
SANREMO – Nel cuore pulsante dell’evento mediatico che domina la scena culturale italiana, Festambiente si ritaglia uno spazio proprio. Non come performance da palcoscenico, ma come idea-forza, proposta culturale capace di riportare al centro dell’immaginario collettivo la crisi climatica e la rigenerazione culturale a emissioni zero.
A Casa Sanremo è stata presentata la nuova edizione del festival nazionale di Legambiente, in programma dal 5 al 9 agosto 2026 a Rispescia (Grosseto), nel cuore della Maremma toscana.
Da oltre trent’anni Festambiente non è soltanto una manifestazione, ma un laboratorio permanente di pratiche ecologiche applicate alla cultura: mobilità sostenibile, energie rinnovabili, gestione virtuosa dei rifiuti ed economia circolare, promozione delle filiere agroalimentari locali e biologiche. Nato nel 1989 nel centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente, il festival è diventato un punto di riferimento per chi intende fare della transizione ecologica un progetto collettivo fondato su buone pratiche e scelte quotidiane concrete. Un modello che negli anni ha fatto scuola: sempre più festival, in tutta la Penisola, stanno seguendo questa traiettoria, ponendo l’ecologia al centro della propria organizzazione.
La presentazione ligure, ospitata all’interno del format “L’Italia in Vetrina” a Casa Sanremo, ha avuto un valore simbolico e strategico. Portare le questioni ambientali dentro uno dei luoghi mediatici più rappresentativi della cultura popolare italiana significa affermare che la sostenibilità non è un capitolo separato, ma un elemento strutturale della cultura e dell’economia del futuro.
Cinque giorni di alimentazione biologica e a chilometro zero, musica, spettacoli, incontri e formazione dedicati a economia circolare, agroecologia, giustizia climatica, energie rinnovabili, tutela della biodiversità, innovazione e partecipazione civica. Un programma che intreccia dibattiti e performance, cinema e teatro, laboratori di didattica ambientale per le nuove generazioni. Concerti e attività capaci di coinvolgere un pubblico ampio, con una bussola chiara: ridurre l’impronta ecologica, valorizzare le buone pratiche, democratizzare l’accesso alle idee e sostenere i territori nel loro ruolo di laboratori di cambiamento.
«Essere qui, dentro il Festival di Sanremo, significa portare la questione ambientale in uno dei luoghi simbolo della cultura popolare italiana – ha affermato Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore di Festambiente -. I grandi eventi hanno una responsabilità enorme in termini di impatto ambientale e capacità di influenza. È fondamentale moltiplicare gli esempi di manifestazioni che pongono la sostenibilità ambientale al centro. La rigenerazione culturale a emissioni zero è una sfida concreta: ridurre le emissioni, innovare i modelli organizzativi, costruire reti territoriali. Dal 5 al 9 agosto 2026 continueremo questo percorso in Maremma, proponendo un modello coerente con il rispetto dei parametri ambientali e dimostrando che un’altra idea di festival è possibile: più giusta, più sostenibile, più capace di futuro».
«In un’Italia in cui l’urgenza climatica chiede risposte strutturali, Festambiente si conferma come spazio di contaminazione tra saperi, pratiche e comunità, un luogo aperto dove la cultura diventa strumento di trasformazione reale. Se la musica e l’arte possono accendere l’attenzione, è negli incontri e nei progetti concreti che si misura la capacità di un festival di incidere sul domani, in Maremma e oltre».