
GROSSETO – «L’emergenza abitativa che caratterizza il comune capoluogo continua a mietere vittime. È di queste ore, infatti, una vicenda spiacevolissima che coinvolge una famiglia con due bambini piccoli: uno che frequenta la scuola dell’infanzia e l’altro la scuola elementare».
A denunciare la situazione è il sindacato Sunia Cgil.
«Su istanza del proprietario dell’appartamento, infatti, Acquedotto del Fiora ha sospeso l’erogazione dell’acqua a una famiglia sotto sfratto, prima che si svolgesse in tribunale l’udienza di convalida fissata per il prossimo 22 aprile. In questa vicenda – spiega Antonio Terribile, segretario del Sunia – va sottolineato che la famiglia in questione è sotto sfratto per finita locazione, non per morosità. Ma purtroppo non riesce a trovare una casa in affitto dove potersi trasferire, nonostante il capofamiglia abbia un regolare rapporto di lavoro contrattualizzato».
«Il contratto di locazione è scaduto lo scorso 28 febbraio, e la famiglia ha chiesto al proprietario di attendere fintanto che non avessero trovato una soluzione alternativa, continuando a pagare regolarmente l’affitto. Il proprietario ha chiesto lo sfratto esecutivo e l’udienza in tribunale ci sarà il prossimo 22 aprile. Nel frattempo, però, ha chiesto ad Acquedotto del Fiora di interrompere la fornitura dell’acqua, cosa che è avvenuta, nonostante il nostro associato gli abbia chiesto di potersi intestare l’utenza e pagare lui direttamente le bollette in attesa di potersi trasferire».
Solo quest’anno, secondo le proiezioni del Sunia, saranno 300 gli sfratti che diventeranno esecutivi. «Anche in questo caso, come in molti altri – conclude Terribile – il proprietario chiede lo sfratto per poter destinare l’appartamento agli affitti brevi. L’appartamento, infatti, è collocato nel centro storico cittadino. La situazione è sempre più esplosiva e non si vede la luce in fondo al tunnel».
«Il nostro associato e la sua famiglia stanno cercando attivamente una casa da affittare e non avrebbero problemi a pagare il canone di locazione, come hanno sempre fatto. Ma non c’è verso di trovare appartamenti sul mercato. E il servizio sociale può intervenire solo a sfratto effettuato, ma dovrà mettere la famiglia in graduatoria insieme a molte altre a fronte di un deficit grave di appartamenti per l’emergenza abitativa. Questa situazione è la conseguenza dell’assenza totale di politiche per la casa, nonostante il governo da almeno un paio di anni prometta la messa in campo di un piano casa che non arriva mai. E che, in ogni caso, avrebbe bisogno di anni per essere operativo».