
Si comunica che l’evento “Segnali d’allarme – come le mafie penetrano nei territori”, previsto per oggi 9 aprile, è rinviato a data da destinarsi a causa di sopraggiunti e improrogabili impegni istituzionali dei relatori.
GAVORRANO – Un momento di confronto e approfondimento su un tema sempre più attuale: è questo l’obiettivo del convegno “Segnali d’allarme: come le mafie penetrano nei territori”, promosso nel Comune di Gavorrano per analizzare un fenomeno che riguarda da vicino anche la realtà locale.
«La presenza delle mafie nei territori, infatti, non è più un fenomeno lontano o confinato ad altre aree del Paese» afferma Massimo Borghi assessore alla legalità del Comune di Gavorrano e coordinatore regionale per la Toscana dell’associazione “Avviso pubblico regioni e comuni contro le mafie e la corruzione”. Anche la Maremma, e in particolare la provincia di Grosseto, è da tempo interessata da dinamiche di infiltrazione criminale che si manifestano soprattutto sul piano economico.
A testimoniarlo sono i numerosi beni confiscati alle organizzazioni mafiose, presenti soprattutto nelle zone dell’Amiata e lungo la fascia costiera. Le indagini hanno inoltre documentato l’attività del clan dei Casalesi, che opera attraverso imprenditori impegnati nel reimpiego di capitali illeciti in settori chiave come ristorazione, edilizia e servizi funebri. Emblematico, in questo senso, il caso emerso dall’inchiesta “Maremma Felix” a Follonica.
Dalla violenza alla strategia economica
Se oggi le mafie tendono a operare in modo più silenzioso, nel passato non sono mancati episodi di forte impatto. Nel 2021, un omicidio nel centro di Follonica, legato ad ambienti della camorra, ha portato alla condanna all’ergastolo di Raffaele Papa.
Ancora più radicata nella memoria collettiva è la vicenda dell’estate del 1991, quando a Gavorrano un uomo legato alla cosca del boss catanese Nitto Santapaola fu ucciso in pieno giorno, durante il mercato, nella piazza del paese, dopo essere stato trasferito nel comune a seguito della condanna nel primo maxiprocesso di Palermo.
Oggi, tuttavia, la strategia è cambiata: meno violenza visibile e maggiore penetrazione nell’economia legale. Le organizzazioni criminali investono in turismo, ristorazione ed edilizia, spesso rilanciando attività in difficoltà con capitali di provenienza illecita. Restano centrali anche lo spaccio di droga, mentre crescono fenomeni come il caporalato e il gioco d’azzardo, entrambi segnali da non sottovalutare.
I segnali positivi dal territorio
Accanto alle criticità, emergono anche elementi incoraggianti. Sono sempre più numerosi i Comuni che aderiscono all’associazione “Avviso Pubblico – Regioni e Comuni contro mafie e corruzione”, mentre l’Amministrazione Provinciale ha istituito la Consulta per la Legalità, strumento importante per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno.
In questo contesto si inserisce il convegno, che si terrà giovedì 9 aprile a partire dalle ore 17:30 presso il Centro Congressi in località Bagnetti, nel Comune di Gavorrano.
I protagonisti del confronto
All’iniziativa parteciperanno rappresentanti istituzionali di primo piano: l’onorevole Marco Simiani, segretario della Commissione ecomafie, l’onorevole Elisabetta Piccolotti, componente della Commissione parlamentare antimafia, la vicepresidente della Regione Toscana Mia Bintou Diop con delega alla legalità, e Gabriele Berni, sindaco di Monteroni d’Arbia.
Un riferimento significativo sarà anche l’esperienza della tenuta di Suvignano, bene confiscato alla mafia siciliana grazie all’impegno del magistrato Giovanni Falcone.
Una comunità informata è più forte
L’obiettivo dell’incontro è chiaro: rafforzare la consapevolezza collettiva. Una cittadinanza informata e attenta rappresenta infatti uno dei principali strumenti per contrastare la diffusione della criminalità organizzata.
La partecipazione dei cittadini diventa quindi fondamentale: solo attraverso la conoscenza e il coinvolgimento si può costruire un vero argine alle infiltrazioni mafiose e difendere il tessuto economico e sociale del territorio.