
AMIATA – “Mi sono messo a disposizione dei cittadini che mi hanno chiesto di partecipare agli appuntamenti previsti venerdì prossimo ad Arcidosso e, entro breve, a Castel del Piano per illustrare opportunità e sfide che possono essere vinte attraverso la fusione di questi due comuni”.
A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Minucci, che sosterrà le proposte dell’opposizione di Arcidosso, rappresentate da Guendalina Amati e Marcello Bianchini, per riavviare l’iter per creare un comune unico Castel del Piano e Arcidosso, primo passo per andare a realizzare un comune unico di tutta l’Amiata grossetana.
“Si tratta di richieste che verranno formalizzate in Regione Toscana, l’ente che deve far partire il percorso per un referendum consultivo – ricorda Minucci -. Sia Castel del Piano che Arcidosso vivono, come tanti comuni delle aree interne, difficoltà quotidiane: vuoi per l’invecchiamento della popolazione, vuoi per il calo demografico, la riduzione delle risorse a disposizione. Una fusione permetterebbe alle due comunità di mettere in campo politiche più incisive. Avere una struttura unica significa programmare politiche territoriali, non duplicare gli interventi, personale più formato e anche un peso politico maggiore per saper attrarre, ad esempio, sul territorio finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Fondere i due comuni, in un comune più grande, non significa rinunciare alla propria identità, appartenenza ma rafforzarla, porre un freno allo spopolamento e alla desertificazione dei servizi. Vogliamo che questi territori siano vivi”.
“Ovviamente le resistenze ad una fusione ci sono. Non è facile accettarla – sottolinea Luca Minucci -. Ricordo che sono tra i pochi amministratori favorevoli al “supercomune” della Costa d’Argento, che permetterebbe di avere ancora più forza, una unicità di programmazione, ad esempio, dal punto di vista urbanistico evitando duplicazioni di norme o, addirittura, norme diverse in territori vicini, confinanti. Bisogna incentivare gli investimenti e per farlo servono norme uniche e snelle, uno strumento unico. Penso alla valorizzazione turistica e del patrimonio esistente”.