
GROSSETO – Il futuro della bretella tra via de’ Barberi e via Scansanese, un collegamento previsto da decenni nei piani urbanistici della città, è oggetto di una interrogazione del consigliere comunale di opposizione del Pd Stefano Rosini che solleva dubbi “sulla possibile cancellazione o ridimensionamento dell’infrastruttura”.
“Una previsione presente da oltre trent’anni”
Secondo Rosini, la bretella rappresenta una previsione storica, già inserita nel Piano regolatore degli anni ’90 e confermata anche negli strumenti urbanistici successivi, fino al Regolamento urbanistico del 2013.
L’obiettivo dell’opera era quello di migliorare la viabilità e alleggerire il traffico in un quadrante destinato a crescere, anche alla luce degli interventi in corso nell’area di via de’ Barberi, legati alla riqualificazione del comparto ex Peep.
Dubbi sulle scelte dell’amministrazione
Il consigliere punta il dito contro l’orientamento emerso recentemente dall’amministrazione, che sembrerebbe intenzionata a non realizzare l’infrastruttura.
“Perché eliminare una previsione urbanistica presente da quasi trent’anni – si chiede – e come si pensa di gestire il traffico futuro senza questa strada?”.
Domande che, secondo Rosini, riguardano direttamente la qualità della vita dei cittadini, in particolare in una zona caratterizzata dalla presenza di una delle più importanti aree scolastiche della città.
Viabilità e sviluppo urbano
Nel tempo, ricorda il consigliere, alcuni interventi urbanistici erano stati legati proprio alla realizzazione di tratti di questa viabilità, come nel caso dell’area dei “Crespi”.
La possibile rinuncia alla bretella viene quindi letta come una scelta in contrasto con la programmazione urbanistica del passato e con le stesse posizioni espresse negli anni da esponenti della maggioranza.
Annunciata interrogazione in Consiglio
Per fare chiarezza, Rosini ha annunciato la presentazione di una interrogazione in Consiglio comunale, con l’obiettivo di capire se esista una visione complessiva della città o se si stia progressivamente rinunciando a opere previste da lungo tempo.
“La questione non è tecnica – sottolinea – ma riguarda il futuro di un intero quartiere e le esigenze quotidiane di famiglie, studenti e residenti”.