
GROSSETO. Una serie di incontri per parlare della città e dei suoi problemi in vista delle elezioni amministrative del 2027: così il gruppo Grosseto Città Aperta annuncia “Grosseto 2027 La città si muove”.
“Cinque anni di opposizione in Consiglio comunale hanno consentito a Grosseto Città Aperta di maturare analisi, posizioni e proposte su molti dei nodi irrisolti della città – afferma il gruppo -. Ora Gca si prepara alle elezioni comunali del 2027 con un metodo preciso: portare quel lavoro in pubblico, sottoporlo al confronto e arricchirlo grazie a chi ha qualcosa da dire e da dare. Non è un semplice appello alle idee. È una chiamata alla collaborazione tra persone che condividono un orientamento e vogliono tradurlo in un programma serio, di ampio respiro e radicato nella nostra realtà grossetana“.
Da qui nasce “Grosseto 2027 La città si muove”, un cantiere pubblico per ripensare la Grosseto di domani. Il primo appuntamento sarà sabato 20 giugno alle ore 17.00 presso la Fondazione Il Sole: talk tematici e avvio dei tavoli di lavoro su urbanistica, cultura, politiche sociali, verde urbano, sicurezza, turismo, mobilità e altro ancora.
Uno dei talk tematici sarà dedicato alla gestione della cultura: “Assessorato, Fondazione Grosseto Cultura, Istituzione Mura, Sistema srl: chi fa cosa, e perché? Grosseto ha un patrimonio culturale di tutto rispetto: il Cassero senese, musei di storia naturale, archeologici e d’arte, teatri storici, una biblioteca secolare. Ma chi si occupa di tutto questo? Molti soggetti diversi, con dirigenti diversi, logiche diverse e senza una reale visione d’insieme“.
L’assessorato alla cultura gestisce direttamente la Biblioteca Chelliana, il Teatro degli Industri e il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma. La Fondazione Grosseto Cultura gestisce invece il Museo di Storia Naturale della Maremma, l’Istituto Musicale “Palmiero Giannetti” ed il Polo Culturale “Le Clarisse” con il Museo “Luzzetti”. È una fondazione di diritto privato partecipata dal Comune, che risponde a logiche autonome senza la necessaria trasparenza e condivisione degli obiettivi. Il Teatro Moderno – il più capiente, con i suoi mille posti – è invece affidato a Sistema srl, la società in house del Comune che si occupa anche di sfalcio del verde e servizi cimiteriali.
Le Mura medicee sono gestite da un altro soggetto ancora, l’Istituzione “Le Mura”, un organismo strumentale del Comune costituito nel 2017, chiamato a valorizzare le Mura attraverso la promozione di eventi e tuttavia collocato nel settore programmazione economica, sotto un dirigente diverso da quello dedicato a cultura, biblioteca, musei e teatri. E non è finita: grazie alle risorse del Pnrr sta per essere aperta una nuova Casa della Musica, il Cassero senese è attualmente oggetto di un importante restauro con l’obiettivo di trasformarlo in uno spazio espositivo e istituzionale e, ad Alberese, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha consentito di realizzare il Museo del Buttero e delle Tradizioni Popolari della Maremma.”
“Una casa della musica e due nuovi musei in arrivo, dunque. Chi li gestirà? Chi li aprirà al pubblico? Con quali risorse? Con quale raccordo rispetto alle strutture esistenti? La domanda non è polemica, è amministrativa e politica: qual è il disegno complessivo e quali gli obiettivi culturali? – prosegue Gca -. Su questo tema il 20 giugno interverrà Mauro Papa, direttore del Polo culturale “Le Clarisse” e del Museo “Luzzetti”, ponendo alcune domande a nome dell’associazione Gca: ha senso avere quattro soggetti distinti – un assessorato, una fondazione di diritto privato, una società in house e un’istituzione interna – che gestiscono musei, teatri e mura senza un reale coordinamento tra gli organi direttivi? Questa frammentazione è il frutto di una strategia o di una serie di decisioni contingenti accumulate nel tempo? Esistono modelli più efficienti, più trasparenti e più capaci di valorizzare davvero il patrimonio grossetano ed aprire una nuova stagione per le politiche culturali della nostra città?”.
“Di questa frammentazione Grosseto Città Aperta ha una propria lettura, maturata in anni di lavoro nell’aula consiliare e nei dibattiti pubblici che ha attivato. Quella lettura sarà sul tavolo il 20 giugno, ma non come soluzione definitiva, bensì quale punto di partenza per un confronto con chi ha competenze, esperienze e proposte da mettere in gioco. Non si tratta di una critica alle singole persone che lavorano in queste strutture – spesso con competenza e dedizione – ma di una valutazione di sistema. In molte città italiane di dimensioni simili, la governance della cultura è stata razionalizzata: risorse messe a sistema, duplicazioni eliminate, mandati resi leggibili ai cittadini. A Grosseto questo dibattito non è mai avvenuto davvero. È ora di farlo.”
“‘Grosseto 2027 La città si muove‘, in programma il 20 giugno, sarà quindi una chiamata, non un sondaggio. Sarà il momento in cui Grosseto Città Aperta esporrà le proprie progettualità e inviterà chi condivide quell’orizzonte progressista a verificarlo, correggerlo, arricchirlo. A partire dalle ore 17.00 una serie di talk tematici – su urbanistica, cultura, politiche sociali, verde urbano, sicurezza, turismo, mobilità e altro ancora – apriranno altrettanti tavoli di lavoro a cui sarà possibile aderire formalmente.
Ogni tavolo diventerà uno spazio di elaborazione collettiva e chiunque vorrà contribuire alla costruzione del programma elettorale di Grosseto Città Aperta su un tema specifico avrà un luogo dove farlo. Grosseto Città Aperta è nata come laboratorio politico-culturale progressista, aperto a chi vuole costruire insieme una città più inclusiva, partecipata e proiettata nel futuro – conclude l’associazione -. Venite a costruire con noi. Info: [email protected]“