
ALBERESE – Una giornata tra allevamenti, agricoltura biologica e valorizzazione del territorio per la seconda commissione del Consiglio regionale della Toscana, che oggi ha visitato la Tenuta di Alberese di Ente Terre Regionali Toscane e alcune aree del Parco regionale della Maremma insieme all’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras.
La visita istituzionale, guidata dalla presidente della seconda commissione Brenda Barnini, è servita per approfondire da vicino il lavoro svolto all’interno della tenuta e le prospettive future legate allo sviluppo agricolo, alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione delle tradizioni maremmane.
«È una visita importante per la seconda commissione perché venire a vedere di persona la Tenuta di Alberese, il lavoro che fa Ente Terre ma anche il Parco regionale della Maremma è sicuramente un’esperienza bellissima ed emozionante – ha dichiarato Brenda Barnini – e ci aiuterà anche nell’affrontare le prossime discussioni sui provvedimenti che riguardano la valorizzazione di questo patrimonio, a cominciare dal lavoro dei butteri, dal centro di allevamento e da quelle che potranno essere le prospettive di sviluppo».
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La presidente ha spiegato che la visita nasce da un impegno assunto nei mesi scorsi con l’assessore Marras e con la direzione di Ente Terre Regionali Toscane. «Siamo venuti davvero volentieri», ha aggiunto.
Durante la giornata l’assessore regionale Leonardo Marras ha illustrato il ruolo strategico della Tenuta di Alberese nel panorama agricolo toscano, sottolineando il valore del lavoro portato avanti in collaborazione con il Parco della Maremma.
«Ho accompagnato davvero volentieri i consiglieri regionali della seconda commissione – ha affermato Marras – non solo perché siamo a casa nostra ma perché Ente Terre è sotto l’egida del mio assessorato. Volevo che si rendessero conto del valore di questa azienda agricola dentro al Parco regionale della Maremma».
L’assessore ha evidenziato come la Tenuta rappresenti «la più grande azienda biologica della provincia di Grosseto e della Toscana», definendola anche «un laboratorio per l’allevamento, per l’agricoltura biologica e per l’agrobiodiversità».
Secondo Marras, il ruolo pubblico della struttura può diventare sempre più centrale anche rispetto alle sfide ambientali e climatiche. «Questa realtà può dare una funzione di traino verso una direzione nella quale, con il cambiamento climatico, l’agricoltura ha bisogno di marciare», ha concluso.



