
GAVORRANO – È morto a Roma, all’età di 73 anni, l’artista, autore, attore David Riondino. Nato a Firenze, Riondino aveva un legame molto profondo con la Maremma (a settembre 2025 ha partecipato alla rassegna Dune d’autunno di Alberese).
Nel 2003 era stato direttore artistico del Teatro delle rocce di gavorrano e fu proprio uno spettacolo della sua allora compagna, Sabina Guzzanti, a inaugurare la prima stagione del bellissimo teatro che fa parte del parco nazionale delle Colline Metallifere.
Sotto la sua direzione artistica il Teatro delle Rocce ha ospiatato i piu’ grandi artisti italiani nel campo della musica e del teatro. Caparezza, Bollani e Rava, Nomadi, Paolo Hendel, Ascanio Celestini, Vinicio Capossela, Banco del Mutuo Soccorso, Paolo Rossi.
L’artista nato a Firenze il 10 giugno 1952, è morto nella sua casa romana. Da qualche anno lottava contro una grave malattia. Aveva iniziato la sua carriera come bibliotecario, prima di dedicarsi completamente al mondo dello spettacolo. La sua notorietà è cresciuta negli anni grazie alle brillanti improvvisazioni al Maurizio Costanzo Show e alle sue celebri parodie dei cantautori brasiliani.
Aveva intrapreso anche la carriera cinematografica. Tra le altre partecipazioni quella nel film “la notte di san Lorenzo” dei fratelli Taviani, e il film Kamikazen.
Nella foto l’inaugurazione della stagione del Teatro delle rocce: con Riondino si riconoscono Sabina Guzzanti e l’allora sindaco di Gavorrano Alessandro Fabbrizzi.
Messaggi di cordoglio:
“Con la scomparsa di David Riondino la Toscana perde una delle sue voci più originali e rappresentative, un artista capace di raccontare l’identità della nostra terra con intelligenza, ironia e profondità”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ricorda Riondino, scomparso all’età di 73 anni.
“Nel corso della sua carriera – prosegue Giani – ha saputo attraversare linguaggi diversi, dalla musica al teatro, dalla radio alla televisione, mantenendo sempre un legame autentico con le radici culturali toscane. La sua capacità di unire tradizione e innovazione, parola e musica, lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni”.
“Il progetto della ‘Scuola dei Giullari’, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”.
“Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di David Riondino, artista poliedrico e figura indimenticabile della cultura toscana e italiana”. Così l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti ricorda il cantautore, scrittore e drammaturgo fiorentino.
“Riondino – prosegue – era fiorentino nel cuore: la sua creatività, la sua ironia e la sua curiosità riflettevano lo spirito vivo della nostra terra. Con il Collettivo Victor Jara, con le sue canzoni, le poesie e gli spettacoli teatrali, ha attraversato decenni di vita culturale lasciando un segno profondo”.
Artista eclettico, Riondino aveva saputo muoversi tra musica, teatro, cinema e televisione, distinguendosi per uno stile originale capace di coniugare impegno civile e leggerezza ironica. Dalla canzone d’autore al palcoscenico, fino alle collaborazioni con importanti realtà dello spettacolo italiano, la sua carriera è stata caratterizzata da una costante ricerca espressiva e da una forte attenzione ai temi sociali e politici.
“Era un visionario – aggiunge Manetti – capace di unire talento e passione per la comunità, per la musica e per l’arte in tutte le sue forme. La sua voce, la sua energia e la sua fantasia rimarranno con noi”.
“Esprimo il mio più sincero cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo della propria vita. Firenze e la Toscana perdono oggi un figlio che ha incarnato come pochi la forza e la generosità della nostra terra” conclude l’assessora regionale.