
MASSA MARITTIMA – La segreteria Uil Fp Area Vasta di Grosseto è intervenuta al Consiglio Comunale di Massa Marittima sul tema sanità.
«Da una parte – affermano dal sindacato – abbiamo apprezzato l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale che ha promosso un consiglio aperto coinvolgendo tutte le realtà istituzionali locali e regionali su un tema che riteniamo fondamentale per il territorio».
Per Sergio Lunghi e Luciano Fedeli «questa esperienza deve essere ripetuta su larga scala replicandola laddove ci sono presidi ospedalieri. Per questo solleciteremo i sindaci dei vari comprensori a indire consigli aperti per riaffrontare un problema che è una priorità e deve vedere arrivare risposte certe per l’assistenza sanitaria alle persone e per la tutela del lavoro pubblico come elemento centrale del sistema sanitario. Scriveremo ai sindaci affinché si facciano promotori di iniziative analoghe che dovranno portare alla ridefinizione dei modelli sanitari in grado di soddisfare i bisogni locali e rispondere anche a pieno ai diritti dei lavoratori del settore pubblico».
«Valutando i tagli effettuati nel corso degli anni l’area vasta ha perso circa 450 posti letto che dovevano essere riconvertiti in prestazioni territoriali sempre annunciate ma mai concretamente attuate. Proprio tra le Colline Metallifere, l’Area Grossetana e l’Amiata c’è la maggiore vacanza di medici di base, pediatri, specialisti e le case di comunità rischiano di funzionare solo parzialmente proprio per carenza di professionisti. L’alternativa territoriale annunciata già dal 2013 di fatto non può dirsi certo attuata al di là della localizzazione delle Case di Comunità che per il momento sono scatole prevalentemente vuote. E se si considera la situazione dei presidi ospedalieri dopo i notevoli tagli subiti nei presidi, la situazione oggi non è delle migliori e se c’è tenuta dei servizi lo si deve solo alla disponibilità del personale che negli anni ha accumulato in tutta l’area vasta 90.000 ore supplementari e ferie da evadere dagli anni pregressi».
«Sul presidio ospedaliero delle Colline Metallifere e sul territorio si è avuto certezza solo nelle riduzioni e nei tagli e gli investimenti sono stati in buona parte di carattere strutturale: non si è visto quell’aumento della dotazione organica che è tornata ad essere quella del pre Covid per pensionamenti, trasferimenti e licenziamenti. Riduzione delle prestazioni in ortopedia, declassificazione dell’Uoc di pneumologia con interventi di carattere ambulatoriale, difficoltà notevoli nel pronto soccorso, crisi per settori come la dialisi, la salute mentale, la neuropsichiatria per la carenza sempre di personale».
«L’area chirurgica è rimasta l’unica unità complessa e si è ventilata l’ipotesi di una riduzione delle attività da hh24 a hh12 il che declasserebbe in modo drammatico il nosocomio e su questo aspetto è chiara la posizione della Uil Fp: inaccettabile. Soluzioni ci sono e devono essere messe in campo con un impegno politico e istituzionale collegiale non utilizzando il tema sanità strumentalmente, lavorando per un settore in modo collegiale e rivendicando non teorici progetti futuri sulle aree periferiche ma fornendo risposte, percorsi certi e azioni concrete per rilanciare un settore che fa da traino anche per la tenuta demografica e socio–economica di un territorio che ha già dato tanto ed in modo evidente il proprio contributo in termini di riduzione dei servizi».