
SCANSANO – Incontro martedì 12 al Comune di Scansano per parlare della situazione delle colonie feline. A richiederlo con una raccolta di firme 200 tra cittadini e rappresentanti di associazioni.
«Nel territorio del comune la situazione risulta, ad oggi, critica, per questo un gruppo formato di cittadini e responsabili di colonie ha chiesto un intervento del Comune e della Asl» affermano a nome di tutti Elena Grasso, consulente ambientale, già membro della Consulta degli animali del comune di Grosseto e Cristiano Tesi, responsabile della colonia felina “I mici di Pancole”.
«Al centro di tutto la tutela degli animali randagi, e in particolare della popolazione felina del territorio: interventi concreti di sterilizzazione, sostegno reale e immediato a chi, con sacrificio personale, si prende cura delle colonie feline facendosi carico di ogni spesa e responsabilità. E ancora, la proposta di creare un’oasi felina pubblica, un luogo sicuro e dignitoso per questi animali troppo spesso dimenticati».
«La sterilizzazione e la castrazione sono strumenti fondamentali per una gestione responsabile e deontologicamente corretta del fenomeno: si riducono le nascite, si limita la diffusione di patologie e migliora la qualità della vita dei gatti stessi» continuano i cittadini.
«Accanto alla sterilizzazione, è indispensabile predisporre ripari adeguati e controllati, che offrano protezione dalle intemperie e permettano un monitoraggio sanitario. Ma non solo: si chiede anche un impegno serio per incentivare la presenza di un veterinario sul territorio, affinché gli animali d’affezione non siano più costretti, insieme ai loro proprietari, a lunghi e stressanti spostamenti anche in situazioni di emergenza» continua la nota.
«Perché il grado di civiltà di una comunità si misura da come tratta i più deboli, da come protegge chi non ha voce per chiedere aiuto. E oggi, quella responsabilità chiama chi ha la sensibilità, ma soprattutto il dovere di intervenire senza ulteriori esitazioni. Il randagismo felino rappresenta un problema complesso che coinvolge aspetti etici, sociali e di salute pubblica. L’elevato numero di gatti non sterilizzati favorisce una riproduzione incontrollata, con conseguenze gravi sul benessere degli animali, spesso esposti a fame, malattie e incidenti».
«Prendersi cura dei gatti randagi non è solo un atto di compassione, normato da leggi nazionali e regionali, ma un dovere della società civile, che ha la responsabilità di promuovere una convivenza equilibrata tra uomo, animali e ambiente, tutelando al contempo la salute collettiva e il rispetto per ogni forma di vita» conclude.