
ROCCASTRADA – Erano già al gate, pronti per imbarcarsi sul volo che li avrebbe riportati a casa, quando all’improvviso tutto si è fermato.
Tra i tanti italiani rimasti bloccati in Medio Oriente ci sono anche Loretta Martinelli e Stefano Brunacci, marito e moglie di Roccastrada, di ritorno dalle Maldive dove avevano festeggiato il 60esimo compleanno di Stefano.
Lo scalo ad Abu Dhabi ieri pomeriggio, 28 febbraio, doveva essere solo una tappa intermedia prima del rientro in Italia, in tutto un’ora sola di scalo. Invece, poco prima dell’imbarco, è arrivato lo stop improvviso. «Erano le 13.15, eravamo già al gate e mancava meno di mezz’ora all’imbarco – racconta Loretta al telefono –. Poi si è bloccato tutto e nessuno sapeva più niente, nemmeno il personale. Solo leggendo su internet abbiamo capito cosa stava succedendo: era stato chiuso lo spazio aereo».
La situazione è precipitata in poco tempo. L’aeroporto è stato evacuato e la compagnia aerea Etihad Airways si è attivata per sistemare i passeggeri negli alberghi della città. Momenti concitati, carichi di tensione e paura.
«Eravamo davvero preoccupati – prosegue Loretta –. Volevamo capire quanti chilometri avremmo dovuto fare in taxi. C’era molta tensione. Durante il tragitto verso l’hotel abbiamo avuto molta paura».
Una volta raggiunta la struttura, la coppia ha cercato di sistemarsi, ma l’apprensione non è diminuita. Le ore scorrono tra aggiornamenti continui e notizie frammentarie. «Stanotte non abbiamo quasi mai dormito. Alle 2 è arrivato un alert, uno dei tanti, e siamo dovuti scendere nella hall. Abbiamo saputo che una scheggia ha colpito l’aeroporto e le esplosioni si sentono distintamente. Siamo molto stanchi».
Loretta e Stefano, come molti altri connazionali, stanno cercando di organizzarsi. «Abbiamo creato un gruppo WhatsApp con altri italiani per scambiarci informazioni. Internet funziona abbastanza bene, almeno per ora, anche se a volte è lento collegarsi».
Nel frattempo, la Farnesina ha invitato i cittadini italiani a rimanere negli alberghi e nei luoghi chiusi, evitando qualsiasi spostamento non necessario.
Per la coppia maremmana si prospetta un’altra notte difficile, tra incertezza e timori. «Abbiamo sentito i nostri figli, sono molto preoccupati – conclude Loretta –. Anche noi lo siamo, perché non sappiamo cosa succederà. Speriamo solo di poter tornare a casa il prima possibile».
Nella foto: l’alert telefonico diffuso dalle autorità locali; un’esplosione vista dalla camera di albergo (dal gruppo WhatsApp degli italiani bloccati)
