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Al via il progetto socio-lavorativo finanziato dalla Regione Toscana e rivolto alle persone fragili

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Al via il progetto socio-lavorativo finanziato dalla Regione Toscana e rivolto alle persone fragili
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GROSSETO – Ha preso avvio la fase centrale del nuovo progetto di inclusione socio-lavorativa finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Pr Fse+ 2021-2027, rivolto alle persone in condizione di fragilità e rischio di esclusione sociale nel territorio della zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana.

Capofila dell’iniziativa è Coeso – Società della Salute delle zone Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana, nell’ambito dell’Avviso pubblico regionale “Interventi di accompagnamento al lavoro per persone in condizione di fragilità”. Il progetto ha una durata di 36 mesi e si sviluppa su tutto il territorio di competenza, con l’obiettivo di promuovere percorsi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.

Referenti del progetto sono Massimiliano Tulipano e, per la parte amministrativa, Valentina Corsetti. I destinatari sono persone disoccupate o inoccupate già in carico ai servizi socio-sanitari territoriali. Particolare attenzione è rivolta a persone con disabilità, utenti dei servizi di salute mentale, persone con disturbi dello spettro autistico, detenuti ed ex detenuti, minori non accompagnati over 16, neo-maggiorenni inseriti in percorsi di autonomia, giovani con bisogni educativi speciali, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, vittime di violenza o di tratta, oltre a persone in condizioni di emergenza abitativa.

Il progetto prevede una presa in carico personalizzata, con valutazione multidimensionale, orientamento specialistico, bilancio di competenze e counseling. A questo si affianca l’attivazione di tirocini di inclusione sociale, attraverso l’individuazione di aziende ed enti disponibili ad accogliere i partecipanti, con un tutoraggio individuale lungo tutto il percorso di tirocinio.

È inoltre prevista una formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in riferimento al decreto legislativo 81/08, e specifici moduli formativi per alimentaristi. Il programma include anche laboratori pratico-formativi finalizzati all’acquisizione di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro locale.

Sono esclusi dalla partecipazione i percettori dell’Assegno di inclusione (Adi) e le persone già inserite nel programma Gol, per evitare sovrapposizioni con altre misure attive di politica del lavoro. L’intervento punta a rafforzare la rete territoriale tra servizi pubblici, imprese ed enti del Terzo Settore, con l’obiettivo dichiarato di promuovere inclusione, autonomia e dignità attraverso l’accesso al lavoro e la costruzione di percorsi di integrazione socio-economica.

Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di COeSO, sottolinea la visione politica alla base dell’iniziativa: «Come amministrazione crediamo che la vera politica sociale si faccia creando opportunità concrete e non assistenzialismo. Questo progetto va esattamente in questa direzione: trasformare fragilità in percorsi di autonomia, mettendo al centro il lavoro, la dignità della persona e la responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e terzo settore. È una scelta chiara: investire sulle persone significa rafforzare la coesione della nostra comunità e costruire un territorio più forte, inclusivo e competitivo. Nessuno deve essere lasciato indietro, ma ciascuno deve essere accompagnato verso un futuro fatto di competenze, autonomia e partecipazione alla vita sociale ed economica».

Sulla stessa linea la direttrice di Coeso, Tania Barbi, che definisce il progetto «un investimento concreto sulle persone e sulle loro potenzialità».

«L’inclusione lavorativa è uno strumento fondamentale per restituire autonomia, fiducia e dignità a chi vive una condizione di fragilità. Come Coeso, crediamo fortemente nella costruzione di percorsi personalizzati, capaci di valorizzare competenze e aspirazioni individuali, mettendo in rete servizi socio-sanitari, imprese e Terzo Settore. Il lavoro non è soltanto una fonte di reddito, ma un elemento chiave di integrazione sociale. Con questo intervento vogliamo offrire opportunità reali, accompagnando ogni persona in un percorso strutturato e sostenibile nel tempo, affinché nessuno resti indietro.»

Redazione
27 Febbraio 2026 alle 14:01
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