
AMIATA – L’assemblea della comunità del Parco museo delle miniere dell’Amiata, riunitasi presso la sede dell’Unione dei Comuni a Piancastagnaio, ha segnato un momento di svolta nel percorso di rilancio dell’ente. Non solo per i contenuti affrontati, ma per il metodo con cui si intende affrontare il futuro: un metodo fondato sulla partecipazione reale di tutti i 12 comuni del comprensorio.
Rinnovata la fiducia al commissario Tognoli
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha rinnovato per ulteriori sei mesi il mandato al commissario straordinario Mauro Tognoli. Una conferma che riconosce il lavoro svolto in questi mesi e che affida al commissario la responsabilità di portare a compimento il percorso avviato: la definizione di un piano di indirizzo condiviso con tutti i comuni e la messa in sicurezza finanziaria dell’ente.
Una partecipazione che fa la differenza
Sette amministrazioni su dodici erano presenti all’assemblea, con sindaci e assessori delegati. Un segnale importante, che il commissario ha accolto come conferma della direzione intrapresa: costruire un parco che non sia di alcuni, ma di tutti. Un parco in cui ogni comune — abbia o meno un sito minerario sul proprio territorio — possa riconoscersi come parte attiva di un progetto comune.
Un modello nuovo: ascoltare prima di progettare
Il cuore dell’assemblea è stato l’annuncio di un percorso strutturato di ascolto del territorio. La squadra commissariale avvierà audizioni individuali con ciascuno dei 12 comuni per aggiornare le schede istitutive del 2002, raccogliere le priorità attuali e comprendere come ogni realtà locale possa contribuire — e beneficiare — del sistema parco.
Non si tratta di una consultazione formale, ma di un metodo di lavoro: partire dalle comunità per arrivare a un piano di indirizzo che sia espressione autentica del territorio, non documento calato dall’alto.
L’obiettivo è tracciare ponti tematici che mettano in connessione i diversi siti e comuni, con la sostenibilità — economica e di fruizione — come asse portante di ogni azione.
Tutti attori, nessuno spettatore
L’assemblea ha fatto emergere con chiarezza una consapevolezza diffusa: il parco può funzionare solo se diventa davvero un progetto collettivo. Il sindaco di Castel del Piano, collegato in videoconferenza, ha offerto la partecipazione attiva del proprio comune pur non avendo un sito minerario direttamente interessato. Il sindaco di Seggiano ha osservato che i comuni storicamente meno coinvolti nelle attività estrattive vedono oggi con favore l’apertura rappresentata dalla comunità allargata. L’assessore di Castiglione d’Orcia ha proposto di utilizzare i prossimi sei mesi per costruire una proposta di prospettiva condivisa con il territorio, affinché chi subentrerà al commissariamento trovi una base di lavoro legittimata e riconosciuta.
Il sindaco di Abbadia San Salvatore ha sintetizzato lo spirito dell’incontro: «Il singolo progetto deve essere parte di un progetto d’insieme. Facciamo sì che ogni intervento sia di valore ad Abbadia, a Santa Fiora, al Siele, al Cornacchino».
E con una metafora efficace ha aggiunto: «Abbiamo comprato una Ferrari e la teniamo in garage: ogni tanto andiamo a togliere la coperta e fa bella. Ma poi non parte».
Un piano di indirizzo per il ministero e per il territorio
L’obiettivo dichiarato è presentare al ministero, entro la conclusione del mandato commissariale, un piano di indirizzo elaborato collegialmente con tutti i comuni. Un documento che dimostri la volontà condivisa di far funzionare il parco e che definisca una strategia di lungo periodo capace di accogliere l’intero comprensorio — non solo i siti storicamente più visibili.
Messa in sicurezza finanziaria
Il commissario ha illustrato il lavoro compiuto per ricostruire un quadro finanziario chiaro e sostenibile. Un’opera di ricognizione approfondita, condotta con il direttore Daniele Rappuoli e il supporto del consulente legale, ha permesso di avviare un dialogo costruttivo con il ministero per la risoluzione delle pendenze pregresse. I rappresentanti dei comuni hanno espresso apprezzamento per questa operazione di chiarezza, ritenendola precondizione necessaria per qualsiasi programmazione futura.
Nuova direzione e continuità operativa
Il commissario ha comunicato la nomina di Marco Fabbrini quale nuovo direttore del parco, in sostituzione di Daniele Rappuoli che andrà in pensione dal 1° aprile. Fabbrini, PhD in studi storici presso l’Università di Firenze e cultore della materia in storia contemporanea presso l’Università di Siena, è un profondo conoscitore del sistema Amiata, a cui ha dedicato numerose pubblicazioni. Una scelta che garantisce competenza scientifica e radicamento territoriale.
Rappuoli ha dato disponibilità a rimanere come tutor del nuovo direttore, garantendo continuità operativa e trasferimento della memoria storica dell’ente. Un passaggio di testimone che avviene in un momento di rinnovata progettualità.
Dichiarazione del commissario straordinario Mauro Tognoli
«Sono ancora più motivato di prima. Vedo una strada da condividere e da percorrere con tutti gli attori del sistema parco Amiata — e quando dico tutti, intendo proprio tutti: ogni comune, ogni comunità, ogni voce che vuole contribuire. Il ministero ci supporta e vuole rafforzare la relazione con il parco in un’ottica di revisione strategica. Continuiamo a lavorare in questi sei mesi con grande determinazione ed energia. Il tempo è poco, le cose da fare sono tante: ci vuole uno sforzo corale. Ringrazio la squadra che in questi mesi ha fatto un grande lavoro insieme al direttore Rappuoli. Colgo l’occasione per riconoscere il suo straordinario contributo e sono felice che, seppur in pensione, rimarrà al nostro fianco come tutor del nuovo direttore per accompagnare questa transizione».