
CAPALBIO – La politica locale, le associazioni, i sindaci e i parlamentari. In molti hanno partecipato, questa mattina, alla manifestazione per chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia. Vi riportiamo le loro voci.
Confindustria
«La mobilitazione pubblica di oggi – dichiara Andrea Fratoni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud – ha dimostrato che esiste ancora, compatto più che mai, un fronte comune tra istituzioni, associazioni di categoria, sindacati e territorio per chiedere la messa in sicurezza del Corridoio Tirrenico dopo decenni di attesa. È una battaglia senza bandiere che riguarda tutti e che coinvolge vari fronti, dal problema della sicurezza stradale alla perdita di competitività dell’economia locale in tanti settori. Le infrastrutture viarie sono fondamentali per chi fa impresa e lasciare incompleto e inadeguato un tratto di collegamento sulla costa tra la Toscana e il Lazio rende inevitabilmente più isolata la nostra provincia, a livello nazionale e internazionale. Per un’impresa si tratta di un costo occulto, perché difficilmente calcolabile, ma evidente, e che si riflette sulla competitività. Questa manifestazione così partecipata rappresenta l’impulso per riprendere la battaglia comune sul Corridoio Tirrenico, portando sui tavoli nazionali una questione la cui soluzione non è più ulteriormente rimandabile per il futuro del nostro territorio».
Cisl
«Siamo presenti a questa manifestazione sulla statale Aurelia – spiega Simone Gobbi, segretario generale Cisl Grosseto – per rivendicare un diritto per tutto il territorio e per tutti i cittadini e lavoratori che ogni giorno si mettono sulle strade: ovvero il diritto alla sicurezza. Siamo qui in maniera convinta e partecipata perché la politica, sia di destra sia di sinistra, si prenda la responsabilità di risolvere quello che ormai da troppi anni è un problema che riguarda tutto il territorio e che, purtroppo, continua a far registrare tante vittime».
Marco Simiani
«La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro: basta promesse e slogan – dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani -, il Governo torni indietro e rifinanzi l’ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Cittadine, cittadini, associazioni, enti locali chiedono risorse e tempi certi. Aspettiamo adesso una presa di posizione netta da parte di Giorgia Meloni e del Ministro Salvini».
Fabrizio Rossi
«Il problema del Corridoio Tirrenico va risolto quanto prima. Parliamo di un’opera di importanza strategica nazionale, un’infrastruttura che idealmente collega Parigi a Roma, ma che sulla parte costiera del Tirreno rimane inaccettabilmente monca da San Pietro in Palazzi a Tarquinia» afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi.
«Nel comune di Capalbio abbiamo un’arteria a una sola corsia di marcia per senso, con incroci a raso, senza alcuna barriera di sicurezza e con un tasso di incidentalità e mortalità tra i più alti d’Italia. Il lotto tra Ansedonia e il confine con il Lazio è cantierabile e il raddoppio su Capalbio è già previsto».
Rossi, che in questi anni ha «più volte incalzato il Governo e ha discusso nell’ultima interrogazione parlamentare sul tema proprio mercoledì scorso», chiarisce lo stato dell’arte: «I solleciti alle Istituzioni sono stati fatti e il Ministero si è mosso. A questo punto non è più una problematica ministeriale, ma un impasse tra Sat e Anas che si è incagliata e che va risolta quanto prima. Io mi sono attivato personalmente per sbloccare questa situazione, sollecitando l’Ad di Anas e commissario straordinario della Ss1 Aurelia, Andrea Gemme. Adesso bisogna definire i passaggi dei progetti e trovare le risorse su quelli già cantierabili come quello di Capalbio. In primo luogo, bisogna abbattere la burocrazia e tempi burocratici».



