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Lotta a caporalato e sfruttamento in agricoltura: la Toscana verso una legge regionale

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Lotta a caporalato e sfruttamento in agricoltura: la Toscana verso una legge regionale
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GROSSETO – Si è tenuto ieri, 4 marzo, a Firenze l’importante convegno promosso da Cgil Toscana e Regione Toscana che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale Maurizio Landini, del procuratore della Repubblica di Prato, Luca Tescaroli, del presidente della Regione, Eugenio Giani, e Alberto Lenzi, assessore al lavoro della Regione. Al centro del dibattito, l’urgenza di trasformare le buone pratiche di contrasto allo sfruttamento lavorativo in norme strutturali.

La giornata di Firenze per la Flai Cgil Siena, Grosseto e Toscana, rappresenta un’altra tappa di un lungo percorso, partito dal sindacato di strada e dalla mappatura dei flussi della manodopera migrante, che ha permesso durante le attività delle Brigate del Lavoro, nell’ottobre scorso, di incontrare centinaia di lavoratori vittime di caporalato all’alba, tra la Valdichiana senese e l’Amiata grossetana.

Le denunce della Flai hanno reso il tema dello sfruttamento in agricoltura centrale nel dibattito pubblico. Infatti vi è stato prima l’intervento concreto dei prefetti di Siena e Grosseto con la convocazione congiunta del Comitato dell’ordine e della sicurezza, che ha varato una task force interprovinciale per intensificare i controlli e successivamente vi sono state le audizioni della Commissione d’Inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia.

«La Commissione Parlamentare di Inchiesta svolta il 5 febbraio scorso è stata per noi un primo successo, certificando che lo sfruttamento in agricoltura è finalmente divenuto una priorità istituzionale – dichiarano Andrea Biagianti, segretario Flai Cgil Siena, e Paolo Rossi, segretario Flai Cgil Grosseto – siamo molto soddisfatti che le prefetture stiano lavorando a un protocollo per definire una check-list sugli appalti, affinché le aziende committenti possano verificare la regolarità delle aziende “senza terra” come avevamo proposto. Speriamo di iniziare quanto prima un confronto nelle Sezioni Territoriali, previste dalla legge 199/2016, convocate congiuntamente».

Secondo i due segretari provinciali, il territorio necessita di strumenti di prevenzione. «Per Siena e Grosseto abbiamo proposto la notifica dei contratti di appalto alla Sezione Territoriale e all’ente bilaterale. Così come la sperimentazione di un collocamento pubblico per i lavoratori stranieri, supportato da mediatori culturali. Per un incontro tra domanda e offerta che parli di legalità e che sottragga spazio agli intermediari che lucrano sulla manodopera», dichiarano Biagianti e Rossi.

Verso una legge regionale contro lo sfruttamento

Il lavoro di sistema della Cgil Toscana attraverso il Progetto Soleil ha reso il modello toscano di lotta allo sfruttamento lavorativo, tramite la presa in carico integrata, un esempio da seguire.

Durante l’iniziativa di Firenze, a seguito dei numerosi interventi e anche delle sollecitazioni della Flai riguardanti l’esperienza delle Brigate del Lavoro, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha raccolto la sfida annunciando l’intenzione di varare una legge regionale sullo sfruttamento.

Mirko Borselli, segretario generale Flai Cgil Toscana, ha accolto con favore l’apertura della Regione: «Siamo molto soddisfatti che il presidente Giani abbia raccolto l’esigenza di una legge regionale sullo sfruttamento. Nelle nostre proposte alla Commissione d’Inchiesta avevamo evidenziato la necessità di introdurre gli indici di coerenza previsti dalla legge 199/2016. Per contrastare il caporalato in agricoltura è indispensabile verificare la corrispondenza tra le ore di lavoro dichiarate e la reale capacità produttiva dell’azienda».

In chiusura dei lavori è intervenuto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha lanciato una sfida di respiro nazionale: la Toscana potrebbe essere la prima Regione in Italia a introdurre gli indici di coerenza in agricoltura per legge, ricalcando l’operazione storica del Durc di congruità in edilizia, introdotto per la prima volta in Umbria.

Grazie alla sensibilità delle prefetture e delle istituzioni speriamo di introdurre, quanto prima, nel territorio di Siena e Grosseto un protocollo concreto per la legalità e la prevenzione contro lo sfruttamento in agricoltura. Parallelamente inizieremo anche un confronto con la Regione Toscana sugli indici di coerenza. Questi due strumenti, insieme, possono davvero risolvere l’annoso problema del caporalato in agricoltura e dello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori.

Redazione
5 Marzo 2026 alle 15:15
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