
MASSA MARITTIMA – La Cisl Funzione Pubblica di Grosseto ha partecipato al consiglio comunale aperto dedicato al futuro dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima, che si è tenuto ieri, martedì 26 maggio. Un momento di confronto che ha visto la presenza dei sindaci del territorio, di numerosi operatori sanitari e di cittadini preoccupati per il mantenimento dei servizi sanitari nell’area delle Colline Metallifere.
Al centro del dibattito la necessità di rafforzare il presidio ospedaliero, a partire dal potenziamento della chirurgia sulle 24 ore, della pneumologia e della medicina, senza riduzione delle prestazioni.
“La nostra posizione è chiara – dichiara Simona Piccini, segretaria generale della Cisl Fp Grosseto –: l’ospedale Sant’Andrea deve essere sostenuto e valorizzato. Non possiamo accettare un progressivo impoverimento dei servizi e delle professionalità sanitarie che operano in questo presidio. Ridurre i reparti o le prestazioni significherebbe penalizzare cittadini e lavoratori”.
La Cisl Fp Grosseto sottolinea inoltre come dal territorio sia emersa una forte richiesta di attenzione e rispetto per gli operatori sanitari, che chiedono di essere valorizzati e non considerati marginali all’interno della programmazione sanitaria aziendale.
“Gli operatori che lavorano a Massa Marittima rappresentano un patrimonio di competenze costruito negli anni – prosegue Piccini – e devono essere messi nelle condizioni di continuare a svolgere il proprio lavoro con dignità e prospettive professionali adeguate. Se l’ospedale venisse depotenziato, nel medio periodo si rischierebbe anche una perdita della qualità professionale e dell’attrattività della struttura”.
La Cisl Fp Grosseto si dice disponibile ad avviare un percorso condiviso con i sindaci del territorio e con la direzione dell’Azienda Asl Toscana sud est per costruire un vero patto territoriale finalizzato al mantenimento, al sostegno e alla valorizzazione dei reparti ospedalieri e delle professionalità presenti nel presidio di Massa Marittima.
“La sanità territoriale – conclude Piccini – non può essere ridotta. Servono investimenti, programmazione e una visione che garantisca servizi sanitari di qualità anche nelle aree periferiche e interne della provincia”.