
GROSSETO – I sindaci della provincia di Grosseto intervengono nel dibattito sulla Tari e sulla ripartizione dei costi del servizio rifiuti, respingendo con fermezza le “ricostruzioni strumentali e superficiali” avanzate in questi giorni dal consigliere regionale Minucci.
Il documento è firmato da Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri; Stefania Ulivieri, sindaca di Gavorrano; Irene Marconi, sindaca di Massa Marittima; Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo; Bice Ginesi, sindaca di Scansano; Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto e sindaco di Roccastrada; Gabriele Fusini, sindaco di Magliano in Toscana; Gianfranco Chelini, sindaco di Capalbio; Cinzia Pieraccini, sindaca di Castel del Piano; Alessandra Biondi, sindaca di Civitella Paganico; Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia e Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora.
“Siamo di fronte a una polemica costruita – affermano –, che non aiuta i cittadini e non affronta nel merito i problemi. Minucci dimostra di non conoscere gli atti – oppure sceglie consapevolmente di ignorarli. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: disinformazione e confusione.
È bene chiarire un punto fondamentale: la distinzione tra Comuni “intensivi” ed “estensivi” non è una novità né una proposta estemporanea, ma è già prevista nella metodologia approvata dall’Ato, con atti votati negli anni anche da chi oggi prova a sollevare il caso”.
“Il vero tema, che Minucci evita accuratamente di affrontare, è un altro: questo sistema, così come oggi strutturato, produce squilibri evidenti e penalizza in modo significativo i Comuni più fragili. I dati parlano chiaro. I Comuni estensivi – territori vasti, a bassa densità abitativa, spesso aree interne – sostengono costi maggiori che arrivano fino al 15-28% rispetto ai Comuni intensivi, pur dovendo garantire servizi essenziali in condizioni molto più complesse.
Questa non è una posizione ideologica, ma un fatto oggettivo, evidenziato anche da amministratori di diverso orientamento politico. Ed è proprio da qui che nasce il lavoro che come Sindaci stiamo portando avanti”.
“Altro che immobilismo. Altro che assenza di proposte. In queste settimane, diversi Comuni della provincia e dell’Ambito stanno lavorando concretamente a una revisione del sistema, avanzando proposte precise e strutturate, tra cui:
– l’attivazione di un tavolo tecnico per rivedere i criteri di ripartizione del Pef, correggendo gli squilibri più evidenti;
– una ricalibrazione dei parametri tra Comuni intensivi ed estensivi, per evitare penalizzazioni eccessive;
– l’introduzione di indicatori qualitativi, che vadano oltre il semplice dato quantitativo dei rifiuti prodotti e tengano conto della qualità della raccolta e della valorizzazione dei materiali;
– il riconoscimento delle condizioni socio-economiche e territoriali, in particolare delle aree interne, che non possono essere trattate come contesti urbani;
– meccanismi premiali per i Comuni che investono in controllo, sensibilizzazione e qualità del servizio”.
“Si tratta di un percorso serio, già avviato, che sta raccogliendo consenso trasversale tra amministrazioni di centrosinistra e centrodestra. Un lavoro concreto, che richiede responsabilità e competenza.
Per questo appare ancora più evidente quanto la polemica sollevata da Minucci sia fine a sé stessa: non porta soluzioni, non entra nel merito, non aiuta i territori. Proprio perché Minucci è stato assessore all’Ambiente del Comune di Orbetello ed è oggi consigliere comunale dello stesso ente, conosce bene – o dovrebbe conoscere – il funzionamento dell’Assemblea Ato.
Per questo l’invito è semplice e diretto: si faccia delegare dal Sindaco a partecipare all’Assemblea Ato, venga in quella sede con una proposta concreta e la sottoponga al confronto, invece di limitarsi a polemizzare senza conoscere fino in fondo i temi, solo per mera visibilità”.
“Le proposte si discutono e si valutano nel merito, senza pregiudizi politici. È quanto accaduto, ad esempio, con il contributo avanzato dal Comune di Pieve Santo Stefano, guidato da un sindaco di centrodestra, che ha posto un tema reale e documentato sulla penalizzazione dei Comuni estensivi.
Su questi temi non esiste una distinzione tra centrodestra e centrosinistra: esiste solo la responsabilità degli amministratori nel difendere i propri territori e costruire soluzioni più giuste. Se Minucci si fosse informato, saprebbe che i Sindaci stanno già lavorando per questo. Se avesse voluto contribuire, avrebbe potuto farlo nelle sedi istituzionali invece di limitarsi a dichiarazioni estemporanee”.
“Il tema della Tari è troppo serio per essere utilizzato come terreno di scontro politico. Riguarda i cittadini, le imprese, la sostenibilità dei territori. I sindaci della provincia di Grosseto continueranno a lavorare con determinazione per migliorare il sistema, correggere le distorsioni e garantire maggiore equità”.