
GROSSETO. Era il 5 novembre 1978 quando il vecchio orologio di marmo tornò a fare mostra di sé in Piazza del Duomo. Fu proprio quel giorno che lo storico orologio cittadino, che già ornava la “vela” del Palazzo dei Priori, abbattuto negli anni ’40 per far posto all’edificio noto ai grossetani come “Palazzo Alben”, riprese a segnare le ore.
Lo strumento venne sistemato nel timpano della Casa Comunale, dopo un restauro effettuato da due valenti artigiani locali. “Ostetrico” di quella nascita fu il Maestro Giotto Minucci che, non a caso, affettuosamente veniva anche indicato come “quello dell’orologio”.
Il marchingegno però ha sempre fatto le bizze e, nel tempo, non sono mancati momenti di “collasso” e di lunga sosta. Un orologio dunque inaffidabile come segnatempo, da non prendere troppo sul serio, però simbolico e storicamente importante.
Chi ha avuto modo, in questi anni, di salire nelle stanze “aeree” del palazzo municipale, ha potuto vedere i cavi che attraversano le stanze, i pesi e contropesi, i bilancieri e tutta quella serie di suggestivi meccanismi deputati al funzionamento di questo antico orologio.
Una venticinquina d’anni fa poi, la notizia diffusa dall’Amministrazione Comunale di allora, con cui il “popolo” veniva informato che l’orologio del Comune avrebbe ripreso a “camminare”. Non un miracolo, ma l’effetto di un intervento eseguito da una ditta specializzata di Genova che “in breve tempo e con grande capacità e professionalità…” fece in modo che le lancette tornassero correttamente a muoversi e la “voce” delle ore e delle mezz’ore a farsi sentire.
La guarigione avvenne in forza di un vero e proprio “trapianto” e gli antichi meccanismi vennero sostituiti da un sofisticato sistema elettronico. Ci ponemmo allora la domanda se quell’intervento fosse stato saggio ed opportuno. Lo storico orologio del Palazzo dei Priori aveva infatti perduto la sua originaria valenza, trasformandosi in una sorta di prodotto meticcio. Un seicentesco orologio né carne né pesce!
Meglio sarebbe stato (e lo sarebbe ancora), collocare invece nel timpano del Palazzo Municipale un grosso orologio a cucù, mettendo magari al posto del tradizionale uccellino (che ad ogni ora e mezz’ora se ne esce fuori e gorgheggia), la testa del “primo cittadino” del momento, che accenna a gran voce il refrain di… “Maremma Amara”!!
Paolo Pisani