
GROSSETO – La deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Toscana, «impone una riflessione seria, approfondita e non più rinviabile sul sistema delle società partecipate del Comune di Grosseto» a dirlo il consigliere comunale del M5S Giacomo Gori.
Secondo il consigliere «i rilievi formulati non possono essere derubricati a osservazioni marginali o meramente tecniche» poiché «investono la sostenibilità economico-finanziaria del Comune e della società, la proporzionalità degli organi amministrativi, il rispetto dei vincoli di destinazione delle entrate pubbliche, la corretta applicazione del Testo unico sulle partecipate e la necessità di motivazioni puntuali e rigorose in ordine al mantenimento delle stesse».
Per Gori, si tratta di aspetti che toccano direttamente «la sana gestione delle risorse pubbliche e la credibilità istituzionale dell’Ente». Da qui la richiesta di un cambio di passo nella gestione delle partecipazioni pubbliche da parte dell’amministrazione comunale.
Il consigliere afferma che, alla luce dei richiami della Corte dei conti, «non è più tollerabile alcuna forma di “creatività amministrativa” né interpretazioni elastiche delle norme da parte della Giunta e dell’assessore alle partecipate, Fabrizio Rossi». A suo avviso, «la gestione delle partecipazioni pubbliche non può diventare terreno di soluzioni organizzative non adeguatamente motivate o di scelte che si discostano dall’impianto normativo vigente, soprattutto quando sono in gioco risorse che appartengono alla collettività».
In questo quadro, Gori richiama il ruolo del Consiglio comunale come organo di indirizzo e controllo. «È necessario affermare con chiarezza che il Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, deve ora tornare ad assumere un ruolo centrale e determinante», dichiara il consigliere, precisando che «non si tratta di aprire un fronte polemico, ma di esercitare fino in fondo le prerogative che l’ordinamento attribuisce all’assemblea elettiva, riportando il sistema delle partecipazioni entro un quadro di piena legalità, trasparenza e coerenza».
Per rispondere alle osservazioni della Corte dei conti, verrà presentata una delibera di indirizzo straordinario. Gori spiega che, con questo atto, «il Consiglio comunale prenderà atto integralmente dei rilievi della Corte e impegnerà formalmente la Giunta al superamento puntuale di tutte le criticità evidenziate». Il provvedimento, nelle intenzioni del consigliere, «conterrà indicazioni precise per la verifica analitica di ogni singola partecipazione, per il rispetto rigoroso dei vincoli di legge, per il rafforzamento del controllo analogo e per l’introduzione di un sistema stabile di monitoraggio e rendicontazione verso il Consiglio stesso».
La proposta sarà esaminata in via preliminare dalla II Commissione consiliare competente. Gori annuncia che «la proposta sarà preventivamente sottoposta alla II Commissione consiliare competente, affinché possa svolgere un approfondimento tecnico-istituzionale completo e contribuire alla stesura definitiva della deliberazione». Il passaggio in Commissione viene descritto come «una precisa scelta di metodo: condivisione, trasparenza e centralità del Consiglio nella definizione degli indirizzi strategici in materia di partecipazioni pubbliche».
L’obiettivo dichiarato dal consigliere è quello di ristabilire un quadro di ordine, coerenza normativa e responsabilità nella gestione delle società partecipate del Comune. «L’obiettivo è uno solo: ristabilire ordine, coerenza normativa e piena responsabilità nella gestione delle società partecipate, tutelando l’interesse pubblico e prevenendo ogni possibile rischio per l’equilibrio finanziario dell’Ente», afferma Gori, concludendo che «il Consiglio comunale è chiamato a svolgere fino in fondo il proprio ruolo, nell’esclusivo interesse della città».
