
GROSSETO – Si sono ritrovati sul tetto della sede della Cisl di Grosseto, uomini e donne, lavoratori e volontari, per dare un segnale di sensibilizzazione nei confronti dei diritti delle donne, proprio in occasione dell’8 Marzo.
L’iniziativa, organizzata dal coordinamento donne e politiche di genere della Cisl di Grosseto, ha visto la partecipazione di donne di tutte le età, dalle giovani liceali alle pensionate, oltre a diversi uomini, tutti con in mano cartelli con su scritte parole che rappresentano valori, come “Diritti delle donne”, “Resilienza”, “Speranza”, “Unità”, “Rispetto” e “Futuro”, per esprimere solidarietà al ruolo e ai diritti della donna.
“Una giornata in cui, attraverso parole di grande importanza, abbiamo voluto sensibilizzare le persone sui diritti delle donne. Molto importante in questa iniziativa – ha spiegato Erminia Graziani, coordinatrice donne e politiche di genere Cisl Grosseto -, che abbiamo organizzato sul tetto della sede della Cisl, è stata la presenza degli uomini, perché la parità di genere non è solo una questione che riguarda le donne ma un obiettivo comune che deve essere caro a tutte le persone e tutta la società. Abbiamo scelto, attraverso questi cartellini, di dare un segnale importante soprattutto riguardo la dignità e i diritti delle donne”.
“Il ruolo della donna nel mondo del lavoro – ha detto Simone Gobbi, segretario generale Cisl Grosseto – è centrale e importantissimo, ma quello che manca è una vera parità di genere nel mondo del lavoro. I dati che ci consegna anche l’ultimo rapporto dell’Inps parlano di donne che studiano più degli uomini senza che poi questa dinamica si rifletta sul mondo del lavoro, visto che le posizioni apicali sia nel settore pubblico che privato sono principalmente occupate dagli uomini. C’è sicuramente un problema di accesso delle donne a queste posizioni, oltre al fatto che il lavoro di cura della famiglia è principalmente dato alla donna e questo si vede anche dai congedi parentali, presi quasi esclusivamente dalle donne: questo si riflette sulle retribuzioni e sui contributi con salari in media più bassi del 25% e pensioni delle donne più basse del 44%. La nostra responsabilità è quella di non lasciare che le parole rimangano solo nei cartelli ma che diventino normative e diritti che ogni giorno possano essere la normalità nei luoghi di lavoro”.