
GROSSETO – Nel novembre 2025, l’assemblea sindacale indetta dalla Fp Cgil Grosseto al comando di dei Vigili del fuoco cittadino, con il responsabile Fp Cgil provinciale Salvatore Gallotta insieme ai vertici nazionali e regionali aveva acceso i riflettori sui rischi legati ai Pfas nei dispositivi di protezione individuale e nelle attrezzature in uso al Corpo.
A distanza di pochi mesi, le richieste di allora trovano conferma nelle nuove iniziative sindacali e politiche: dalla campagna di biomonitoraggio promossa dal Coordinamento regionale Fp Cgil Vvf Toscana alle interrogazioni parlamentari che chiedono trasparenza e controlli su tutto il territorio nazionale.
Contaminazione da PFAS: gli accertamenti non possono attendere
Già nell’incontro di Grosseto del 3 novembre 2025 la Fp Cgil Grosseto aveva messo al centro il tema della contaminazione da Pfas, sostanze chimiche persistenti collegate anche a patologie oncologiche. Sostanze che sono presenti nell’equipaggiamento dei Vigili del fuoco: un equipaggiamento che deve essere fatto per tenere al sicuro chi ogni giorno chi scende in campo per salvare vite. Per questa ragione la Fp Cgil chiede dispositivi e materiali sicuri, protocolli di decontaminazione e monitoraggi sanitari mirati per il personale operativo.
In quell’occasione, con la presenza di dirigenti nazionali Fp Cgil vvf e dell’onorevole Marco Simiani, venne lanciato un appello chiaro: I vigili del fuoco devono lavorare in sicurezza e con materiali che non li contaminino o mettano a rischio la loro vita.
Oggi quello stesso appello torna con forza
Il Coordinamento regionale Fp Cgil Vvf Toscana ha chiesto al Dipartimento la promozione di una vera campagna di biomonitoraggio per tutto il personale della regione, in particolare nelle realtà più esposte, come confermato dalla nota diffusa il 23 marzo 2026.
Parallelamente, la Fp Cgil a livello nazionale continua a rivendicare protocolli chiari su Dpi, decontaminazione, monitoraggio dei Pfas e accesso ai dati sanitari, denunciando i ritardi nella messa a disposizione completa dei risultati degli studi in corso.
In questa cornice si colloca l’interrogazione parlamentare del Partito Democratico che chiede la pubblicazione immediata dello studio sull’esposizione ai Pfas condotto dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco con l’Università di Bologna e l’estensione di analisi analoghe a tutto il Paese.
Come Fp Cgil troviamo sia inaccettabile che risultati, metodologie e protocolli non siano pienamente accessibili, e crediamo sia necessario superare le attuali limitazioni nell’accesso ai test sul sangue che oggi rappresentano un ostacolo ulteriore alla tutela della salute di operatori e operatrici.
Per Fp Cgil Grosseto, che su questo tema ha costruito un percorso di confronto con lavoratrici e lavoratori, medici, esperti e istituzioni, si tratta di un passaggio decisivo. Quanto sta emergendo conferma che le denunce erano fondate. La salute non si baratta e la trasparenza è il primo strumento di prevenzione.
Per la Fp Cgil da Grosseto alla Toscana, fino al livello nazionale, l’obiettivo resta lo stesso: garantire a tutte le vigili e a tutti i vigili del fuoco dispositivi sicuri, percorsi certi di sorveglianza sanitaria, monitoraggi periodici dei PFAS e pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori in ogni fase delle decisioni.
La Fp Cgil Grosseto rinnova dunque l’impegno ad accompagnare e sostenere tutte le iniziative che vadano nella direzione di più conoscenza, più prevenzione e più diritti: in questo caso per i Vigili del fuoco ma lo stesso impegno e principio è in campo per tutto il mondo del lavoro.
Perché, come già affermato nell’assemblea del 2025, la salute delle vigili e dei vigili del fuoco e dei lavoratori tutti non è negoziabile e ogni ritardo nella trasparenza e nei controlli si traduce in un rischio in più per chi ogni giorno mette la propria vita al servizio della collettività.