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Guerra in Iran, Cia: «Aumento costi e rischio speculazioni. L’agricoltura non può permetterselo»

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Guerra in Iran, Cia: «Aumento costi e rischio speculazioni. L’agricoltura non può permetterselo»
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GROSSETO – È stato il neo presidente Edoardo Donato ad aprire il primo Consiglio direttivo della Confederazione italiana agricoltori di Grosseto con un intervento di forte impronta politica e sindacale, nel quale ha tracciato il quadro delle principali criticità che stanno colpendo il settore agricolo.

Donato ha acceso i riflettori sulle difficoltà delle grandi colture nei primi mesi dell’anno, sulle tensioni geopolitiche e sulle scelte europee che rischiano di mettere ulteriormente sotto pressione le imprese agricole. Particolare attenzione è stata data alle conseguenze economiche legate all’escalation dei conflitti nell’area del Mediterraneo e all’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.

Secondo il presidente di Cia Grosseto, le tensioni nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 30% del petrolio e del gas mondiale, potrebbero avere effetti immediati sui costi energetici. “Un aumento dei prezzi dell’energia – ha spiegato – si traduce inevitabilmente in un aumento dei costi per le aziende agricole, a partire dal gasolio agricolo fino ai fertilizzanti, la cui produzione è fortemente legata al prezzo del gas”.

Ma la preoccupazione maggiore riguarda il rischio di speculazioni sui mercati. “Quello su cui dobbiamo vigilare con la massima attenzione – ha sottolineato Donato – è che alle difficoltà reali non si sommino operazioni speculative. Abbiamo visto che il giorno successivo allo scoppio del conflitto si sono registrati i primi aumenti. Non vorremmo che fossero aumenti non legati a problemi reali di approvvigionamento ma a semplici dinamiche speculative. Il nostro settore, già in crisi, non può permettersi ulteriori pressioni”.

Il presidente di Cia Grosseto ha poi ricordato la situazione delle colture cerealicole. “Le piogge persistenti dei primi mesi dell’anno hanno determinato una drastica riduzione delle semine, con stime che in alcune aree parlano di cali fino all’80% – afferma -. Una situazione che rischia di avere effetti su tutta la filiera agricola, dalle aziende alle cooperative fino alla programmazione dei mercati, che dovranno confrontarsi con una significativa carenza di prodotto”.

Sul fronte istituzionale Donato ha ricordato come la Regione Toscana si sia attivata nei confronti del Governo e delle istituzioni europee per trovare soluzioni ai vincoli della Politica Agricola Comune legati alle rotazioni colturali.
“Ci auguriamo che si arrivi rapidamente a una soluzione – ha affermato – perché oltre al danno non possiamo permetterci anche la beffa di penalizzazioni o sanzioni per chi non ha potuto seminare a causa delle condizioni climatiche”.

Il presidente ha poi puntato il dito contro alcune scelte europee, a partire dall’accordo commerciale del Mercosur.
“A seguito delle nostre manifestazioni l’Europa – ha detto Donato – si era presa del tempo per rivedere l’accordo, ma nel frattempo è stato comunque adottato in via ‘provvisoria’. Poiché, spesso il provvisorio diventa permanente, il rischio è quello di non tornare indietro. L’intesa rischia di creare ora condizioni di concorrenza non equilibrate per le imprese agricole europee. In alcuni Paesi sudamericani sono consentite pratiche produttive che nel vecchio Continente sono vietate, come l’utilizzo di ormoni per la crescita degli animali. Consentire l’ingresso di queste produzioni nel mercato europeo – conclude il presidente – significa mettere in difficoltà le nostre aziende e l’intero sistema agroalimentare che si basa su standard molto più rigorosi e ha come obiettivo dichiarato la sicurezza alimentare”.

Un quadro complesso che, secondo il presidente di Cia Grosseto, richiede una forte azione di rappresentanza e difesa del reddito delle imprese agricole in una fase segnata da grande incertezza economica e geopolitica.

Redazione
6 Marzo 2026 alle 10:32
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