.
Rilevante è stata anche l’attività di contrasto al crimine, che ha consentito l’arresto di 156 persone e il deferimento di altre 2.000 circa. Tali risultati costituiscono più di un mero dato statistico, poiché rappresentano l’anticipata risposta statuale alle istanze di giustizia: è nell’intervento in flagranza di reato e nelle iniziative precautelari degli operatori di polizia su strada che il cittadino riscontra il primo segnale tangibile della presenza dello Stato e un atto di rassicurazione che precede, sostiene e dà credibilità anche alle successive determinazioni della magistratura.
La nostra attività, come già detto, non è priva di prezzo: dietro questi risultati contiamo, nell’ultimo anno, il ferimento in servizio di 44 colleghe e colleghi, ai quali va il nostro più profondo ringraziamento.
La sicurezza si iscrive oggi anche nel perimetro della tutela ecologica e nella vigilanza sulla filiera dei prodotti agroalimentari. Il gruppo carabinieri forestale, che con i suoi dieci nuclei vigila sui 178.000 ettari di bosco che impreziosiscono la Maremma, ha effettuato oltre 10.000 controlli, attenzionando 150 cantieri ed elevando sanzioni amministrative per oltre 250.000 euro.
Al contempo, il Reparto biodiversità di Follonica ha assicurato la custodia e la gestione delle sei riserve statali della provincia, promuovendo incontri di educazione ambientale, attività di ricerca – tra cui l’Erasmus plus “Best nature”, che ha coinvolto ricercatori di università italiane, spagnole e austriache – e contribuendo a pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale.
Mi avvio alla conclusione con sentimenti di profonda e intima commozione: questa è l’ultima festa dell’Arma che celebro in questa meravigliosa terra di Maremma, poiché a settembre giungerò al termine del mio mandato di comandante provinciale.
Voglio rivolgere il mio ultimo pensiero a voi carabinieri della provincia di Grosseto: vivete in una terra fiera e dignitosa, che vi accoglie – che mi ha accolto – con calore e che merita di essere servita con tutto l’impegno e la passione di cui siamo capaci.
Porterò con me il legame indissolubile con questa comunità e la gratitudine per aver potuto condividere con voi i sacrifici, le preoccupazioni e i successi di questi anni. Con emozione, quindi, vi auguro di conservare lo stesso entusiasmo di sempre: quello di testimoniare, con fedeltà, l’amore alle istituzioni e ai cittadini italiani.
Buona festa dell’Arma a tutti. Viva l’Italia.
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