


GROSSETO – Non si tratta ne di tradizione storica ne tanto meno di nostalgia, ma per noi di qua, compresi quelli che vivono nei paesi sulla costa, la “zanzara” ha sempre avuto la nostra attenzione.
Da sempre, con l’arrivo della stagione primaverile, si ripropone il problema della sua larvale proliferazione. Un problema che negli ultimi anni si è pure aggravato, per il diffondersi della “zanzara tigre”, specie invasiva presente in maniera ormai stabile nel nostro territorio. Un fenomeno che non rappresenta solo un disagio, ma anche un potenziale pericolo sanitario.
Nel passato l’esistenza del “Comitato Provinciale Antimalarico”, istituzione congiunta dell’Amministrazione Provinciale e del Ministero della Sanita ( precedentemente “Istituto Superiore della Sanità“ ), garantiva a tutto il territorio della Maremma annuali interventi di difesa. Quartier generale era l’Ufficio del Medico Provinciale, figura quest’ultima che avocava a se il ruolo di rappresentante governativo dell’Igiene e della Sanità pubblica.
Per la cronaca: ogni anno venivano formate squadre di “operai irroratori”. Si trattava di vari gruppi composti ciascuno da una decina di elementi che, sotto la guida dei “sorveglianti tecnici” ( tra questi ricordiamo in primis il veterano Jader Mantiglioni ) provvedevano alla disinfestazione anofela in tutto il territorio. Era una efficace prevenzione, che serviva a non permettere lo sviluppo delle larve nei vari laschi e zone umide presenti nel territorio.
La effettuazione puntuale di questi trattamenti, unitamente ad una costante pulizia di “caditoie”, “tombini” e “bocche di lupo”, assicurava una efficace salvaguardia e tutela. Opportuna comunque, anche la collaborazione dei cittadini, invitati (anche con emissione di ordinanza ) a non creare con innaffiature eccessive dei giardini e dei vasi da fiori, ristagni di acqua, habitat congeniali per far sviluppare colonie larvali.
Purtroppo da decenni, i “Comitati Antimalarici” non esistono più ne vengono effettuate le “campagne antimalariche”. Oggi il tutto consiste nel passaggio di automezzi che, attrezzati di macchine nebulizzatrici, “nuvoleggiano” prodotti di non gradimento anofelo ed anche pappataceo (pure per le infestanti e tremende “serafiche”).
Non vogliamo azzardare giudizi di merito ed efficacia ma quelle “squadre” di un tempo, che ogni anno erano in giro per la provincia, ci davano un senso di maggiore protezione. Tra breve comunque, più o meno insieme alle rose di maggio, “sbocceranno” pure le zanzare ed allora, valutando aggressività e pizzichi… ne riparleremo.