
GROSSETO – Si sono chiusi pochi secondi fa i seggi per il referendum costituzionale sulla riforma delle giustizia. Questo il racconto in diretta dello spoglio.
Aggiornamenti
- Daniela Castiglione, M5S: «La vittoria del “No” è un risultatoche pone le basi per vincere le prossime elezioni»
- Simiani: «Vince il NO, vince la democrazia»
- Fabrizio Rossi: «Rispettiamo voto italiani. Resta rammarico per occasione persa»
- Comitato per il NO: «Vittoria decisiva per il Paese, il No degli italiani stoppa il progetto Meloni-Nordio»
- Termine e Cozzupoli (Pd): «Ha vinto il NO. In tutta la provincia di Grosseto è maggioranza»
- Referendum: anche in provincia di Grosseto vince il No
- Referendum: le parole di Meloni
- Referendum: l’Italia vota No e boccia la riforma, vittoria con il 54%
- Referendum: No verso la vittoria, ecco i dati sul 50% delle sezioni
- Seconda proiezione Rai: No 53,9% e Sì 46,1%
- Referendum: terzo instant poll, No verso la vittoria
- Referendum: No oltre il 50% in provincia di Grosseto
- Referendum: avanti il no con 11mila sezioni scrutinate
- Prima proiezione Rai
- Referendum: secondo instant poll, si consolida il dato del NO
- Referendum: primi dati reali, avanti il NO
- Affluenza DEFINITIVO: in Italia sopra il 58%, in Maremma al 62,7%
- Referendum: situazione incerta per il momento
- Come funzionano gli Instant poll
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Daniela Castiglione, M5S: «La vittoria del “No” è un risultatoche pone le basi per vincere le prossime elezioni»
«A Grosseto, Follonica, Massa Marittima e Orbetello, le quattro città della provincia, così come in molti altri comuni, il risultato a favore del "no" è stato netto, ed ha portato ad un risultato in linea con quello nazionale» afferma Daniela Castiglione, delegata referendaria del Movimento 5 Stelle per la provincia di Grosseto.
«Anche in Maremma il quadro è chiaro: le cittadine ed i cittadini sono ritornati alle urne ed hanno sonoramente bocciato la legge Nordio e la stessa leadership di Giorgia Meloni, che da Presidente del Consiglio ha provato a imporla al Paese. Nonostante la discesa in campo dei pesi massimi dei partiti al governo, il voto delle italiane e degli italiani è evidente, e rappresenta un segnale politico fortissimo, un vero e proprio avviso di sfratto al governo che ha collezionato in quattro anni zero risultati e zero riforme».
I cittadini e le imprese hanno fatto capire che le urgenze sono altre, e sono relative al lavoro povero, agli scarsi investimenti nelle infrastrutture e nella produzione agricola ed industriale, in un quadro internazionale in cui l'Italia, e di conseguenza la Toscana e la provincia di Grosseto, continuano a ritrovarsi ai margini.
«Questo è un voto molto politico, come ha subito ricordato il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte – chiosa Daniela Castiglione – fino a qualche mese fa tutte le previsioni davano per scontata una robusta vittoria del "sì". Questa primavera si apre invece una nuova fase politica, nella quale anche i maremmani vogliono essere protagonisti per voltare pagina, segnando la richiesta di una politica più attenta alle esigenze delle persone e dei territori».
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Simiani: «Vince il NO, vince la democrazia»
GROSSETO - «Il risultato del referendum costituzionale sulla giustizia del 2026 segna una vittoria chiara e significativa: vince il NO, vince la democrazia, vince la Costituzione» afferma Marco Simiani deputato Pd.
«𝗟’𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗮𝗳𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗼𝘁𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲. È una vittoria costruita grazie all’impegno diffuso del comitato per il NO, delle associazioni, del sindacato e di una rete civica ampia e plurale, che ha riportato al centro il confronto sui contenuti».
«Significativo è stato il contributo del Partito democratico, dei parlamentari, degli amministratori locali e dei circoli, che hanno animato i territori con un lavoro costante di ascolto e mobilitazione».
«Un esito che rafforza i principi fondamentali della Repubblica e conferma la Costituzione come pilastro della nostra convivenza civile. Vince l’Italia, vince una democrazia viva e partecipata».
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Fabrizio Rossi: «Rispettiamo voto italiani. Resta rammarico per occasione persa»
GROSSETO - “La sovranità appartiene al popolo e il voto espresso dai cittadini va sempre rispettato. Il Paese perde una grande occasione di riforma e modernizzazione”. Così Fabrizio Rossi, deputato grossetano di Fratelli d’Italia, commenta l’esito del referendum sulla riforma della giustizia.
“Resta il rammarico – prosegue Rossi – per un’occasione persa per modernizzare il Paese su un tema centrale come quello dell’ordinamento giudiziario. È stata una campagna referendaria complessa, nella quale è stato difficile spiegare una riforma molto tecnica, a fronte di slogan spesso semplicistici e fuorvianti, portati avanti dal fronte del No”.
“Sul piano politico - commenta Rossi, - non vi è alcun rilievo sul governo nazionale, ne tantomeno sulle amministrazioni locali. Chi in queste ore sta facendo parallelismi, rimarrà deluso. Mentono sapendo di mentire, poiché ben altri saranno i temi elettorali per le elezioni politiche e amministrative”.
“La città di Grosseto e diversi comuni della provincia si sono espressi in controtendenza rispetto al dato nazionale e a quello regionale toscano, con affermazioni significative del Sì in molte realtà della Maremma, senza alcun riferimento agli amministratori locali. Segno evidente che il valore del quesito non può essere confuso con altro, come qualcuno vorrebbe far credere”.
“Il risultato referendario non cambia di una virgola la direzione di marcia. Continueremo a lavorare per una giustizia più efficiente, equa e moderna. In No al referendum non significa che in Italia la giustizia va tutta bene e che i rilievi portati all’attenzione della gente sono sbagliati. I dati e i fatti di ogni giorno parlato chiaro: c’è molto da cambiare e tantissimo da fare anche rendere più trasparenti certe dinamiche che sono emerse negli anni”.
“Il governo e Fratelli d’Italia andranno avanti con determinazione, nel rispetto della volontà popolare, ma con la consapevolezza che il Paese ha bisogno di riforme coraggiose. Oggi abbiamo perso a mio avviso una grande occasione. Il nostro impegno resta quello di dare risposte concrete ai cittadini, senza arretrare di fronte alle difficoltà e senza rinunciare a migliorare l’Italia”, conclude Fabrizio Rossi.
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Comitato per il NO: «Vittoria decisiva per il Paese, il No degli italiani stoppa il progetto Meloni-Nordio»
Il Comitato provinciale di Grosseto per il No al referendum costituzionale sulla giustizia esprime «grande soddisfazione per l’esito della consultazione, che a livello nazionale vede prevalere il No con un margine chiaro e ormai irreversibile, mentre in provincia di Grosseto il No supera il Sì attestandosi oltre il 50 per cento dei voti validi».
Per il comitato è il segnale che nel Paese è cominciata una nuova primavera democratica, capace innanzitutto di respingere una riforma pericolosa per gli equilibri costituzionali e per l’indipendenza della magistratura.
Il comitato ringrazia di cuore tutte le volontarie e tutti i volontari che, in queste settimane, hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro competenza per una campagna generosa, diffusa e capillare, portata avanti nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle piazze.
Un grazie sincero va anche a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che sono andati a votare, partecipando a un passaggio decisivo per la difesa della Costituzione e dello Stato di diritto. L’affluenza alle urne è l’altro dato che dà profonda soddisfazione: in provincia di Grosseto supera il 62%, un numero leggermente superiore al già positivo dato nazionale. Questo significa che il nostro territorio, insieme a gran parte del Paese, ha voluto essere protagonista di una scelta consapevole, chiedendo più partecipazione, più democrazia e il pieno rispetto della Costituzione.
L’affermazione del No dice con forza che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono un pilastro irrinunciabile: una vera democrazia rispetta tutti i soggetti che la compongono e si fonda sul principio che la legge è uguale per tutti, senza eccezioni né scorciatoie di parte.
La dignità umana è la bussola e l’orizzonte di qualunque iniziativa politica che voglia davvero migliorare la giustizia e la vita delle persone, cosa che questa riforma ha ignorato attaccando sin da subito con la riforma prima e con la propaganda poi, il lavoro della magistratura.
In questo voto, oltre alla difesa della magistratura e della democrazia, si esprime anche una forte richiesta di cambiamento delle politiche economiche e sociali. Il paese ha votato No a una politica che mirava a salvarsi da sola, ha votato No per rimettere al centro i problemi vitali di tutti: il lavoro, il valore della pace, il principio di uguaglianza sociale e la coesione del Paese.
C’è una domanda chiara che arriva da questo voto: quella di essere ascoltati, di poter decidere e di essere coinvolti. È una domanda di unità nazionale, non di contrapposizione, che chiede politiche capaci di ridurre le disuguaglianze e di allargare i diritti.
Il messaggio che viene dal voto è limpido: la Costituzione non va stravolta né piegata a interessi di parte, ma finalmente applicata in tutte le sue declinazioni, a partire dal lavoro, dalla giustizia, dai diritti sociali e civili.
Su questo impegno il Comitato per il No di Grosseto continuerà a lavorare, insieme al mondo del lavoro, dell’associazionismo e della società civile, perché la partecipazione di questi giorni non si spenga ma diventi il motore di una stagione nuova per la nostra democrazia.
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Termine e Cozzupoli (Pd): «Ha vinto il NO. In tutta la provincia di Grosseto è maggioranza»
Il commento di Giacomo Termine, segretario PD provincia di Grosseto e Demetrio Cozzupoli, segretario comunale PD Grosseto:
«Oltre 100 mila cittadine e cittadini della provincia di Grosseto hanno espresso un’indicazione chiara, netta, inequivocabile. Non si tratta solo di un esito referendario: è un segnale politico preciso che arriva forte al Governo guidato da Giorgia Meloni. Ha vinto il NO ad una riforma sbagliata, costruita in modo approssimativo e pericolosa nei suoi effetti, che metteva in discussione principi fondamentali della nostra Costituzione, a partire dall’equilibrio tra i poteri dello Stato e dall’autonomia della magistratura. Un tentativo evidente di forzare l’assetto democratico del Paese a vantaggio di una visione più concentrata e politicizzata del potere. Il risultato di oggi ci dice però qualcosa di più profondo. Ci dice che la democrazia italiana è solida e che i cittadini, quando vengono chiamati a scegliere su questioni decisive, sanno distinguere con lucidità e responsabilità. E questo messaggio assume un valore ancora più significativo se si osserva la geografia del voto: anche in realtà amministrate dal centrodestra, come Orbetello e Grosseto città, ha prevalso il NO.
Un dato politico rilevante, che evidenzia un malessere diffuso e trasversale nei confronti delle scelte del centrodestra nazionale. Non è solo una divisione tra schieramenti: è una frattura che attraversa anche gli elettorati e le comunità amministrate dalla stessa destra. In tutta la provincia, dai centri più piccoli alle realtà più grandi, si è affermata una visione comune: difendere i principi democratici e costituzionali viene prima di ogni appartenenza politica. È un segnale di maturità collettiva che va riconosciuto e valorizzato. Questo risultato dimostra che, quando è in gioco l’interesse generale, i cittadini sanno superare divisioni e appartenenze per affermare con forza un’idea condivisa di Paese. Vince il pensiero libero, vince la partecipazione, vince la volontà di non arretrare sui diritti e sugli equilibri democratici.
Il Partito Democratico è pienamente dentro questo passaggio. Con responsabilità e consapevolezza sappiamo che questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. C’è ancora molto da fare per rafforzare la fiducia nelle istituzioni, per costruire politiche più giuste e per rispondere ai bisogni reali delle comunità. Da oggi ripartiamo da qui: da un messaggio chiaro, da una provincia che ha scelto, da una democrazia che ha dimostrato di essere viva».
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Referendum: anche in provincia di Grosseto vince il No
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Referendum: le parole di Meloni
Ecco il primo commento della presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni: «La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. I cittadini hanno deciso e noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione.
Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare, con serietà e determinazione, a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo».
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Referendum: l’Italia vota No e boccia la riforma, vittoria con il 54%
Con quasi 40mila sezioni scrutinate su 61mila, il No si stabilizza sul 54% e di fatto conferma la vittoria del fronte del No bocciando la riforma della Giustizia voluta dal ministro Carlo Nordio e dal Governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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Referendum: No verso la vittoria, ecco i dati sul 50% delle sezioni
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Seconda proiezione Rai: No 53,9% e Sì 46,1%
Anche la seconda proiezione Rai mette in evidenza come sia in vantaggio il No.
Seconda proiezione Rai: No 53,9% e Sì 46,1%
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Referendum: terzo instant poll, No verso la vittoria
Referendum verso il consolidamento: il terzo instant poll di Swg per La7 conferma la tendenza riscontrata nei dati reali.
• Sì 45/51
• No 51/55
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Referendum: No oltre il 50% in provincia di Grosseto
Sostanzialmente in parità il dato della provincia di Grosseto, mentre a livello nazionale il No è avanti di diversi punti, al 54%. b
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Referendum: avanti il no con 11mila sezioni scrutinate
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Prima proiezione Rai
Secondo la prima Proiezione Rai che viene elaborata su dati reali ecco i risultati attesi:
No 53,1% e Sì 46,9%
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Referendum: secondo instant poll, si consolida il dato del NO
Nuovi instant poll SWG per La7, con una copertura dell’80% del campione, confermano il vantaggio del No, pur in un quadro ancora incerto. Il Sì si colloca tra il 46% e il 50%, mentre il No è stimato tra il 50% e il 54%. La forbice resta quindi relativamente stretta, ma con un orientamento che, al momento, sembra premiare il fronte contrario alla riforma. Come per tutte le rilevazioni di questo tipo, si tratta comunque di dati indicativi, destinati a essere confermati o smentiti solo dallo scrutinio ufficiale.
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Referendum: primi dati reali, avanti il NO
Ecco i primi dati reali su schede scrutinate. Questi sono relativi a circa 4.100 sezioni su 61mila
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Affluenza DEFINITIVO: in Italia sopra il 58%, in Maremma al 62,7%
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Comune Sezioni 12 (%) 19 (%) 23 (%) Finale (%) Grosseto (provincia) 256 su 258 16,89 41,93 48,10 62,71 Arcidosso 5 su 5 13,87 37,17 42,66 58,72 Campagnatico 4 su 4 13,39 37,63 44,63 61,60 Capalbio 4 su 4 17,28 40,17 45,08 62,99 Castel del Piano 5 su 5 14,92 39,40 45,73 61,59 Castell'Azzara 2 su 2 13,89 43,25 48,12 63,10 Castiglione della Pescaia 10 su 10 17,45 40,73 46,42 62,31 Cinigiano 3 su 3 14,63 38,31 46,22 60,32 Civitella Paganico 5 su 5 15,12 38,43 47,09 62,70 Follonica 22 su 22 19,04 45,49 51,88 64,97 Gavorrano 13 su 13 15,36 39,73 45,04 57,81 Grosseto (comune) 75 su 77 17,73 44,07 50,64 64,07 Isola del Giglio 2 su 2 18,27 37,80 40,62 53,74 Magliano in Toscana 5 su 5 15,12 39,69 46,27 63,77 Manciano 9 su 9 15,31 36,85 42,69 60,65 Massa Marittima 9 su 9 15,65 41,69 48,49 62,38 Monte Argentario 12 su 12 16,02 37,67 41,72 59,19 Monterotondo Marittimo 2 su 2 15,14 41,60 47,79 68,41 Montieri 4 su 4 15,15 44,66 51,12 66,27 Orbetello 18 su 18 17,88 41,04 47,16 62,76 Pitigliano 5 su 5 15,53 42,34 46,75 61,80 Roccalbegna 4 su 4 12,48 38,15 45,58 61,15 Roccastrada 10 su 10 15,54 40,30 46,30 60,72 Santa Fiora 4 su 4 15,40 35,59 43,11 59,68 Scansano 10 su 10 15,23 37,85 44,31 62,91 Scarlino 4 su 4 17,99 41,90 48,20 62,18 Seggiano 2 su 2 14,61 39,20 43,96 58,42 Semproniano 3 su 3 15,98 42,61 49,67 64,45 Sorano 5 su 5 13,50 42,03 47,80 64,02 -
Referendum: situazione incerta per il momento
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Come funzionano gli Instant poll
Gli instant poll diffusi alla chiusura dei seggi di domenica offrono una prima indicazione sull’orientamento degli elettori, ma si tratta di dati ancora provvisori, da leggere con cautela. Le rilevazioni, basate su interviste all’uscita dai seggi, possono fornire una tendenza ma non sostituiscono il risultato ufficiale dello scrutinio. Sarà infatti decisiva la giornata di oggi, con il voto ancora aperto fino alle 15, e soprattutto lo spoglio che inizierà subito dopo la chiusura delle urne.



