
GROSSETO. Sindaco e assessore intervengono sulla vicenda della richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti in materia di società partecipate dal Comune.
«La deliberazione della Corte – spiegano Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Fabrizio Rossi – non rappresenta affatto, come qualcuno ha voluto far credere, una “messa in mora” del Comune né un “punto di non ritorno”. Si tratta invece di un ordinario processo di verifica amministrativa che rientra nel normale rapporto di collaborazione istituzionale tra enti locali e magistratura contabile, finalizzato a migliorare e affinare i sistemi di governance delle società partecipate.
Non vi sono nella deliberazione dure critiche all’operato del Comune, ma rilievi formulati in chiave collaborativa per ottimizzare ulteriormente i processi di programmazione, controllo e monitoraggio. È importante ricordare che il Comune di Grosseto si sia dotato da tempo di un regolamento comunale che disciplina in modo puntuale le attività di indirizzo, programmazione e controllo delle società partecipate, dal febbraio 2022.
Proprio su questo punto la Corte dei Conti, anche alla luce dei chiarimenti forniti dal Comune nella memoria depositata e nel corso dell’audizione, non ha mosso alcun rilievo, riconoscendo la correttezza della ripartizione delle competenze tra Consiglio comunale e Giunta. La deliberazione n. 17/2026, pubblicata su Amministrazione Trasparente nel sito istituzionale dell’ente, è chiara su questo aspetto».
«I suggerimenti formulati dalla Corte rappresentano dunque uno stimolo a migliorare ulteriormente il modus operandi degli uffici, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio della qualità, dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi pubblici locali erogati dalle società partecipate. Le eventuali iniziative di aggiornamento e affinamento delle procedure saranno rappresentate nelle sedi istituzionali competenti, a partire dal prossimo piano di razionalizzazione delle partecipazioni».
«Per quanto riguarda Grosseto Fiere, la Corte richiama l’esigenza di un monitoraggio più attento del piano industriale di risanamento che la società dovrà presentare ai soci pubblici. È tuttavia opportuno ricordare che Grosseto Fiere non è una società controllata dal Comune, ma una partecipazione (16%) nella quale sono presenti più soci, tra cui in particolare la Camera di Commercio che detiene la quota principale e la Provincia di Grosseto. Parlare quindi di responsabilità esclusiva del Comune significa semplificare eccessivamente una realtà societaria articolata nella quale le decisioni vengono assunte collegialmente tra i diversi soci.
Per quanto riguarda Sistema S.r.l., la Corte ha richiamato l’esigenza di una rendicontazione più puntuale delle entrate e delle spese relative alla gestione dei parcheggi, con particolare riferimento al rispetto della destinazione vincolata prevista dall’art. 7, comma 7, del Codice della strada. Anche su questo punto l’Amministrazione è già impegnata a rafforzare i meccanismi di controllo e trasparenza».
«Quanto all’ampliamento del consiglio di amministrazione di Sistema, le motivazioni legate alla maggiore complessità organizzativa della società sono state già rappresentate alla Corte nell’ambito delle osservazioni del Comune ai primi rilievi formulati. Si tratta di una scelta gestionale legata all’evoluzione delle attività della società e del tutto estranea a ipotesi di ingresso di altri enti nella compagine sociale.
Tra l’altro viene chiamata in ballo proprio l’amministrazione del Pd, quando nel 2013 procedette alla fusione per incorporazione delle varie società prima esistenti. Infine, con riferimento al tema della trasparenza nelle assunzioni, comprese quelle che potranno essere attivate relativamente agli ispettori ambientali, su indirizzo del Consiglio comunale, la Corte si limita a richiamare il ruolo di impulso e controllo che il Comune deve esercitare nei confronti delle proprie società partecipate, invitandole a rafforzare le forme di pubblicità e trasparenza. Non vi sono contestazioni di illegittimità, ma indicazioni di miglioramento nell’esercizio delle funzioni di vigilanza».
«Dispiace invece constatare come alcune letture politiche cerchino di trasformare un ordinario processo di verifica amministrativa in un caso mediatico, alimentando polemiche che non aiutano né la corretta informazione né il lavoro delle istituzioni. Mistificare i fatti e far credere che ogni colpa è del Comune di Grosseto – che ha quote di minoranza in alcune partecipazioni – non aiuta la comprensione dei cittadini e ha l’unico scopo di fare attacchi politici sterili.
L’Amministrazione comunale continuerà a lavorare con serietà e responsabilità per garantire una gestione sempre più solida, trasparente ed efficiente delle partecipazioni pubbliche, tutelando l’interesse dei cittadini e sostenendo lo sviluppo del territorio».

