
FOLLONICA – “I centri antiviolenza non sono né di destra né di sinistra”. L’associazione Olympia de Gouges, che gestisce i Centri antiviolenza di Grosseto e Orbetello, interviene pubblicamente dopo le recenti dichiarazioni emerse durante il dibattito in Consiglio comunale a Follonica sul Ddl Bongiorno, attualmente in discussione al Senato.
In una nota, l’associazione definisce “un errore di lettura della realtà” l’attribuzione politica rivolta ai Centri antiviolenza, respingendo con decisione l’idea che si tratti di realtà “di sinistra”.
“Tema universale, non ideologico”
“I Centri antiviolenza – si legge nella nota –, sono spazi di accoglienza, protezione e supporto, aconfessionali e apartitici”.
L’associazione sottolinea come il tema della violenza sulle donne non possa essere trasformato in terreno di scontro politico. “Quando una donna subisce violenza e decide di chiedere aiuto, non le viene chiesto per chi vota, così come la violenza stessa non fa distinzioni in base all’orientamento politico”.
Secondo Olympia de Gouges, il lavoro svolto quotidianamente da operatrici, psicologhe e avvocate non può essere ridotto a una questione ideologica. “L’unico mandato è l’applicazione della Convenzione di Istanbul e la tutela delle vittime”.
Il nodo del consenso nel Ddl
Nel comunicato viene affrontato anche uno dei punti centrali del dibattito sul disegno di legge: il tema del consenso.
L’associazione esprime preoccupazione per la possibile sostituzione del concetto di “consenso libero e attuale” con quello di “dissenso”, ritenendo che si tratti di una questione tecnica e giuridica, maturata attraverso l’esperienza quotidiana nei tribunali e nei percorsi di uscita dalla violenza.
“Chiedere che la legge italiana si allinei agli standard europei – spiegano – significa mettere al centro l’assenza di consenso e non la necessità di una resistenza fisica o verbale da parte della vittima. È una battaglia di civiltà, non una bandiera di partito”.
L’appello alle istituzioni
Infine, Olympia de Gouges rivolge un appello alla Giunta e al Consiglio comunale di Follonica, invitando le istituzioni a mantenere alta la responsabilità su un tema così delicato.
“La lotta alla violenza sulle donne – conclude l’associazione – richiede ascolto delle competenze, unità e concretezza, non dinamiche da campagna elettorale”.

