
GROSSETO – Atletica Grosseto Banca Tema e sport grossetano in lutto per la scomparsa di Azelio Fani, vero e proprio pioniere del podismo maremmano. Nato nel 1942, Fani è stato il fondatore della “Forti e Veloci”, la gara podistica grossetana di 12km che a partire dagli anni ’80 ha saputo coinvolgere centinaia di appassionati, tra cui atleti professionisti, del centro Italia quando ancora il running era una disciplina di nicchia. Nel 2008, la gara con partenza di fronte al Campo Zauli ed arrivo all’interno della pista superò i 400 iscritti, numeri “folli” per quei tempi.
Instancabile sportivo fino agli ultimi anni, nel 2022, a 80 anni, la sua ultima apparizione agonistica in occasione dei Campionati Europei Master Non Stadia di Grosseto, quando riuscì a terminare la 10km ampiamente sotto il muro dell’ora e chiudendo quarto.
Amico di tutti e capace sempre di dare il consiglio giusto al momento giusto, Azelio Fani ha scolpito per sempre il suo nome nelle radici dello sport cittadino.
Il presidente Adriano Buccelli e tutta l’Atletica Grosseto Banca Tema si stringono alla famiglia e alla nipote Emilia, fin da bambina tesserata con i colori biancorossi (foto MarathonWorld.it).
Messaggi di cordoglio
«Con grande dolore ho appreso della scomparsa di Azelio, amico e compagno di tante corse e momenti condivisi – afferma Amedeo Gabbrielli -. Mi tornano alla mente tanti ricordi, semplici ma preziosi: le partenze all’alba, alle sei del mattino, su un treno diretto a Roma per andare a correre insieme. Io ero giovane, spesso intimorito dalle gare, ma lui sapeva sempre come rassicurarmi. Con le sue parole e con il suo esempio mi ha insegnato che correre non era solo competizione, ma gioia, amicizia, condivisione».
«Abbiamo vissuto tante esperienze insieme: la Roma-Ostia, la Maratona di Roma, la Maratona di Parigi e molte altre gare. Ma più delle gare, porterò sempre con me il tempo passato fianco a fianco, passo dopo passo. Negli ultimi anni, ogni volta che ci incontravamo, non mancava mai di dirmi: “Amedeo, ti ricordo: eri forte a correre. Dovresti riprendere, potresti ancora fare bene.”
Erano parole semplici, ma piene di affetto, che mi facevano sentire visto, incoraggiato. Oggi lo ricordo così: con gratitudine, con affetto, con un po’ di nostalgia. Per l’uomo che è stato e per l’amico che non dimenticherò».