
GROSSETO – La crisi in Medio Oriente torna a farsi sentire anche sui prezzi dei carburanti. Benzina e gasolio sono infatti in aumento e in molti distributori hanno ormai raggiunto o sfiorato la soglia dei 2 euro al litro.
A confermare il trend è il portale Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la piattaforma ufficiale che consente di consultare in tempo reale i prezzi praticati negli impianti di distribuzione su tutto il territorio nazionale, sulla base delle comunicazioni degli stessi gestori.
Dai dati emerge che dall’inizio della crisi il gasolio è aumentato di oltre 10 centesimi al litro, mentre la benzina registra un rincaro superiore ai 7 centesimi. Il diesel si colloca così ai livelli più alti da oltre due anni, mentre la benzina è tornata sui massimi degli ultimi tre mesi.
Di fronte a questa dinamica dei prezzi, il Ministero ha fatto sapere che sono già stati segnalati alcuni casi di sospetta speculazione presso i distributori di carburante. Per questo motivo sono stati rafforzati i controlli da parte della Guardia di Finanza.
L’intensificazione delle verifiche rientra nelle più ampie attività di polizia economico-finanziaria e ha l’obiettivo di prevenire possibili distorsioni del mercato che potrebbero danneggiare i consumatori. I controlli riguarderanno in particolare il rispetto delle norme sulla trasparenza e sulla corretta pubblicità dei prezzi al consumo.
Allo stesso tempo verrà monitorato l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici lungo tutte le fasi della filiera commerciale, anche per individuare eventuali accordi anticoncorrenziali.
Le verifiche si concentreranno inoltre sul contrasto alle possibili irregolarità nella distribuzione dei carburanti. Le autorità temono infatti che forti oscillazioni dei prezzi possano favorire il ricorso a canali illeciti di approvvigionamento. Per questo sarà intensificato anche il controllo del territorio per individuare eventuali fenomeni di evasione o frode, come l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime fiscale, la falsa classificazione merceologica dei carburanti o irregolarità nella tracciabilità dei prodotti.
In questo contesto di instabilità internazionale, il mercato dei carburanti resta quindi sotto stretta osservazione, mentre automobilisti e imprese fanno i conti con nuovi rincari alla pompa.