
SCANSANO – “ArcheoVino: alle radici del Sangiovese” è il tema al centro delle due giornate in programma venerdì 29 e sabato 30 maggio a Scansano e dedicate alla storia della viticoltura, alla ricerca archeologica e alle origini del vino nel territorio scansanese. L’incontro si svilupperà al Museo archeologico della Vite e del Vino, mentre il secondo giorno al sito di Ghiaccio Forte per continuare al vigneto sperimentale e concludersi, di nuovo al museo, due luoghi emblematici per il territorio comunale di Scansano.
“Questo appuntamento – spiega l’assessore alla Cultura Irene Terzaroli – fa parte degli eventi organizzati per il venticinquesimo compleanno del Museo archeologico e della Vite e del Vino, ed ha come obiettivo di ricordare a tutta la comunità quali sono stati in questi 25 anni i progetti e le attività che hanno contribuito a costruire la storia, e il successo, del Museo. Ci siamo impegnati per riattivare le convenzioni e le collaborazioni, in particolare con l’Università degli Studi di Siena e con l’Isis Leopoldo II di Lorena per tornare a parlare del legame tra vino e archeologia e dare continuità a un progetto ambizioso in cui crediamo molto, appunto, il progetto ArcheoVino iniziato nel 2006 e rimasto accantonato per anni”.
Con la guida dell’Università degli Studi di Siena e del professor Andrea Zifferero, che sarà uno dei relatori della due giorni di eventi, e dell’agronomo Valerio Zorzi, gli studenti dell’Istituto Leopoldo II di Lorena si occuperanno della cura, del mantenimento e della vinificazione del vigneto sperimentale e le due giornate saranno occasione di approfondimenti tecnico-scientifici oltre che di divulgazione. L’associazione Onav – Organizzazione nazionale assaggiatori di vino e Ses, Scuola europea di sommelier guideranno le degustazioni de “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”, un vino realizzato con le uve del vigneto sperimentale vinificate dai ragazzi dell’Isis.
“L’iniziativa – sottolinea la sindaca Maria Bice Ginesi – rappresenta un’importante occasione di incontro tra studiosi, istituzioni, scuole, operatori del settore vitivinicolo e cittadini, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul patrimonio storico e culturale legato alla vite e al vino, elementi identitari profondamente radicati nella storia di Scansano e del Morellino che vorremmo diventassero patrimonio dell’intera comunità. Anche per questo, abbiamo inserito il progetto ‘ArcheoVino’ all’interno dell’ArtBonus, lo strumento che permette ad aziende, imprenditori, associazioni, fondazioni, ma anche privati cittadini, di sostenere iniziative culturali potendo godere, in cambio, di agevolazioni fiscali”.
Il progetto ArcheoVino
Avviato circa vent’anni fa, nel biennio 2006-2008, frutto della collaborazione tra il Museo archeologico della Vite e del Vino di Scansano e l’Università degli Studi di Siena, il progetto “ArcheoVino” ha consentito l’identificazione di un centro di accumulo del germoplasma viticolo antico, nelle vicinanze del sito etrusco di Ghiaccio Forte, nella media valle dell’Albegna.
Attraverso il censimento, il campionamento e lo studio delle abbondanti popolazioni di vite selvatica, che si ritengono molto antiche, distribuite lungo i corsi d’acqua intorno a Ghiaccio Forte, è stato possibile rilevarne i caratteri genetici che conservano tracce degli innesti con vitigni pregiati prodotti nella Magna Grecia, come il Sangiovese, al centro del convegno in programma a fine maggio.
Il trasferimento di varietà, avvenuto tra la metà dell’VIII e del VII secolo a.C., ha portato al successo della viticoltura etrusca che, nell’arco di pochi decenni, sotto la spinta dei commerci promossi dalla città di Vulci, ha reso la valle dell’Albegna, con i centri di Marsiliana, Doganella e Ghiaccio Forte, protagonista di una produzione vinicola che ha invaso i mercati celtici e iberici tra il VI e il IV secolo a.C.
Nel 2015, il patrimonio genetico locale è stato trasferito in un campo di coltivazione sperimentale in prossimità di Ghiaccio Forte, terreno messo a disposizione gratuitamente dall’azienda agricola Ghiaccio Forte Aquilaia che ha curato fino ad oggi il vigneto, per ottenere uve da vino il più possibile vicine a quelle coltivate in età etrusca.
Il vigneto sperimentale è in parte realizzato con la tecnica della vite maritata al tutore vivo (la cosiddetta “alberata etrusca”), in parte con il sistema romano dell’alberello sostenuto da palo, autorizzato da Arte Toscana, ed è la prima opera di promozione della viticoltura antica, attraverso la conservazione della biodiversità antica espressa dalle viti selvatiche.
Il programma del convegno nel dettaglio
Venerdì 29 maggio, “ArcheoVino” prenderà alle 9 il via nella sala convegni del Museo archeologico e della Vite e del Vino; con gli alunni e i docenti dell’Isis Leopoldo II di Lorena, avrà luogo una visita guidata del Museo mentre, alle ore 10, interverranno il dirigente scolastico Claudio Simoni dell’Isis Leopoldo II di Lorena di Grosseto, Fausto Ravasi, che presenterà il lavoro svolto dagli studenti, e il professor Andrea Zifferero dell’Università di Siena, che illustrerà la storia, ormai ventennale, del progetto ArcheoVino. Alle ore 11 seguirà una degustazione guidata dal sommelier del vino “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”.
Le attività riprenderanno nel pomeriggio, alle 15, con una serie di interventi dedicati alla ricerca archeologica e alla sperimentazione vitivinicola. Andrea Zifferero dell’Università di Siena e Valerio Zorzi dello Studio Gambassi e Zorzi di Siena parleranno de “La vite selvatica a Scansano: il progetto ArcheoVino venti anni dopo”.
A seguire, Fausto Ravasi dell’Isis Leopoldo II di Lorena affronterà il tema delle “Esperienze didattiche di vendemmia e vinificazione nel vigneto sperimentale di Ghiaccio Forte”. Alessandra Pecci dell’Università di Barcellona, insieme ad Andrea Zifferero e Riccardo Chessa del Laboratorio di archeologia sperimentale “Gli Albori”, approfondiranno il tema “Alla ricerca del gusto antico: i protocolli sperimentali per il vino etrusco e romano”.
Concluderà gli interventi Andrea Zifferero con una relazione dedicata ai progetti di ricerca sulle varietà scomparse di vite, olivo e frutti antichi. A seguire conclusioni, accompagnate da una nuova degustazione del vino “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”, guidata dai sommelier.
Sabato 30 maggio la giornata inizierà alle ore 10 con il ritrovo al sito archeologico di Ghiaccio Forte, dove l’archeologa Carolina Megale guiderà i partecipanti alla scoperta del sito concludendo la mattina con una visita guidata, a cura del professor Zifferero, al vigneto sperimentale di Ghiaccio Forte.
Nel pomeriggio, dalle ore 15, nella sala convegni del Museo archeologico e della Vite e del Vino, apertura dei lavori con i saluti della sindaca Maria Bice Ginesi e dell’assessore alla Cultura Irene Terzaroli, seguiti dagli interventi del Consorzio Tutela del Morellino di Scansano, della Cantina Cooperativa Morellino di Scansano e del direttore generale dell’Associazione nazionale Città del Vino, Paolo Corbini.
Seguiranno quindi i contributi di Fausto Ravasi, dedicato alle tecniche di vinificazione tra insegnamento e ricerca, e di Andrea Zifferero e Valerio Zorzi sul tema della vite selvatica a Scansano e sul progetto ArcheoVino a venti anni dalla sua nascita. Emanuela Panke, Presidente di Iter Vitis Italia, parlerà invece dei paesaggi della viticoltura e delle esperienze di ricerca e valorizzazione in Italia e in Europa.
L’evento proseguirà con l’intervento di Marco Paperini, che presenterà l’iniziativa “Art Bonus: mecenati per la crescita della cultura nel territorio”, mentre il dibattito conclusivo sarà coordinato da Andrea Zifferero.
Alle ore 17 è in calendario la presentazione del libro di Carolina Megale “La passione degli Etruschi per il vino. Archeologia del vino lungo la costa livornese e oltre” pubblicato da Effigi Edizioni: l’autrice dialogherà con Marco Paperini e con Sara Bruni, direttrice del Museo della Vite e del Vino. Alle 18 seguirà la degustazione guidata del vino “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”.
Per informazioni: Museo archeologico della Vite del Vino, [email protected] – Tel. 0564 509106