
PORTO ERCOLE – «Porto Ercole, il gioiello del nostro centro storico, rischia di trasformarsi in un’area di degrado urbano».
A dirlo è Marco Nieto capogruppo di Svolta per l’Argentario.
«I nuovi bidoni seminterrati installati nel cuore del borgo – afferma Nieto -, sono veri e propri scempi estetici e funzionali, collocati a pochi metri da attività commerciali e ricettive, sulle strade già congestionate, e a ridosso di edifici ottocenteschi e del monumento del Caravaggio. La sicurezza è compromessa: incroci resi pericolosi, visibilità ridotta, traffico bloccato durante lo svuotamento dei bidoni. La vivibilità urbana e la sicurezza di pedoni e automobilisti vengono sacrificate per presunte esigenze logistiche immediate. La perdita di posti auto, come quelli a servizio della farmacia, è solo l’ultimo dei disagi».
«Non si tratta di criticare la posa in opera di semplici bidoni: possiamo definirli, senza esagerare, vere discariche ecologiche in pieno centro storico, che deturpano il paesaggio e la cornice architettonica di un borgo storico. È una vera offesa per tutto il nostro paese, per la sua storia, la sua bellezza e l’identità di chi lo abita. Eppure, sorprendentemente, la polizia municipale ha dato parere favorevole, senza motivazioni chiare, eppure le aree di intersezioni dovrebbero essere libere. Inoltre la Soprintendenza ha approvato il progetto con una valutazione paesaggistica “semplificata”, nonostante si tratti di una modifica sostanziale, passando da interrati tradizionali a seminterrati visibili, con impatto evidente e violento sul patrimonio storico e monumentale».
«La domanda è chiara: come un intervento così invasivo può ricevere il via libera con procedure semplificate, mettendo a rischio sicurezza, estetica e identità storica? Porto Ercole non merita questo scempio: il centro storico è patrimonio di tutti, è bene comune da custodire e preservare, non può essere reso simile a un parcheggio per bidoni che deturpano la memoria e la bellezza del borgo, offendendone la cultura. È ora che le istituzioni riflettano sui propri comportamenti: “tutela del patrimonio e del bene comune, o presunta praticità a tutti i costi?” Qui, la scelta sembra già chiara… e, purtroppo, appare devastante».