
FOLLONICA – Violenza di genere e contrasto ai femminicidi tornano al centro del dibattito politico cittadino. Le consigliere e i consiglieri di opposizione Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri, Andrea Pecorini e Francesca Stella hanno presentato una mozione che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, con cui chiedono che il Comune di Follonica aderisca alla “Rete di Giulia”, iniziativa promossa dalla Fondazione Giulia Cecchettin.
La Fondazione, nata in memoria di Giulia Cecchettin, è impegnata nella promozione di attività di sensibilizzazione, educazione e prevenzione contro la violenza di genere. «La violenza sulle donne e i femminicidi continuino a costituire una delle questioni più rilevanti nel panorama nazionale».
Secondo le opposizioni, la violenza sulle donne e i femminicidi continuano a rappresentare una delle emergenze sociali più gravi del nostro Paese
. Nel testo viene inoltre rimarcato che, di fronte a questo fenomeno, le istituzioni non possono limitarsi alle dichiarazioni di principio: è necessario sostenere concretamente le iniziative che promuovono una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della non violenza
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La “Rete di Giulia” mette in collegamento enti pubblici, associazioni, scuole e cittadini impegnati nella costruzione di progetti concreti di prevenzione e informazione. Per i proponenti, l’eventuale adesione dell’amministrazione comunale assumerebbe un valore significativo sul piano simbolico e istituzionale. Nel comunicato si legge infatti che l’adesione del Comune di Follonica rappresenterebbe un segnale importante di responsabilità istituzionale e di partecipazione a un cambiamento culturale che riguarda l’intera società
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La mozione impegna il sindaco e la giunta a valutare l’ingresso del Comune nella rete
e a inserire in bilancio il contributo annuale richiesto agli enti pubblici, pari a circa 150 euro. Una cifra che i firmatari definiscono simbolica rispetto al valore dell’impegno che rappresenta
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Nel documento viene ricordato anche il precedente del 2023, quando, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, la città si mobilitò con una manifestazione pubblica. Già nel 2023 subito dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, Follonica scese in piazza per fare rumore e non lasciare che la memoria di Giulia e delle donne che subiscono molestie, violenze e che vengono uccise in quanto donne, fosse dispersa
, ricordano le opposizioni.
Secondo i promotori, l’ingresso del Comune nella Rete di Giulia consentirebbe di contribuire attivamente alla promozione di iniziative sul territorio, coinvolgendo scuole, associazioni e realtà sociali, per diffondere una cultura fondata sul rispetto e sulla parità
. Una prospettiva che viene collegata a una più ampia responsabilità condivisa nel contrasto al fenomeno.
Il comunicato si chiude sottolineando come, per i firmatari, contrastare la violenza di genere è una responsabilità che riguarda tutti: anche le amministrazioni locali possono e devono fare la loro parte
. La discussione in Consiglio comunale chiarirà se la proposta troverà il sostegno della maggioranza e porterà Follonica a entrare formalmente nella rete promossa dalla Fondazione Giulia Cecchettin.