
MASSA MARITTIMA – “Dopo otto secoli di vita in Usl hanno deciso di continuare a “smontarci” l’Ospedale Sant’Andrea. La politica massetana, sul tema distretto e ospedale, si sarebbe dovuta unire molto prima”. Così il consigliere di opposizione Sandro Poli del gruppo “L’alternativa per Massa” interviene dopo il Consiglio comunale aperto del 26 maggio.
“La salute non ha colore politico e questo concetto è stato ribadito da tutti durante il Consiglio comunale, dove abbiamo assistito alla solita quanto inutile (per noi) passerella dei dirigenti Usl – prosegue -. Tutti i consiglieri comunali, i sindaci del territorio, i sindacati, i consiglieri regionali e i cittadini presenti si sono spesi per la difesa di un ospedale importante e di grande valore come il Sant’Andrea. Un ospedale che da sempre produce numeri significativi, che serve un territorio vasto, con collegamenti difficili e con tutte le caratteristiche indicate dalla Regione Toscana per poter tornare a essere riconosciuto come Presidio Ospedaliero di un ampio Distretto Socio-Sanitario comprendente i comuni di Massa Marittima, Follonica, Scarlino, Gavorrano, Montieri e Monterotondo Marittimo”.
“Gli abitanti su cui la Usl effettua i conteggi ci sarebbero eccome, considerando che Follonica, nel periodo estivo, supera le centomila presenze e che i Pronto Soccorso riunificati farebbero registrare numeri importanti. Un Distretto che ci è stato tolto nel 2018, provocando il declassamento del Presidio Sant’Andrea — dotato fino ad allora di una propria autonomia — a semplice Stabilimento Ospedaliero dipendente dall’ospedale di Grosseto. Da quel momento è iniziato, secondo una politica “del gambero” (tre passi indietro e uno avanti), un continuo ridimensionamento avvenuto nel silenzio quasi assoluto. Quando però veniva restituito qualcosa (il famoso passo avanti), partivano immediatamente grandi annunci e celebrazioni.”
“Il direttore della Asl, Marco Torre, ha parlato per un quarto d’ora con un linguaggio impeccabile e un politichese ben costruito, qualità che personalmente ho apprezzato – prosegue Poli -. Peccato però che, concretamente, non abbia detto nulla di ciò che interessava davvero ai presenti. Nulla. Non siamo riusciti a ottenere neppure dall’ingegner Antonelli una data certa per la conclusione dei lavori necessari alla messa a norma della struttura ospedaliera. Una messa a norma che non rappresenta un investimento sanitario straordinario, come qualcuno vorrebbe far credere, ma semplicemente una spesa dovuta per rispettare le normative vigenti in materia di sicurezza“.
“Ora che i buoi stanno uscendo dalla stalla siamo tutti, giustamente, uniti nella difesa del Sant’Andrea. Forse però sarebbe stato meglio esserlo già ai tempi della raccolta firme del 2023 e, forse, avremmo dovuto muoverci insieme anche prima – conclude -. Non possiamo permettere che otto secoli di storia, professionalità ed eccellenza vengano cancellati per quella che considero una grave miopia e un clamoroso errore di valutazione“.