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Molestie e discriminazioni, Coordinamento donne Cgil: «Per l’8 marzo c’è davvero da festeggiare?»

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Molestie e discriminazioni, Coordinamento donne Cgil: «Per l’8 marzo c’è davvero da festeggiare?»
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GROSSETO – In occasione dell’8 marzo, il Coordinamento Donne Cgil Grosseto invita a una riflessione profonda: «Oggi, più che mai, dobbiamo chiederci se ci sia davvero qualcosa da festeggiare – affermano -. Assistiamo a un preoccupante arretramento culturale e normativo a causa di una visione patriarcale portata avanti da un Governo che, pur essendo guidato per la prima volta da una donna, mette in campo politiche penalizzanti anziché sostenere la reale parità, la condivisione del lavoro di cura, cercando di far tornare le donne ad essere “l’angelo del focolare”.

Ultima marcia indietro quella del cambio della parola “consenso” con “dissenso” nel Ddl stupri: una mossa che non tutela la vittima della violenza, ma che sposta ancora una volta l’onere della prova su di lei, mentre semplicemente la legge dovrebbe chiedere all’uomo la prova del consenso: un consenso che deve essere libero e attuale. Allo stesso modo dovrebbe esserci una legge sull’affettività che preveda nelle scuole ore di insegnamento dedicate all’educazione affettiva, la vera leva che serve per un cambio culturale che scardini il patriarcato più bieco».

«È indispensabile legiferare con attenzione costante al rispetto delle donne, alla loro volontà, ai loro progetti di vita ma i dati ci dicono che abbiamo ancora tante lotte da fare, ancora tante piazze da riempire, ancora tanto rumore da fare – prosegue il Coordinamento -. L’istat, già dai primi risultati dell’ultima Indagine sulla violenza contro le donne ci dice che sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne. I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, con quote superiori al 50% (fatta eccezione per le minacce), e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Come riporta Istat, infatti, il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner (il 59,1% degli ex partner, il 4,7% del partner attuale), il 19,4% di un conoscente e il 10,9% di amici. Solo il 6,9% è stato opera di estranei alla vittima. I tentati stupri, oltre a quelli subiti da parte dell’ex (29,9%), sono perpetrati più da conoscenti (24,1%), amici (13,4%) ed estranei (17,2%)».

La situazione nazionale: i dati del Rendiconto di Genere Inps 2025

Il quadro descritto dal recente Rendiconto di Genere dell’Inps conferma una condizione di svantaggio strutturale che accompagna le donne per tutto l’arco della vita. Nonostante le donne superino gli uomini per titoli di studio (raggiungendo il 69,4% nelle lauree magistrali a ciclo unico), il tasso di occupazione femminile si ferma a un drammatico 53,3% contro il 71,1% degli uomini.

Il peso della cura grava ancora quasi interamente sulle spalle femminili. Nel 2024, le donne hanno usufruito di oltre 15 milioni di giornate di congedo parentale, a fronte di appena 2,7 milioni utilizzate dagli uomini.

Le discriminazioni subite durante la vita lavorativa si riflettono inevitabilmente sulla vecchiaia. Nelle pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti, le donne percepiscono circa il 46% in meno degli uomini.

Il contesto locale: l’indagine su molestie e discriminazioni a Grosseto

«I dati provinciali confermano che il nostro territorio non è immune da queste dinamiche – prosegue la Cgil -. Dal questionario “Molestie e discriminazioni sul lavoro” somministrato in Provincia di Grosseto, due dati colpiscono più di altri e evidenziano che il fenomeno è pervasivo e spesso sommerso:
– Il 30,3% degli intervistati dichiara di aver subito urla e rimproveri sul posto di lavoro, con un ulteriore 26,1% che riferisce di averne subiti occasionalmente.
– La stragrande maggioranza dei rispondenti è composta da donne (85,1%), a dimostrazione di come il tema della dignità e del rispetto sul lavoro sia una priorità sentita con urgenza dalla componente femminile del nostro territorio e di quanto la statistica parli soprattutto di un pubblico femminile».

«Denunciamo con forza la nostra contrarietà alla proposta fatta con un decreto legislativo proposto da Meloni e Roccella, due donne che in prossimità dell’8 marzo e alla celebrazione degli 80 anni dal voto alle donne in Italia, prevede la cancellazione della figura territoriale delle Consigliere di Parità, accentrandone le funzioni a Roma – dichiarano poi dal Coordinamento donne -.  Attraverso il nostro sportello di ascolto Da.li.da, nato a supporto delle donne vittime di discriminazioni, abusi o violenze sul lavoro ne abbiamo conosciute molte che hanno descritto quanto sia difficile trovare la forza per denunciare ciò che hanno subito; indebolire i presidi territoriali significa, di fatto, rendere tutto più difficile e far diminuire le denunce lasciando le lavoratrici più sole. Nonostante i dati confermino un arretramento dei diritti e una violenza diffusa, esiste un filo invisibile ma fortissimo che le donne continuano a tendere: quello della pace. Spesso infatti sono state le donne a dimostrare di saper riconoscere che la giustizia sociale e la dignità del lavoro sono i semi necessari per far germogliare una pace concreta, costruita ogni giorno con la tenacia e il coraggio femminile. Anche su questo non arretreremo di un passo. Continueremo a lottare per la nostra libertà, per la nostra dignità e per una parità che non sia fatta di bonus estemporanei, ma di diritti strutturali e universali. Diritti messi sempre più in discussione anche da questi venti di guerra che parlano di conflitti che sembrano non finire mai».

«Invitiamo tutt* a partecipare lunedì 9 marzo al “laboratorio creativo” che si svolgerà nel Salone Cangialosi presso la Cgil Grosseto, via Repubblica Dominicana 80 (primo piano) – concludono – e che vedrà dalle ore 15 alle ore 18 la partecipazione dell’attrice Enrica Pistolesi (di Teatro Studio) per accompagnaci con delle letture selezionate sul tema».

Nico Di Manno
6 Marzo 2026 alle 10:51
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