
GAVORRANO – Il Comune di Gavorrano ha aderito, con delibera di Giunta, alla Fondazione Giulia Cecchettin. La Fondazione è un’iniziativa, nata dalla volontà di Gino, Elena e Davide per onorare la memoria di Giulia, figlia e sorella, e trasformare il dolore in un’opportunità per la società.
“Giulia era una giovane donna piena di vita, stava programmando il suo futuro, voleva andare in Emilia Romagna per frequentare la scuola di fumetto, aveva idee, la speranza nel suo futuro e l’amore per le cose che faceva per le persone per gli amici, per tutti quelli che condividevano la sua vita. È bastato un no per scatenare la furia che l’ha strappata alla vita, al futuro, ai sui cari, come troppe volta succede la mano assassina era quella di un uomo che giurava di amarla”. A dirlo l’assessore alla Legalità Massimo Borghi dopo l’adesione alla Fondazione.
“I femminicidi, mentre dimostrano l’inadeguatezza del genere maschile ad affrontare la giusta emancipazione del genere femminile, sono tutti tragedie sconvolgenti, che segnano con il dolore la vita di familiari, amici, intere comunità – prosegue -. L’uccisione di Giulia ha colpito in maniera profonda e veramente sentita tutto il Paese, tenendolo con il fiato sospeso anche dopo il ritrovamento del suo corpo, ha segnato la coscienza di un popolo non solo per il dolore che ha suscitato, ma soprattutto è uno spartiacque per la comprensione e la lotta contro la violenza sulle donne, questo grazie anche al comportamento di un padre, Gino Cecchettin, che prostrato dal dolore non ha usato parole d’odio ma ha cercato fin dal primo momento di trasformare in positivo l’immane tragedia che stava colpendo lui e la sua famiglia cercando di volgere da subito il dolore in una opportunità per tutti noi e per tutti coloro che vogliono impegnarsi nella lotta quotidiana contro una piaga che solo con una nuova cultura del genere maschile possiamo tentare di debellare”.
“La Fondazione Giulia Cecchettin è per noi uno strumento attraverso il quale contribuire alla lotta contro la violenza di genere attraverso azioni e percorsi di conoscenza ed attività mirate a costruire rapporti costruttivi tra i generi, uno strumento che, come Amministrazione comunale mettiamo a disposizione di tutti coloro che, donne ed uomini, vorranno impegnarsi su questa strada, vorranno interrogarsi e mettersi in gioco in un percorso che porti ad una società nella quale gli uomini non siano più carnefici e nella quale le donne siano più libere e sicure. Nel mese di dicembre presenteremo nel nostro Comune il libro scritto da Gino Cecchettin su sua figlia Giulia”.