
SCARLINO – Un’idea nata tra i banchi di scuola può diventare un progetto capace di attraversare i confini di un paese e parlare a un intero territorio. È la storia di Progetto Incantato, la realtà ideata da Davide Fantoni, che oggi festeggia il suo primo anno di vita simbolica e i primi mesi di attività associativa ufficiale, dopo un percorso cresciuto tra Scarlino, Follonica e nuove collaborazioni in Toscana e oltre.

Un anno denso di traguardi
In questo percorso, il nome Incantato è diventato molto più di un marchio locale. È diventato un racconto di territorio, una rete di relazioni, una forma di partecipazione che ha iniziato a parlare alla Maremma con strumenti nuovi, dal digitale alla progettazione culturale, fino a un’attenzione sempre più forte verso i giovani e il loro ruolo nella comunità.
Le tappe di questo cammino raccontano bene la crescita del progetto. Dalla nascita a Scarlino, Progetto Incantato ha progressivamente allargato il proprio orizzonte, costruendo una presenza riconoscibile anche fuori dai confini provinciali, fino ad arrivare all’attenzione nazionale con l’esperienza su Radio 24 e all’ingresso nel team di autori del Magazine di GiovaniSì – Regione Toscana. Un passaggio importante, che conferma come una piccola realtà nata dal basso possa diventare voce credibile di un territorio quando visione, costanza e linguaggi contemporanei si incontrano.

Il percorso non si è fermato alla comunicazione. Progetto Incantato ha iniziato a intervenire anche sul dibattito urbano e amministrativo, come nel caso del Parco Centrale di Follonica, affrontato con una posizione netta e propositiva: non un vuoto urbano, ma un possibile snodo per ripensare mobilità, sosta e qualità dell’accoglienza. È qui che il progetto mostra il suo tratto più riconoscibile: la volontà di coniugare idee, concretezza e sviluppo locale.
Progetto incantato: un 2026 cantiere di futuro
Accanto alla riflessione sul territorio, si muove anche la parte più creativa e visionaria del percorso. Il 2026 si presenta per l’associazione come un anno di svolta, con una programmazione che dovrebbe coinvolgere Follonica e Scarlino in format capaci di unire cultura, musica, natura e promozione turistica. Tra le indiscrezioni, già circolano progetti esperienziali pensati per trasformare luoghi iconici in palcoscenici d’eccezione, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’identità del paesaggio.
«Non stiamo programmando eventi, stiamo riscrivendo il Dna turistico di questa terra», è la linea di fondo che emerge dal racconto del fondatore Davide Fantoni, secondo cui il futuro della Maremma passa dalla capacità di fare rete e di superare i modelli più tradizionali. Ed è proprio questo il senso dell’anniversario: non celebrare solo ciò che è stato fatto, ma misurare la distanza tra un’intuizione iniziale e ciò che quella stessa intuizione è diventata oggi.

Per ora il “secret folder” resta chiuso a ulteriori indiscrezioni. Sul tavolo, naturalmente, ci sono già nuovi format, nuove collaborazioni e qualche sorprese che al momento resta sotto silenzio. Una cosa però si può dire: la prossima fase di Progetto Incantato potrebbe far parlare non solo Scarlino, ma tutta la costa.
Una rete sempre a caccia di collaboratori per raccontare il terrotorio
Intanto, la rete non smette di avere sete di collaboratori. L’associazione lancia una sfida operativa a tutti i giovani della provincia: la creazione di una rete di social manager territoriali. «Stiamo cercando ragazzi e ragazze motivati per la gestione dei profili social dei propri comuni – annuncia Davide Fantoni – Vogliamo che ogni realtà locale abbia una voce giovane, fresca e professionale. Non è solo un impegno, ma un’opportunità di crescita: chi entrerà nel team e prenderà in gestione i profili del proprio territorio avrà accesso a numerosi vantaggi, tra cui l’ingresso gratuito a tutti i nostri eventi e a quelli dei nostri partner.

Insomma, un modo concreto per fare rete, imparare le basi della comunicazione digitale e far parte di un progetto che dopo un anno sta crescendo e ampliando una rete che vuol connettere i territori a partire proprio dai giovani.