
GAVORRANO – Oggi, 20 marzo, è il decimo anniversario della tragedia Erasmus, l’incidente stradale avvenuto nel 2016 sull’autostrada A7 in Spagna, nel quale persero la vita tredici studentesse. Tra loro anche la 21enne Elena Maestrini di Gavorrano.
«Tutti i giorni sono uguali per noi, è sempre come se fosse il primo giorno». Sono queste le parole di Gabriele Maestrini a dieci anni dalla strage. Un’affermazione che fa capire come il tempo non abbia mai cancellato il dolore né il ricordo.
20 marzo 2016, la tragedia che sconvolse Gavorrano
Erano da poco passate le 8 del mattino del 20 marzo 2016 quando sul piccolo comune minerario, Gavorrano, e sulla Maremma tutta, piombò la terribile notizia della morte di Elena, lasciando sgomenta un’intera comunità. Elena era partita per vivere un’esperienza di studio all’estero, come tante ragazze della sua età.
Il viaggio di ritorno da una gita a Valencia si trasformò invece in tragedia, quando l’autobus su cui viaggiava si ribaltò. Nell’impatto morirono tredici ragazze, tutte avevano un’età compresa tra i 19 e i 25 anni. I loro nomi sono Valentina Gallo, Francesca Bonello, Elisa Valent, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza, Julia Mang, Chloé Chouraqui, Christina Unger, Mohina Abdusaidova, Phuong Anh Tran e Verónica Matcovici.
La comunità di Gavorrano
Da allora, Gavorrano non ha mai smesso di ricordare Elena Maestrini. Il suo nome è rimasto inciso nella memoria collettiva, simbolo di una giovinezza spezzata troppo presto. Ogni anniversario riporta alla luce immagini e sensazioni di quei giorni: il silenzio del paese, l’abbraccio e le lacrime degli amici, le serrande abbassate, i nastri neri appesi alle porte dei negozi, il dolore condiviso durante i funerali.
Quest’anno, in occasione del decimo anniversario, i commercianti del paese hanno decorato le loro vetrine con dei mazzi di tulipani, i fiori preferiti di Elena.
Una battaglia legale lunga e difficile
Accanto al ricordo, negli anni si è affiancata anche una lunga e difficile battaglia per la verità. I familiari delle vittime, tra cui i genitori di Elena, Roberta e Gabriele Maestrini, non hanno mai smesso di chiedere giustizia.
Un percorso giudiziario complesso, segnato da tre tentativi di archiviazione e da un processo mai iniziato, a causa della morte dell’autista del pullman, unico imputato per la strage. Una ferita che, oltre al lutto, ha lasciato anche il senso di una risposta mai arrivata. Ai genitori delle vittime, di fatto, non è mai stato riconosciuto che il diritto alla vita delle loro figlie è stato violato.
Il ricordo
Eppure, nonostante il tempo trascorso, il legame tra Elena e la sua comunità resta forte. Il suo sorriso continua a vivere nei ricordi di chi l’ha conosciuta, nelle parole di chi ancora la nomina, nei gesti semplici ma profondi che ogni anno accompagnano questa ricorrenza.
Dieci anni sono passati, ma per Gavorrano Elena non è solo una vittima di quella tragedia: nel 2016 fu definita “la figlia di tutti”, una presenza che continua a esistere nella memoria collettiva e nella volontà di non dimenticare.
Le iniziative commemorative
L’Università di Barcellona ha programmato una cerimonia commemorativa per le vittime dell’incidente. L’appuntamento è alle 12 presso i Giardini Ferran Soldevila nella città catalana.
Sempre a mezzogiorno all’Università di Firenze, la rettrice Alessandra Petrucci ricorderà le studentesse toscane presso la targa in loro memoria al Campus di Novoli.
A Gavorrano sono in programma due momenti commemorativi: alle 11 alla biblioteca comunale “Elena Maestrini”, a cui parteciperanno l’amministrazione comunale e il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi. Alle 17 si terrà invece la tradizionale commemorazione al “Giardino dei sogni” dell’associazione Auser di Bagno di Gavorrano.
Sull’incidente Erasmus IlGiunco.net ha prodotto un podcast a cinque puntate dal titolo “La figlia d’Europa”. Lo potete ascoltare a questo LINK.