
GROSSETO – «La Corte dei conti ha concluso gli accertamenti sulle modalità con cui il Comune gestisce le proprie società partecipate, e il giudizio contenuto nella deliberazione notificata in questi giorni al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore alle partecipate, Fabrizio Rossi, è durissimo».
Così Carlo De Martis, capogruppo Grosseto Città Aperta, in una nota.
«Parliamo di undici società che garantiscono servizi essenziali: farmacie, parcheggi, servizi cimiteriali, acqua, sistema fieristico, edilizia popolare, verde pubblico, trasporto scolastico. Realtà che muovono decine di milioni di euro ogni anno e che sostengono costi di funzionamento ingenti».
«Il quadro delineato dalla Corte è quella di una terra di nessuno, una situazione sfuggita al controllo del comune-socio al quale si imputa di non esercitare le proprie prerogative. Tra le criticità più gravi emerge la subalternità dell’ente alle società stesse, in un rovesciamento dei ruoli tra controllato e controllore. “Gli obiettivi” – denunciano i magistrati contabili – “sono stati sostanzialmente elaborati dalle stesse società e solo successivamente recepiti dall’Ente socio”. Una dinamica – rincara la Corte – che indebolisce “la funzione programmatoria e di indirizzo” del comune e rischia di “compromettere l’effettività degli obiettivi” pubblici».
«Tutto questo induce la Corte ha sollecitare l’amministrazione comunale affinché rientri nel “pieno ed effettivo esercizio delle prerogative e delle funzioni proprie del soggetto controllante, garantendo altresì un maggiore impulso ed una più marcata incisività dell’azione dell’Ente”. Una censura che va ben oltre gli aspetti tecnici, investendo direttamente le responsabilità politiche. E dire che, nel 2022, l’assessore Rossi aveva introdotto un nuovo regolamento sulla governance delle partecipate, togliendo al Consiglio comunale i poteri di indirizzo e controllo per concentrarli in un comitato ristretto a lui stesso riferito. Questi, oggi, i risultati».
«Nelle cinquantanove pagine della deliberazione, la Corte contesta fra le altre cose: l’assenza di un’analisi puntuale e di un adeguato monitoraggio dei costi di funzionamento delle società, ritardi ingiustificati nella razionalizzazione delle partecipazioni, con un focus sulle criticità irrisolte di Grosseto Fiere s.p.a., ed ancora carenze di trasparenza, anche nelle procedure di reclutamento del personale, preannunciando la possibilità di sanzioni economiche».
«La Corte interviene anche sulla vicenda del nuovo c.d.a. di Sistema s.r.l., che lo scorso aprile ha rischiato di far cadere la maggioranza per la mancanza di ‘poltrone’ sufficienti a soddisfare gli appetiti dei gruppi di maggioranza. Il sindaco decise allora di trasformare la società da amministratore unico a consiglio di amministrazione, giustificando la scelta con l’immaginifico ingresso di altri comuni nella compagine societaria: Piombino, Campagnatico, Follonica. Un’operazione che Grosseto Città Aperta, insieme agli altri gruppi di opposizione, aveva denunciato come illegittima e strumentale, e che la Corte ha ora confermato essere fondata su motivazioni generiche e che, alla prova dei fatti, si sono rivelate pure inventate».
«Non meno grave la questione dei proventi dei parcheggi incassati da Sistema s.r.l., centinaia di migliaia di euro utilizzati per coprire perdite di altri servizi anziché essere destinati – come prevede la legge – al miglioramento della viabilità cittadina. In altri termini: risorse che avrebbero dovuto servire per sistemare le nostre strade dissestate».
«La Corte è chiara: il Comune ora “è tenuto ad adottare ogni misura idonea al superamento della criticità rilevata, assicurando la destinazione integrale e sostanziale dei proventi dalla sosta, sia con riferimento agli esercizi esaminati sia per il futuro”.
Sono cifre che fanno tremare i polsi, oltre che i bilanci: circa 500.000 euro per ogni anno da recuperare a partire dal 2021, e altrettanti da reperire per gli anni a venire. In caso contrario si rischiano squilibri economico-finanziari che potrebbero far scattare le procedure d’urgenza previste dall’art. 148 bis del Testo unico degli enti locali. Nonostante tutto questo, sindaco e assessore continuano a raccontare ai cittadini la favola che ‘va tutto bene’ e che la Corte dei conti non avrebbe mosso critiche».
«Se il sindaco dopo tutto questo gli rinnoverà la fiducia, attendiamo l’assessore Rossi che venga a riferire questa favola in Commissione: come grossetani siamo davvero preoccupati del finale».